Gli Usa in crisi per l'aviaria chiedono uova all'Europa. Il Veneto risponde ''picche'': ''Anche qui abbattute 4milioni di galline. La produzione è destinata al consumo interno''
Il Veneto è la punta di diamante della produzione nazionale con oltre 2 miliardi di uova prodotte all'anno. Michele Barbetta: ''L’epidemia aviaria è stata pesante anche in Italia, anche se non come negli Stati Uniti. E, se in autunno ripartirà l’epidemia, saremo punto e a capo''. Intanto mega commessa per gli Usa dalla Turchia con 420milioni di uova

WASHINGTON. Gli Usa di Trump, isolazionisti, dove vige la logica del più forte, che pensano di poter fare da soli a prescindere e piagare il mondo ai loro interessi, si scoprono più fragili. Negli ultimi mesi un'epidemia fortissima di aviaria sta mettendo in crisi il mercato delle uova (in un trimestre sono state abbattute 20milioni di galline) che stanno raggiungendo delle cifre record (tra gli 8 e i 10 dollari per la dozzina circa il doppio di quanto costano in Italia) ma soprattutto è la carenza di scorte che preoccupa uno dei paesi con maggiore consumazione di uova del mondo.
E allora ecco che l'Europa torna comoda e arrivano le richieste per importarne grandi quantità. La Bbc il mese scorso ha spiegato che, secondo l’Unione centrale dei produttori di uova in Turchia, il Paese prevede di esportare negli Usa 420 milioni di uova, una cifra senza precedenti. Ma sono molteplici le richieste di aiuto anche alla Danimarca, la Finlandia (che però avrebbero già rifiutato perché le regole di scambio non sarebbero concordate) e all'Italia. La richiesta è arrivata anche all'Italia e in particolare al Veneto che con una produzione media annua di 2 miliardi di uova è una delle punte di diamante del settore nazionale. Sono oltre 250 in regione gli allevamenti di galline ovaiole con più di 250 capi.
E la risposta del Veneto agli Usa qual è? Picche. “Gli americani sono grandi consumatori di uova e, di conseguenza, la carenza di prodotto li porta a cercarlo in altri Paesi – spiega Michele Barbetta, allevatore di Carceri e presidente del settore avicolo di Confagricoltura Veneto -. Sono arrivate molte richieste agli imprenditori agricoli veneti, da Verona a Padova, ma pure noi siamo al limite con la produzione e non possiamo garantire un approvvigionamento. L’epidemia aviaria è stata pesante anche in Italia, anche se non come negli Stati Uniti. Dall’autunno sono state abbattute 4 milioni di galline ovaiole su 41 milioni, concentrate principalmente negli allevamenti in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, pari al 10 per cento. E questo significa che abbiamo perso la stessa percentuale di uova: 1,4 miliardi su 14 miliardi. Quello che rimane è quasi tutto destinato al consumo nazionale. Ovviamente, data la mancanza di prodotto, il prezzo continua a salire anche in Italia, anche se non ai livelli degli Usa. Gli altri Paesi europei non stanno meglio, dato che l’aviaria ha colpito ovunque”.

“Non sarà facile tornare alla produzione di prima – chiarisce Barbetta -. L’ultima epidemia ha causato 56 focolai nel Nord Italia, di cui 17 riguardanti galline ovaiole. Le aziende stanno ripartendo, ma la ovaiola ha una programmazione lunga: intanto non c’è molta disponibilità di pulcini, dato che l’aviaria ha colpito anche questa produzione, e comunque per passare dal pulcino alla produzione di uova servono sei mesi. E, se in autunno ripartirà l’epidemia, saremo punto e a capo”.
Per quanto riguarda i risarcimenti, “ad oggi abbiamo ricevuto quelli per l’epidemia del 2021, ma non abbiamo ancora notizie di quelli dovuti per i danni indiretti delle epizoozie successive”.


















