"L'immigrazione eccessiva" è la causa principale di criminalità secondo gli altoatesini
Il "Barometro della sicurezza" dipinge un quadro preoccupante: la metà degli altoatesini intervistati dichiara di aver cambiato il proprio comportamento quotidiano per eludere rischi

BOLZANO. Il 59% degli altoatesini sostiene che “l'immigrazione eccessiva” sia tra le cause principali della criminalità, il 41% ritiene che siano “le pene troppo lievi” e il 34% “i problemi economici”.
Questi sono solo alcuni dei dati pubblicati nel primo Barometro della sicurezza altoatesina 2025, il sondaggio completo e rappresentativo condotto tra la popolazione sul tema della sicurezza pubblica sul territorio provinciale.
L'indagine è stata condotta su incarico del Dipartimento Edilizia abitativa, Sicurezza e Prevenzione della violenza e complessivamente sono state intervistate 1.500 persone. L'obiettivo era quello di ottenere quadro rappresentativo dell'opinione della popolazione altoatesina.
Nella prima parte dello studio viene esaminata la situazione generale della sicurezza e la percezione di sicurezza degli altoatesini. Secondo quanto emerso, la paura e l'insicurezza si avvertono soprattutto negli spazi pubblici, in particolare sui mezzi di trasporto pubblico e nelle piazze nelle ore serali e notturne. Preoccupano reati come furti, truffe online, furti con scasso o danneggiamenti.
Nel corso del sondaggio, il 46% delle persone ha dichiarato di aver modificato il proprio comportamento quotidiano per eludere rischi (evitando determinati luoghi o fasce orarie, portando con sé spray al peperoncino o simili). Il 44% ha dotato la propria abitazione di sistemi di sicurezza tecnologici. Il 38% evita determinati contatti o persone.
Come anticipato, il 59% degli altoatesini indica “l'immigrazione eccessiva” tra le cause principali della criminalità, il 41% ritiene che siano “le pene troppo lievi” e il 34% “i problemi economici”.
Gli intervistati ritengono che le soluzioni per combattere la criminalità siano la limitazione dell'immigrazione (52%) e l'inasprimento delle pene. Le misure ritenute più adeguate per migliorare la situazione della sicurezza sono l'immigrazione controllata e limitata e l'espulsione degli immigrati illegali o criminali, seguite dal rafforzamento della presenza della polizia e da leggi più severe. L'espulsione dei migranti criminali è accolta con favore da un'ampia maggioranza degli intervistati.
Lo studio esamina inoltre in modo approfondito la “fiducia nella giustizia e nella polizia”. Solo il 61% degli intervistati che sono stati vittime di un reato ha sporto denuncia. Quattro su dieci hanno deciso di non farlo. Anche la soddisfazione per il trattamento di un caso da parte della polizia/delle autorità è solo di 7 punti, con valori particolarmente bassi per la rapidità dello svolgimento dei procedimenti giudiziari (6,1 punti) e l'equità della giurisprudenza (6,7).
"Questo studio fornisce un quadro completo dell'opinione della popolazione altoatesina e costituisce una base preziosa su cui poter costruire il nostro lavoro futuro”, ha commentato l'assessora Ulli Mair nel corso della presentazione dei dati.
“In molti punti dello studio emerge chiaramente che gli altoatesini hanno una visione obiettiva e differenziata delle questioni relative alla sicurezza pubblica. Non sono né prevenuti né pessimisti, ma riconoscono chiaramente i problemi centrali e distinguono tra cause e conseguenze”, ha spiegato l'assessora provinciale.
Il questore Giuseppe Ferrari, alla luce dei risultati emersi, ha commentato: "I dati presentati sono positivi per quanto riguarda la reputazione della Polizia di Stato. Grazie al nostro impegno pluriennale, alla nostra presenza sul territorio e alla rapidità dei nostri interventi, abbiamo conquistato la fiducia della popolazione", ha affermato. Tuttavia, il questore sottolinea che ci sarebbero anche punti critici su cui è necessaria una riflessione, ad esempio il fatto che il 40% delle persone vittime di un reato decida di non sporgere denuncia.











