Perquisizione nella sede di Altvelox, sequestrati pc e telefono del presidente Sottile: "Stiamo dando fastidio alle istituzioni"
L'operazione è scaturita da una querela per diffamazione presentata dal prefetto di Belluno nei confronti di Gianantonio Sottile: l'associazione Altvelox, nei mesi scorsi, aveva depositato numerose denunce contro sindaci e prefetti in merito alla presenza di autovelox considerati irregolari sul territorio nazionale

BELLUNO. Gli agenti della digos di Belluno hanno eseguito nella mattinata di oggi, mercoledì 5 febbraio, una perquisizione nella sede dell’associazione Altvelox, l’abitazione del presidente Gianantonio Sottile.
Il provvedimento, disposto dalla procura della Repubblica di Belluno, ha portato al sequestro del computer e di un telefono in uso al presidente dell’associazione.
L'operazione è scaturita da una querela per diffamazione presentata dal Prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, nei confronti di Sottile: l'associazione Altvelox, nei mesi scorsi, aveva depositato numerose denunce contro sindaci e prefetti in merito alla presenza di dispositivi autovelox sul territorio nazionale.
In una nota ufficiale, Sottile ha commentato la perquisizione con parole dure: "Siamo consapevoli che le nostre attività stanno dando tanto ma tanto fastidio alle Istituzioni, ma crediamo che il "modus operandi" abbia oltrepassato ogni limite di buonsenso. Abbiamo già formalizzato la questione alle "figure parlamentari" di riferimento affinché presentino una formale protesta al Ministero di Grazia e Giustizia attraverso una interrogazione al fine di comprendere se tali modalità "repressive" siano da considerarsi legittime... Al momento non aggiungiamo altro, il nostro ufficio legale sta leggendo i documenti per procedere con le successive ed eventuali azioni a nostra tutela e a tutela soprattutto degli iscritti e dei consumatori".














