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Trento
26 marzo | 09:43

“Sterile e dannosa polemica”, scontro sul Gallo Vaia. L’opera di Martalar abbandonata divide amministrazione e opposizione: "Servivano 10 mila euro per il restauro"

Il Gallo Vaia è caduto a terra nel settembre scorso a causa del maltempo. Da quel momento l'opera non è stata più rimessa in piedi e giace abbandonata. Ad intervenire sui social è stato l'ex sindaco di Gallio e oggi consigliere di minoranza Emanuele Munari  ed ora alle sue parole risponde l'Amministrazione comunale

“Sterile e dannosa polemica”, scontro sul Gallo Vaia

GALLIO. “Provocazione e strumentalizzazione”. Usa queste parole l'amministrazione comunale di Gallio per intervenire sulla vicenda dell'abbandono del Gallo di Vaia, caduto a terra a causa del maltempo del settembre dello scorso anno e che, dopo circa sei mesi, giace ancora a terra abbandonato.

 

La situazione è stata portata sui social da Emanuele Munari, ex sindaco di Gallio, che attraverso un post aveva denunciato lo stato di abbandono dell'opera (QUI L'ARTICOLO). “Ecco il trattamento riservato al Gallo di Vaia” ha scritto sui social. “Il simbolo del nostro Comune, che prima troneggiava davanti al Municipio, ora giace da tempo lì a terra, abbandonato, come un qualsiasi rifiuto urbano. Nel frattempo, altre località montane rispettano e valorizzano le opere di Marco Martalar, facendole diventare vere e proprie attrazioni turistiche. A nome della nostra Comunità, chiedo scusa all'amico Marco per l'indegno trattamento riservato al Gallo dall'attuale amministrazione''.

 

Parole, queste, che sono poi state commentate anche dall'artista Marco Martalar: ''Non voglio entrare in argomenti legati alla politica, ma vedere una mia opera così mi fa star male tanto quanto l'incendio del Drago. Era solo caduto per un forte vento''.

Le opere dello scultore trentino, nel tempo, hanno acquisito una fama e un'importanza davvero assolute per i territori che le ospitano, rappresentando delle vere e proprie attrazioni turistiche: dal Drago Vaia (poi bruciato e da qualche tempo 'rinato' più bello e più forte di prima) a Lavarone, passando per l'Haflinger di Strembo o l'Orso di Molveno.

 

A rispondere alle parole dell'ex sindaco Emanuele Munari, nelle scorse ore, è stata l'Amministrazione di Gallio con una nota in cui si precisa che “non è stata l’attuale amministrazione a decretare la fine del Gallo di Vaia, in quanto a settembre 2023 il Gallo era caduto in una serata di maltempo, a causa del deterioramento del materiale di recupero utilizzato, essendo trascorsi sei anni dalla tempesta Vaia”.

 

L’attuale amministrazione, viene spiegato nella nota, “ha contattato subito l’artista per valutare un eventuale ripristino; lo stesso dichiarava che per restaurare l’opera erano necessari interventi pari a circa 10 mila euro”.

 

“Non crediamo – continua – al sincero dispiacere espresso dal consigliere Munari per lo stato in cui versa l’opera, come lo stesso vuol far supporre, tra l’altro avvalendosi della notorietà dell’amico artista per rendere la notizia più virale. Riteniamo scandaloso che, per infangare l’attuale amministrazione, Munari arrechi danno all’immagine del Paese e alle attività economiche, cercando sempre di avere i riflettori puntati su se stesso”.

 

Se il consigliere di minoranza, visto il suo ruolo istituzionale – conclude l'Amministrazione – “avesse preventivamente chiesto dei chiarimenti all’attuale amministrazione, invece di postare informazioni non veritiere sui social, tale effimera, sterile e dannosa polemica si sarebbe potuta evitare, soprattutto per il bene del Paese”.

 

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