Verde urbano gestito da aziende agricole locali, ecco la nuova modalità di gestione degli spazi pubblici: “Rapporto nato con persone che amano il loro territorio”
Sfalci e gestione del verde pubblico saranno affidati ad aziende agricole del territorio. Il sindaco De Pellegrin: "Credo così si possa arrivare ad avere il verde sempre più in ordine e, se così non fosse, creare un dialogo con persone che conosciamo direttamente per eventualmente migliorare"

BELLUNO. Sfalci e gestione del verde pubblico saranno affidati ad aziende agricole del territorio: è la nuova modalità con cui il Comune di Belluno procederà per i prossimi tre anni alla manutenzione degli spazi pubblici. “È una modalità diversa da quanto fatto finora, cioè tramite bandi pubblici: quest’anno la proposta è di operare con le nostre aziende agricole. In questo modo, credo si possa arrivare ad avere il verde sempre più in ordine e, se così non fosse, creare un dialogo con persone che conosciamo direttamente per eventualmente migliorare” commenta il sindaco Oscar De Pellegrin.
È stato infatti istituito un tavolo di lavoro con le aziende e le associazioni di categoria (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e la città è stata suddivisa in 10 aree, di cui 8 sono già state assegnate. Il lavoro riguarda in particolare sfalcio e taglio erba e potatura delle siepi su strade, parchi e cigli stradali, non quindi la gestione degli alberi (di cui abbiamo parlato qui), che richiede una specializzazione diversa.
“Il rapporto è nato direttamente con persone che amano il loro territorio, con le quali abbiamo pensato assieme a una convenzione. Seguendo la normativa nazionale - spiega l'assessore al decoro urbano Franco Roccon - abbiamo dovuto predisporre 10 zone perché a ciascuna azienda possiamo dare al massimo 50 mila euro, perciò abbiamo aumentato le aree e ridotto l'apporto economico. Ci siamo presi poi l’impegno di seguire i lavori in corso d’opera, per migliorarli se necessario. Quello che ci interessa di più è ovviamente che gli operatori facciano un buon lavoro per la città, viste le polemiche ricevute in passato e i contrasti con le precedenti imprese, ma non ho dubbi che questi giovani ci diano le risposte necessarie. Saranno inoltre delle sentinelle sul territorio, perché oltre ai 20 giorni di tempo per lo sfalcio, nelle altre giornate, compatibilmente con l’attività agricola, possono intervenire in base alle esigenze rilevate”.
L’importo finanziato è di 1 milione me 224 mila euro sul triennio, quindi 408 mila euro annui ripartiti tra le 10 aree (dai 37 mila ai 42 mila ciascuna circa) in base all’estensione dell’area e al numero di tagli. Gli importi saranno pagati a fine luglio e fine ottobre, permettendo alle aziende di contare su queste entrate sicure per i prossimi tre anni. L’importante, secondo la normativa, è che per le aziende stesse questo tipo di attività non diventi quella prevalente, ma si inserisca in un’ottica di multifunzionalità spesso ormai necessaria.
“L'amministrazione ha colto un'opportunità, rappresentata dal decreto 228 del 2001, che speriamo sia di spunto anche per altri comuni. Il lavoro delle associazioni è di collante tra le richieste dell'amministrazione e gli imprenditori agricoli, che sono i veri protagonisti. Il fatto che possano metterci la faccia sarà la garanzia per il successo dell’iniziativa, perché il rapporto che si è instaurato è diretto. Chiediamo comunque un supporto affinché le aziende siano seguite nei periodi in cui operano nelle rispettive aree e si possa ottenere un risultato il più eccellente possibile” affermano le associazioni di categoria.












