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| 10 gennaio | 18:49

Continuano le proteste in Iran: "Centinaia di morti e ospedali sopraffatti". Blackout a oltranza e i manifestanti rischiano la pena capitale

Il blocco di internet dura ormai da 36 ore mentre dilagano le proteste per mettere fine al regime in Iran. L'ayatollah Ali Khamenei ha promesso nuove repressioni

Continuano le proteste in Iran: "Centinaia di morti e ospedali sopraffatti"
di Redazione

TEHERAN (Iran). Ancora una giornata di proteste in Iran con centinaia di morti e di feriti con il sistema sanitario sotto pressione. A causa del blackout nazionale di internet imposto dalle autorità iraniane in vigore da 36 ore complica la diffusione di informazioni e notizie mentre la comunità internazionale veicola messaggi di sostegno ai manifestanti.

 

Solo sei ospedali di Teheran, capitale dell'Iran, avrebbero registrato almeno 217 morti tra i manifestanti, in larga parte giovani, riporta Time, mentre i medici e gli assistenti sociali avrebbero riferito alla Bbc che le "strutture sono sopraffatte" dai feriti.

 

Dalla capitale a Mashhad, da Tabriz a Urmia, Isfahan, Karaj e Yazd, le folle sono in piazza e, nonostante il blocco di internet, sono tantissime le immagini delle proteste che circolano sui social network: grandi cortei contro il regime.

 

L’ayatollah Ali Khamenei ha messo i Guardiani della rivoluzione in uno stato di allerta più alto che a giugno scorso con il procuratore generale iraniano che ha avvertito che chiunque prenda parte alle proteste sarà considerato un "nemico di Dio", un’accusa che può portare alla pena di morte.

 

Intanto Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, ha sollecitato con un videomessaggio online uno sciopero generale e ha chiesto di prepararsi a rimanere in piazza a lungo e di fare scorta di provviste: Mi preparo anche a tornare in patria e a essere con voi, la grande nazione dell’Iran, quando la nostra rivoluzione nazionale trionferà. Credo che quel giorno sia molto vicino".

 

La vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2003, l’avvocata iraniano esiliata Shirin Ebadi, ha dichiarato di temere un "massacro sotto la coltre di un blackout totale".

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