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FVG
17 gennaio | 13:40

La comunità iraniana in piazza, in centinaia alla manifestazione di Trieste: "Per la difesa dei diritti e la memoria delle vittime"

Tre i punti al centro della manifestazione: difendere i diritti umani in Iran, mantenere viva la memoria delle vittime delle repressioni e sostenere una transizione pacifica del paese verso la democrazia.

TRIESTE. Questa mattina centinaia di giovani iraniani si sono ritrovati in piazza della Borsa a Trieste per dare vita a una manifestazione pacifica di vicinanza nei confronti delle dure repressioni dei giorni scorsi avvenute nelle principali città dell'Iran da parte del governo di Teheran, che hanno fatto registrare un bilancio drammatico di migliaia di vittime.

 

Tre sono i punti sui quali l'organizzazione, composta da studenti e membri della comunità iraniana di Trieste, ha voluto porre maggiore attenzione, e che sono alla base della manifestazione: difendere i diritti umani in Iran, mantenere viva la memoria delle vittime delle repressioni e sostenere una transizione pacifica del paese verso la democrazia.

Emblematico in tal senso è il racconto che Setareh (nome di fantasia), una studentessa e manifestante iraniana che vive a Trieste e che è tornata dall'Iran ieri sera, che ha rilasciato per il Dolomiti sulla sua recente esperienza nel Paese, con la premessa di non poter nemmeno rivelare il proprio nome poiché, come specificato da lei stessa, rischierebbe ripercussioni su di lei o sulla sua famiglia a fronte di dichiarazioni avverse al regime di Teheran. 

 

“Ho trovato un Paese in grande agitazione – ha spiegato Setareh – le proteste sono iniziate il mese scorso a causa della progressiva svalutazione monetaria e sono scattati gli scioperi, inizialmente sembrava dovesse finire tutto lì, finché l'erede dello Scià (Reza Pahlavi, ndr) ha indetto due grandi manifestazioni in tutto il Paese, avvenute giovedì e venerdì della settimana scorsa. La partecipazione è stata enorme, io sono stata già a diverse manifestazioni in Iran, mi trovavo a Teheran e personalmente non ho mai visto tante persone scendere in strada come in quest'occasione, in tutto il Paese”.

Nonostante la grande partecipazione popolare in Iran nelle proteste verso il regime, le previsioni sugli sviluppi futuri da parte di Setareh e degli altri studenti assumono tuttavia dei contorni estremamente pragmatici, come dichiarato in conclusione dalla studentessa: “Pur con tutte le persone riversatesi in piazza e le migliaia che sono morte, io non credo che da soli riusciremo a cambiare la situazione in Iran, abbiamo assolutamente bisogno di un supporto esterno, se guardiamo alla storia, nessuna dittatura si è mai fatta da parte spontaneamente, e non lo faranno nemmeno gli attuali componenti del governo iraniano”. Il riferimento, neanche troppo velato in tal senso, è l'analogia rispetto a quanto recentemente accaduto in Venezuela, in cui la caduta di un regime è stata diretta conseguenza dell'intervento da parte degli Stati Uniti, un supporto che buona parte della popolazione iraniana, come sostenuto dagli studenti, auspica di poter ricevere nell'immediato futuro.

 

La manifestazione ha visto la partecipazione di non meno di duecento persone, tra membri della comunità iraniana e sostenitori, e, come specificato dall'organizzazione, ha mantenuto un carattere apartitico, volto a focalizzare l'attenzione unicamente verso la sofferenza del popolo iraniano. 

 

Al raduno erano presenti anche alcuni esponenti politici, tra cui l'europarlamentare Anna Maria Cisint e l'assessore regionale all'ambiente Fabio Scoccimarro.

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