Contenuto sponsorizzato
Bolzano
02 ottobre | 11:46

La politica rimane fuori dalla porta. La seduta salta perché non si trovano le chiavi. L'opposizione: "Solo la punta dell'iceberg. Il consiglio non è un accessorio"

Un episodio divertente, ma che per l'opposizione diventa simbolo dell'incompetenza dell'attuale amministrazione: "Quando uno pensa di averle viste tutte, loro – per puro spirito di contrarietà e per il gusto di smentirci – se ne inventano un'altra ancora peggiore"

La politica rimane fuori dalla porta

LAIVES. La politica è rimasta fuori dalla porta. Letteralmente. È quanto è successo a Laives, mercoledì 30 settembre, quando il consiglio comunale è rimasto chiuso fuori dalla sala consiliare perché non si trovava il mazzo di chiavi giusto. Amministratori, consiglieri e tecnici sono rimasti bloccati nell’atrio e il consiglio è stato rimandato. 

 

Un episodio che fa sorridere alcuni, ma che per altri diventa simbolo della supposta incompetenza della Giunta comunale. È il caso di “Uniti per Laives”, la lista civica al momento all’opposizione, che non ha perso tempo nel denunciare il caso sui social con manifesti dai toni fortemente ironici.

 

“Il consiglio è convocato. La chiave no. La politica resta fuori dalla porta”. Oppure, “La chiave del buon governo? Intanto trovate quella della sala”.

 

Secondo Giuliani "è solo la punta dell'iceberg. Quando uno pensa di averle viste tutte, loro – per puro spirito di contrarietà e per il gusto di smentirci – se ne inventano un'altra ancora peggiore. Prima mancano i documenti, ora le chiavi. L'impressione è quella di una maggioranza che tratta il consiglio comunale come un accessorio o una scocciatura". A supporto di questa teoria non c'è solo l'episodio delle chiavi, ma anche, per esempio, la mancanza dei documenti in occasione della delibera di approvazione finanziario della SEAB: "I consiglieri non sono stati messi in condizione di esaminare i contenuti e ci è stato chiesto di votare sulla fiducia", racconta il capogruppo.

 

"Questa situazione – incalza il capogruppo di Uniti per Laives – evidenzia una carenza assoluta di rispetto istituzionale nei confronti dei consiglieri comunali, in particolare di quelli di minoranza, ostacolati nella possibilità di svolgere il proprio ruolo con la necessaria preparazione e costretti a subire una gestione che lede le basi della democrazia cittadina. Solo guardando a quanto successo l'altra sera: cosa deve dire al proprio datore di lavoro un consigliere che si è preso permesso per partecipare al consiglio comunale ed è rimasto fuori dalla porta e quindi anche senza documenti che ne certifichino la presenza? È ovvio che i cittadini poi non hanno più fiducia nella politica".

"L’impressione è quella di una maggioranza che sta andando in fumo: nelle idee, nelle scelte e persino nella gestione ordinaria. Qui non si tratta più di aver perso il bandolo della matassa: non si trova neanche la chiave per aprire il Consiglio comunale. Laives merita serietà, trasparenza e un’amministrazione capace di garantire almeno l’essenziale", conclude Giuliani.

 

Ancora non si che fine abbiano fatto le chiavi. C’è addirittura chi, con malizia, suggerisce una mossa di “ostruzionismo logistico”. Fatto sta che il consiglio è rimasto fuori al freddo e la riunione non si è tenuta.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 02 ottobre | 11:46
Un episodio divertente, ma che per l'opposizione diventa simbolo dell'incompetenza dell'attuale amministrazione: "Quando uno pensa di averle viste [...]
Cronaca
| 02 ottobre | 12:21
Il personale che si occupa della sicurezza, dopo aver notato un'improvvisa e inspiegabile "crescita" degli abiti dei due uomoni, ha chiesto [...]
altra montagna
| 02 ottobre | 12:00
Ha raggiunto quota 3.400 con piccozza, ramponi e zaino da rider carico di pizze fumanti. La "curiosa" escursione di Allan Montagné, che ha [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato