Le strutture di accoglienza portano degrado e disagi? Le associazioni contro la Lega: “Si alimenta la paura e si ignorano le responsabilità politiche”
La risposta di una rete di associazioni (Rete Italiano Trento) ad in intervento del consigliere comunale Devid Moranduzzo nel quale ha affermato che "più si aprono queste strutture, più aumenta il rischio che vi entrino persone poco raccomandabili che portano degrado e creano pesanti disagi a tutte le zone limitrofe"

TRENTO. Si cerca di alimentare la paura, si indicano dei colpevoli comodi e si evita accuratamente di parlare delle vere responsabilità politiche. “Le persone migranti non sono il problema. Quello vero è la mancata gestione dei flussi migratori in maniera conforme a quanto sancito dal tanto vituperato diritto internazionale. Il problema è l’estremo individualismo e l’incapacità di vederci come comunità”. Usano queste parole la Rete Italiano Trento con Liberalaparola, il gioco degli specchi, volontari italiano Res.Fersina/Brennero, l'associazione Oratorio S.Antonio e Penny Wirton per criticare un recente comunicato della Lega.
Nei giorni scorsi il consigliere Devid Moranduzzo, capogruppo leghista a Palazzo Thun, nel parlare di centri di accoglienze e nell'attaccare il sindaco Franco Ianeselli aveva affermato “più si aprono queste strutture, più aumenta il rischio che vi entrino persone poco raccomandabili che portano degrado e creano pesanti disagi a tutte le zone limitrofe, minando la serenità di chi in quei quartieri ci vive e lavora”.
Per la Lega, insomma, sembra che il problema non sia l'assenza di politiche pubbliche serie per l'accoglienza. La soluzione proposta? “E' lasciare le persone all'addiaccio perché ritenute delinquenti e problematiche” spiegano in una nota le associazioni ricordando ancora una volta che queste persone, nella gran parte dei casi, sono richiedenti asilo che per legge e avrebbero diritto ad un’ adeguata assistenza e accoglienza.
“La marginalità e il disagio concentrati a Trento – spiegano la rete di associazioni - li hanno prodotti le politiche provinciali (che recentemente hanno concordato col governo nazionale un dimezzamento dei già dimezzati posti in accoglienza in cambio di un Cpr) lavorando sistematicamente allo smantellamento del sistema di accoglienza,creando allarme sulla città, soffiando sul fuoco con una costante comunicazione terroristica con lo scopo di che alimentare le paure".
Per le associazioni la storia del “Trentino comunità terra accogliente” diventa ogni giorno “una storia sempre più scollegata dalla realtà: siamo una delle regioni che meno accoglie in Italia”.
Rete Italiano Trento non si tira indietro e continuerà a portare avanti l'impegno iniziato 10 anni fa. “Siamo convinti che l’insegnamento della lingua sia di fondamentale importanza per instaurare la necessaria comunicazione e relazione con chi cerca un futuro migliore in Trentino, per una reale politica di inclusione nella speranza che un giorno le nostre istituzioni tornino a gestire le politiche migratorie come hanno fatto fino al 2018, anche attraverso servizi di formazione e di supporto psicologico servizi che tanto possono fare anche per evitare episodi drammatici incidenti come quello che oggi viene utilizzato come un 'manganello mediatico'”.













