Contenuto sponsorizzato
Belluno
13 marzo | 17:34

Spediscono un pacco con 16 libri, gli torna indietro distrutto e con dentro 5 volumi. ''Abbiamo fatto reclamo. La risposta di Poste Italiane è stata incredibile''

Una vicenda davvero spiacevole quella vissuta dall'Associazione bellunesi nel mondo. Un pacco arrivato da Roma a Belluno in perfette condizioni con un vettore privato, poi affidato a Poste per fare solo 80 chilometri: ''Non è mai arrivato a destinazione e nessuna avviso di mancato recapito è mai stato trovato. Semplicemente lo scatolone ci è tornato indietro distrutto e con il carico mezzo svuotato''

di L.P.

BELLUNO. Oltre il danno la beffa. Un pacco arrivato da Roma, non con Poste Italiane, integro e perfetto, lo stesso pacco spedito a San Biagio di Callalta, a soli 80 chilometri di distanza da Belluno, con Poste Italiane che non arriva a destinazione ma torna indietro sventrato, con ben 11 delle 16 copie di libri che si volevano consegnare, perse. Questo il danno e la beffa? ''Che fatto reclamo e chiesto un rimborso ci è stato risposto che il problema era nostro: l'imballo non era adeguato e quindi non potevano accogliere la nostra richiesta. Peccato che l'imballo avesse consentito ai libri di viaggiare da Roma a Belluno senza problemi, e fosse stato giudicato idoneo sia dal nostro referente sia dall'operatrice allo sportello delle Poste''. Chi parla è il presidente dell'Associazione bellunesi nel mondo Oscar De Bona. E' proprio il sodalizio bellunese, che conta 68 circoli all'estero e 5 in Italia (questo anche per dire che con lettere, pacchi e raccomandate hanno anche una certa abitudine) che racconta della disavventura avuta con Poste. 

 

''Consegnare un pacco da Belluno a San Biagio di Callalta, circa un'ottantina di chilometri di distanza, può diventare un'impresa - spiegano ironicamente -. Un'impresa talmente ardua che alla fine è meglio rinunciare. E far percorre al destinatario il tragitto in auto per ritirare da sé la merce che gli spetta. Sembrerà assurdo, ma è quanto può accadere se ci si affida a Poste Italiane''. Quindi inizia il racconto. ''Lo scorso 6 marzo – spiega il presidente dell'Abm, Oscar De Bona – dovevamo spedire un pacco di libri. Sedici copie destinate all'autrice di un volume da noi pubblicato in quanto editori. Il materiale ci era appena stato recapitato dalla tipografia, che ha sede a Roma. Ci arrivava quindi dalla capitale, viaggiando tramite un corriere diverso da Poste, un dettaglio da tenere a mente. Poiché i libri erano già inscatolati, ci siamo rivolti al nostro referente all'interno di Poste per chiedere se potevano utilizzare lo stesso imballaggio per effettuare a nostra volta la spedizione. Confortati sul fatto che non ci fosse alcun problema, abbiamo provveduto a effettuare l'invio. Allo sportello al quale ci siamo rivolti il pacco è stato accettato senza nessuna rimostranza, preso in carico e affidato al trasporto''.

 

Fino a qui tutto bene. Poi, prosegue De Bona, da qualche parte ci deve essere stato un intoppo. ''La destinataria, non ricevendo i volumi, ci ha contattati per chiedere chiarimenti. Abbiamo controllato la posizione del plico tramite il numero di spedizione sul sito di Poste e appreso che risultava in restituzione al mittente per impossibilità di effettuare la consegna. Consegna che doveva avvenire presso un'azienda di San Biagio, dove – ci è stato assicurato – qualcuno è sempre presente dalle 7.30 alle 19.00 e dove nessun avviso di mancato recapito era stato lasciato''. 

 

Nel momento in cui il pacco è tornato a Belluno, alla sede dei bellunesi nel mondo, l'amara sorpresa. ''Lo scatolone era sventrato, ed erano fuoriuscite undici delle sedici copie del libro all'interno, smarrite chissà dove. Ci siamo ovviamente scusati con la destinataria, che ha preferito mandare una sua persona di fiducia da noi per il ritiro, volendo evitare ulteriori problemi e ritardi. In questo modo, Poste ha incassato la tariffa per un servizio non portato a termine, e in più la persona a cui il pacco era destinato ha dovuto sobbarcarsi la strada e le relative spese per porre rimedio da sé al disguido''.

 

L'Associazione presenta quindi un reclamo con una richiesta di rimborso. ''Ma la risposta ricevuta è stata sorprendente'', precisa De Bona. Il servizio clienti ha infatti spiegato che, a seguito di verifiche, il danno alla spedizione ''è da attribuire all'utilizzo di un imballo non adeguato/idoneo a garantirne l'integrità''. Motivo per il quale ''mancano i presupposti per poter accogliere la richiesta di indennizzo''. ''Peccato – conclude De Bona – che l'imballo non adeguato avesse consentito ai libri di viaggiare da Roma a Belluno senza problemi, e fosse stato giudicato idoneo sia dal nostro referente sia dall'operatrice allo sportello''. Insomma, oltre il danno pure la beffa.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 02 giugno | 17:34
La struttura è ancora chiusa e riaprirà i battenti il 13 giugno e si trova all'estremità settentrionale del Gruppo del Civetta. Per i gestori la [...]
Cronaca
| 02 giugno | 18:15
Sono due le persone in difficoltà in alta quota: un alpinista è stato colpito da un fulmine. Complesso intervento del soccorso alpino per [...]
Cronaca
| 02 giugno | 14:36
"L'erogazione gratuita dell’acqua gassata introduce un elemento di evidente concorrenza nei confronti dei pubblici esercizi. L’acqua frizzante [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato