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Cultura e salute, un bando del Comune finanzierà i migliori progetti

L'iniziativa dell'assessorato comporterà una spesa di 30 mila euro per iniziative realizzare a fine emergenza. Un segno di attenzione, nonostante la cifra condizionata da magre possibilità finanziarie, ai devastanti problemi di un settore che l'emergenza ha "chiuso". Ma anche un passo per far capire cosa dovrà diventare Ex Lettere perché le proposte dovranno ispirarsi al benessere delle fasce più deboli, all'inclusione e ai nuovi linguaggi

Di Carmine Ragozzino - 14 aprile 2020 - 13:56

TRENTO. La cassa non abbonda. A disposizione ci sono 30 mila euro. Una cifra per le finanze “culturali” del Comune di Trento pare vada tuttavia collocata sotto la voce “considerevole”.  La cassa, i 30 mila euro complessivi, danno sostanza ad un apposito bando appena varato dall’assessorato retto da Corrado Bungaro. Un bando per progetti artistici da sostenere, partorito dentro un presente che più gramo non si può per chi campa di cultura. Un universo – quello di cui si parla parlandone troppo poco – che nella generale disgrazia virale sta rischiando davvero tanto.

 

  Chiusi i teatri, chiusi i cinema, chiuse le scuole di musica, chiusi i corsi di formazione, chiuse tutte le attività che in tempi normali fanno crescere un territorio tanto e forse più di quanto non lo facciano sviluppare tutti gli altri comparti economici. Lo stop agli eventi culturali e a tutto quanto contribuisce a costruirli in termini di occupazione e di passione mette a repentaglio un avanzamento sociale fatto di aggregazione, conoscenza, scambio, ampliamento di orizzonti.

 

  L’oggi di centinaia di realtà professionali e non è già drammatico per carico di incertezza e per le difficoltà a far fronte a problemi economici ma anche umani. Il loro domani appare come un buco nero se chi ha la disponibilità di una cassa ben più ricca, (la Provincia), non considererà, senza perdere altro tempo, il variegato settore culturale come una delle urgenze da non mettere in fondo alla lista degli interventi di sostegno.

 

 Conscio del quadro a tinte fosche ma obbligatoriamente realistico nel considerare le proprie limitate possibilità di azione, il Comune prova comunque a fare qualcosa. Forse anche come affermazione di fiducia in una ripartenza.  Il bando in questione invita chi ne ha voglia e capacità creativa – (che sono tutti) – a proporre all’assessorato alla cultura progetti artistici e di spettacolo da finanziare nella speranza che possano essere realizzati in città quando – (a settembre inoltrato o chissà quando) – la città tornerà ad essere una “città aperta” all’offerta e alla fruizione culturale.

 

  È indubitabilmente una buona iniziativa. Un’iniziativa che naturalmente è nulla più che una piccolissima boccata d’ossigeno in un’apnea devastante per chi opera nei mondi culturali. Ma è un segno di attenzione.

 

 E’ un utile segnale che l’assessore alla cultura spiega così: “L’amministrazione vuole offrire un sostegno finanziario, ma anche di promozione e coordinamento”. Eccetera.

 Il senso del bando non è solo una benemerita azione anti emergenza. Si può infatti considerare l’avvio di una fase meno nebulosa di un progetto tanto ambizioso quanto complicato da portare a compimento. È il progetto del recupero dell’ex facoltà di lettere che il Comune vorrebbe trasformare in un polo multidisciplinare per mettere la cultura al servizio della salute, dell’inclusione e del benessere sociale e dell’innovazione. E’ la “mission” indicata dal consulente Sacco. E sono anche i “paletti” che il bando pone a chi vorrà parteciparvi.

 

  “Se quando abbiamo varato il piano per Ex Lettere il rapporto tra cultura e benessere poteva non essere del tutto chiaro per la sua portata inedita e di sfida – dice Bungaro – l’emergenza Covid impone un’attualità che seppur terribile può aiutarci a riflettere e ad agire con più coraggio e decisione”.  Cultura della salute e per la salute vuol dire usare le arti – tutte le arti - per fortificare gli anziani, per meglio attrezzare i giovani fin da piccolissimi, per non “tagliare fuori” dal protagonismo culturale ampie fasce di comunità. E in questa direzione – seppure con un disegno che è ancora piuttosto vago, (più titolo che sostanza, ma un bel titolo), va il recupero e l’utilizzo degli spazi di Ex Lettere.

 

 Il bando, dunque, getta un amo sperando di potere pescare idee da potenziare e sviluppare anche in futuro. Si valuteranno singoli eventi o rassegne, affidando la scelta ad una commissione. Per inclusione sociale si intendono progetti capaci di coinvolgere segmenti di cittadinanza a rischio di emarginazione socio culturale. Per salute si intendono proposte legate al coinvolgimento attivo di terza e quarta età ma anche, dall’altra parte, di bambini e adolescenti che abbisognano di particolari attenzioni e stimoli. Per innovazione si intendono i linguaggi del contemporaneo e il loro rapporto con le tecnologie.

 

 Un bando di inizio – così viene presentato da Bungaro – che ripone fiducia nei protagonisti della cultura per “costruire un piccolo passo verso il tempo, per ora ancora lontano del dopo emergenza”. Per i progetti c’è tempo fino al 5 maggio. Ma è probabile che la scadenza possa essere prolungata.

 

 Contemporaneamente al varo del bando che mette in campo alcune risorse in più rispetto a quelle di normale amministrazione della cultura c’è anche la risposta dell’assessorato alle richieste poste alla Provincia e ai Comuni da Agis, il sindacato di settore. Oltre alle rassicurazioni sulla velocità dei contributi, (pochi), che fanno capo al Comune si manifesta la disponibilità a vagliare tutte le possibilità esistenti per far fronte ai costi, (affitti, sale, spazi) che le varie realtà devono sopportare senza più entrate. Sullo snellimento burocratico – piaga antica e irrisolta – c’è l’impegno ad affrontare il problema.

 

 Impegno da annotare, anche se tempi e modi non sono indicati. Quanto infine al percorso su Ex Lettere – che indica il 2023 per la fine lavori, Bungaro apre al confronto sul delicato e ancora oscuro tema della gestione. Ma non ci sarà alcuna marcia indietro sulla scelta della missione del polo ex lettere. La scelta di fare della cultura una terapia. Sociale.

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