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Emma Bresciani, sceneggiatrice con l’obiettivo di dare visibilità ai giovani talenti della zona: nasce il Busa Film Fest, rassegna di corti “per immaginare il mondo che verrà”

Dal diploma alla scuola Holden, fondata dallo scrittore Baricco, alle collaborazioni con Sky Cinema e Sky Sport, fino al ritorno in Trentino, dove nascerà il Busa Film Fest, una rassegna di cortometraggi dedicata ai giovani talenti: “Ci piacerebbe che questo evento diventasse un trampolino di lancio per i tanti appassionati di cinema, offrendo loro una possibilità di emergere”

Emma Bresciani, nella foto in basso al centro, assieme ai colleghi del collettivo "La Spice"
Di Tiziano Grottolo - 13 giugno 2020 - 10:52

ARCO. Nell’Alto Garda riparte la stagione culturale, malgrado il lockdown e nonostante le restrizioni imposte per limitare i contagi, purtroppo un pericolo sempre in agguato. Anzi, si potrebbe persino dire che le associazioni della “Busa” come i locali chiamano l’Alto Garda abbiano trovato un nuovo spirito per superare l’emergenza scegliendo di fare fronte comune.

 

Così, accanto alle iniziative culturali e benefiche (articoli QUI e QUI) le associazioni dell’Alto Garda stanno ripensando la stagione estiva pronte ad offrire nuove proposte. È proprio da una collaborazione inedita, che mette assieme le associazioni, “Il Buco”, “Smarmellata” e “La Firma” più il collettivo di sceneggiatori de lo studio “la Spice”, che è nato il Busa Film Fest: una rassegna di cortometraggi indirizzata ai giovani dai 15 ai 30 anni, professionisti e amatori, studenti e lavoratori. Una mano è arrivata anche dal Piano Giovani Alto Garda e Ledro che tramite un bando ha contribuito al finanziamento dell’evento con 2000 euro.

 

“L'idea di organizzare un evento come Busa Film Fest mi ronzava in testa già da un po’ – racconta Emma Bresciani, 23enne diplomata in sceneggiatura alla prestigiosa Scuola Holden – in questi anni, lavorando fuori dal Trentino, mi sono resa conto che amo stare qui, il mio desiderio è portare ciò che ho imparato ‘fuori’ nel luogo in cui sono cresciuta”. Prima però c’è stata tanta gavetta e dopo il diploma alla Holden Bresciani ha fondato il collettivo de lo studio “La Spice”, assieme ad altri tre giovani colleghi: “Da quel momento abbiamo sempre lavorato insieme, scriviamo corti, film e serie tv”. In breve tempo sono arrivati anche i primi riconoscimenti con una menzione speciale al Premio Mattador 2019 con una graphic novel fino alle collaborazioni con Sky Cinema e Sky Sport.

 

Tornando al Busa Film Fest in questi giorni è aperta l’iscrizione al contest (c’è tempo fino al 10 agosto), dopodiché, una giuria composta da esperti del settore selezionerà un massimo di 10 cortometraggi che saranno proiettati durante la serata del 6 settembre 2020 ad Arco. “Le regole dei concorsi paralleli sono poche ma buone – sottolinea la giovane sceneggiatrice – il target è limitato ai giovani fra i 15 e i 30 anni e i temi, che variano leggermente fra i tre contest, mirano a mettere in luce lo sguardo verso il futuro”. Oltre alla rassegna sono presenti tre concorsi paralleli: musica, illustrazione e scrittura creativa, il cuore di ogni sezione di Busa Film Fest è mettere in luce lo sguardo dei giovani, come loro immaginano e sognano il mondo che verrà. I finalisti della sezione cortometraggi parteciperanno a workshop e incontri online durante la prima settimana di settembre accompagnati da dei professionisti, mentre la serata finale si terrà dal vivo.

 

“Penso ci siano tanti ragazzi appassionati di cinema e di arti e mi auguro che questo festival sia un trampolino di lancio, una possibilità di emergere – prosegue Bresciani – a loro chiediamo di raccontare il periodo di forte cambiamento che abbiamo vissuto”. L’intento non è quello di soffermarsi sull’emergenza sanitaria in sé ma provare piuttosto a guardare un po’ più in là “magari domandandoci come vorremmo il mondo d’ora in avanti e in che modo potremmo diventare parte attiva nel cambiamento. Nei racconti, nella musica e nell'illustrazione vorremmo ritrovare le personali risposte che ognuno dei partecipanti si è dato in questi mesi difficili”.

 

L’intento degli organizzatori è quello di creare una rete di appassionati di cinema e di arti, per permettere alle persone della zona di conoscersi ed entrare in contatto con individui dalle stesse attitudini. Da qui il gioco di parole fra l’acronimo del festival BFF e l’analogo “Best Friends Forever”. Lo scopo è anche quello di trovare amici e collaboratori con le stesse passioni: “In un mondo che tende a dividere e fare della competizione l’unica arma per farsi strada – osserva Bresciani – il Busa Film Fest si pone l’obiettivo di collaborare e crescere insieme”. Se tutto andrà secondo i piani, l’evento potrebbe trasformarsi in un appuntamento stabile in grado di richiamare appassionati da tutta Italia.

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