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Presidio della Cisl Fp che consegna il ''Tapirlo'' a Ruscitti e Bordon: ''Ancora troppe le questioni aperte, bisogna agire in fretta''

Le parti sindacali chiedono un percorso comune perché la riorganizzazione del sistema sanitario non può prescindere dal coinvolgimento di chi lavora ogni giorno per garantire cura e assistenza sul territorio: "Ribadiamo la necessità di chiudere il contratto 2016/18, per chiedere le risorse del triennio 2019/21, mantenere un accordo unico per il comparto sanità pubblica, ma anche l'urgenza di stanziare più risorse per la valorizzazione di tutte le professioni sanitarie e non"

Pubblicato il - 04 ottobre 2019 - 19:49

TRENTO. Presidio della Cisl davanti all'assessorato sanità con tanto di consegna del "Tapirlo" a Giancarlo Ruscitti e Claudio Bordon, rispettivamente dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali e direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

"Siamo qui in via Gilli per ribadire la necessità di chiudere il contratto 2016/18per chiedere le risorse del triennio 2019/21, mantenere un accordo unico per il comparto sanità pubblica, ma anche l'urgenza di stanziare più risorse per la valorizzazione di tutte le professioni sanitarie e non, per gli operatori socio sanitari e, senza creare figure di serie A, B e C, senza dimenticare tutti gli altri lavoratori tra il personale amministrativo tecnico e operaio". Così la Cisl Fp con il segretario Giuseppe Pallanch e la delegazione Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso nel corso del presidio di oggi, venerdì 4 ottobre.

 

"Non ci sono gerarchie valoriali tra le professioni - commenta il sindacato - di chi conta e di chi non conta nulla ma la necessità volta di valorizzare tutte le competenze e le professionalità presenti nel sistema. Per un sistema coeso e che operi per il bene della persona. Chiediamo alla politica e all’assessore di prendersi cura di chi cura, nel concetto più ampio di tutte le professioni che operano all’interno delle strutture. Abbiamo registrato in questi due anni da parte delle sigle autonome al tavolo della sanità pubblica la  negazione della dignità dell’altro. Si vuole introdurre una solidarietà perimetrata, cioè ad hoc a comparti stagni per perseguire interessi particolari senza avere presente il quadro generale. Sarebbe un autogol per tutti i settori, anche quelli oggetto di interventi".

 

Un argomento è anche quello degli organici ai minimi termini. "Ci sono 300 unità mancanti e molti sono ruoli precari - prosegue la Cisl Fp - addirittura interinali, per un'azienda che conta circa 7 mila dipendenti. Inaccettabile andare avanti senza un piano dei fabbisogni chiaro e un piano straordinario delle assunzioni". 

 

Si parla degli investimenti necessari per migliorare i percorsi di cura e delle risorse che mancano per rinnovare il contratti di lavoro del comparto sanità privata. "E' importante - prosegue il segretario della Cisl Fp - costringere le parti datoriali della sanità a riconoscere ai lavoratori interessati un contratto dignitoso dopo ben 13 anni di blocco. E' un fatto gravissimo che oggi nel sistema convenzionale non si sia posta alcuna condizione per garantire il rinnovo contrattuale e la tutela dei lavoratori interessati, anzi abbiamo registrato la liberalizzazione dei datori di lavoro dagli impegni assunti negli anni".

 

Le parti sindacali chiedono un percorso comune perché la riorganizzazione del sistema sanitario non può prescindere dal coinvolgimento di chi lavora ogni giorno per garantire cura e assistenza sul territorio: “Servono innovazione organizzativa e professionale. Vogliamo - prosegue il sindacato - aprire una stagione di co-progettazione dei servizi e dei percorsi di salute. Dobbiamo ridisegnare un sistema sanitario che eviti una stagione di tagli lineari e che chiuda i contratti di lavoro 2016/2018, un avvio deciso del nuovo contratto 2019/2021".

 

Un altro tema è quello dei tagli o efficientamento nel comparto sanità da 120 milioni da qui a tre anni. "Non si conoscono i piani. Non è ancora stato intavolato un confronto. Non è sufficiente dire che si spende male perché non sempre è vero. Certo, ma è necessario capire cosa è successo in questi anni anche con le esternalizzazionj. La Cisl Fp chiede una mappatura degli appalti e delle esternalizzazioni, vogliamo verificare anche i principi di economicità . La nostra preoccupazione - dice la Cisl Fp - è quella che si ricorra ancora alle esternalizzazioni. E' necessario prevedere un progetto per evitare la perdita di qualità dei servizi".

 

Un piano che deve guardare a 360 gradi. "Si deve revisionare un modello che non è più in linea con i nuovi bisogni di salute delle persone e della nostra comunità - continua il sindacato - alla luce del mutamento demografico che porterà il Trentino ad affrontare nei prossimi anni una fase di emergenza senza pari. Bisogna puntare sugli investimenti, sul riconoscimento e sulla crescita delle competenze delle professioni sanitarie e sulla valorizzazione della figura dell’operatore socio sanitario, senza dimenticare tutte le altre figure presenti nel comparto”.

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