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Il Gruppo Itas approva un bilancio in decisa crescita: +28,6% del patrimonio netto che si attesta a oltre 500 milioni di euro

Il gruppo chiude con un utile netto consolidato di 26,4 milioni euro e in decisa crescita rispetto al 2019 (-10,1 milioni euro). I premi nei rami Danni ammontano nell’esercizio a 779,9 milioni, in calo del 6,4%. La raccolta netta Vita, comprensiva dei contratti di investimento, si attesta a 430,4 milioni a conferma di una robusta attrattività del marchio

Pubblicato il - 31 marzo 2021 - 16:44

TRENTO. "E' con grande orgoglio che il Consiglio di amministrazione nella seduta del 30 marzo 2021 ha approvato il bilancio dell’esercizio 2020, maturato in un contesto di forte incertezza dovuto all’emergenza sanitaria". Così Fabrizio Lorenz, presidente di Itas Mutua, che aggiunge: "L’impegno di tutti i dipendenti e della rete agenziale ha permesso al nostro gruppo ha saputo restare come sempre al fianco dei soci assicurati, al contempo consolidando ulteriormente il patrimonio netto".

 

Nell'anno in cui la Mutua festeggia i 200 anni di vita, la compagnia assicuratrice più antica d’Italia guarda al prossimo futuro con serenità e ottimismo. Il gruppo chiude così con un utile netto consolidato di 26,4 milioni euro e in decisa crescita rispetto al 2019 (-10,1 milioni euro).

 

Rispetto a quanto riportato da Il Dolomiti nell'articolo del 28 marzo (Qui articolo), fonti vicine alle società fanno sapere che il candidato (al momento unico) alla presidenza, Giuseppe Consoli, aveva chiuso con l'attività di agente nelle varie agenzie citate nel servizio effettivamente nel 2015 quando stava per entrare nel Cda di Itas Mutua: per l'agenzia Arco Assicura poi diventata Trento Arco nel settembre 2015 pur rimanendo socio (fino a pochi giorni fa quando ai primi di marzo ha ceduto anche le ultime quote); mentre le agenzie Trento Fornaci e Valle Laghi si sono fuse nella società Affirmo Srl che vedeva tra i soci anche la moglie di Consoli ma all'atto costitutivo lo stesso era escluso dal ruolo e dalla funzione di delegato assicurativo.

 

Inoltre rispetto al fatto che per Ivass (l'ente di vigilanza) Consoli è agente 'inoperativo' solo dal 14 giugno 2019 (quindi parliamo di una data ben diversa dal 2015) ci sarebbe un errore perché lui aveva fatto la stessa richiesta nel dicembre 2016. Non ci sarebbero quindi conflitti d'interesse in atto, né oggi né ieri, e in ogni caso dieci anni fa il collegio di garanzia dell'Ivass (all'epoca Isvap) si era già pronunciato su un caso di potenziale conflitto di interesse che avrebbe coinvolto un intermediario Itas che aveva assunto cariche nel cda della Mutua e già all'epoca tale ipotesi era stata cassata proprio per il meccanismo previsto per l'elezione del consiglio di amministrazione.

 

Intanto la compagnia chiude un bilancio molto positivo. "Nell'esercizio appena concluso - prosegue Lorenz - si è registrato un deciso incremento del risultato del saldo tecnico nel segmento dei rami danni, nonché un importante contributo da parte del segmento dei rami vita". Il risultato dell’esercizio e le azioni a diretto sostegno del capitale hanno comportato un rafforzamento del patrimonio netto che raggiunge i 503,2 milioni euro, in aumento rispetto al 31.12.2019 di 111,9 milioni (+28,6%). Il Solvency Ratio di gruppo si attesta al 184% (137% al 31.12.2019) con un surplus di capitale di 374 milioni, in miglioramento di ben 47 punti rispetto al 2019.

 

L’amministratore delegato e direttore generale, Alessandro Molinari, evidenzia inoltre le crescite della redditività e del patrimonio. "Risultati ottenuti in un contesto sanitario e macroeconomico molto difficile - commenta l'ad - i nostri agenti hanno saputo fornire un servizio di prim’ordine ai nostri soci assicurati. Un plauso va fatto al personale dipendente e all’intera rete degli intermediari per aver contribuito in modo deciso alla gestione, anche attraverso l’utilizzo di servizi digitali innovativi, curando i rapporti con i soci assicurati in un anno estremamente difficile a causa della pandemia Covid. La vicinanza di Itas ai propri soci e al territorio si è manifestata anche attraverso il sostegno economico di molte iniziative rivolte in particolare all’ambito sanitario, spesso condotte da enti del terzo settore”.

 

L’amministratore delegato evidenzia infine come nel bilancio relativo al 2020 si sia già consolidata una crescita ulteriore del settore welfare, con particolare riferimento al Fondo Pensione aperto Plurifonds (+17,9% di raccolta) e alle polizze di copertura rischio morte e della non autosufficienza.

 

Segmento danni. I premi nei rami Danni ammontano nell’esercizio a 779,9 milioni, in calo del 6,4% rispetto al 2019. Gli effetti di tale andamento derivano da un lato dal marcato rallentamento dell’economia che ha evidentemente comportato riflessi sul comparto assicurativo (in particolare i rami Auto sono stati trainati al ribasso per il crollo delle immatricolazioni), nonché da una politica industriale che sta riformando determinati rischi con andamenti tecnici non soddisfacenti.

 

Si evidenzia inoltre come si siano introdotte iniziative di pricing a favore dei soci assicurati che hanno anch’esse contribuito al calo dei premi. Il Combined Ratio si attesta a 97,3% influenzato dal contenimento della sinistralità di competenza in particolare nel comparto Auto.

 

Capitolo segmento Vita. La raccolta netta Vita, comprensiva dei contratti di investimento, si attesta a 430,4 milioni a conferma di una robusta attrattività del marchio. Le riserve crescono del +11,5% superando i 4,4 miliardi di euro.

 

I premi del segmento Vita, comprensivi dei contratti di investimento, raggiungono 629,5 milioni di euro, un dato che risente positivamente dello sviluppo dei prodotti nei settori welfare e sanitario. Molto positiva, invece, la dinamica dei settori core: la crescita del fondo pensione aperto (Plurifonds), la cui raccolta è stata pari a 136,6 milioni (+17,9%) ha dato ulteriore impulso al patrimonio (+13,6% pari a 968,3 milioni di euro) dedicato.

 

Anche le nuove adesioni hanno registrato un importante incremento portando il numero degli aderenti a superare le 83 mila unità. Il fondo pensione aperto si conferma pertanto uno dei prodotti di punta del Gruppo Itas, in grado di fornire risposta ai soci assicurati su un tema così importante come quello previdenziale.

 

"Questi dati testimoniano l'alta qualità dell’offerta del Gruppo nelle coperture legate alla tutela della vita umana e della salute, due ambiti nei quali la Compagnia concentrerà sempre di più i propri sforzi futuri per offrire ai soci assicurati una protezione che li tuteli a 360 gradi", conclude Giuseppe Consoli, presidente di Itas Vita.

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