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| 11 dic 2021 | 15:39

''La sostenibilità come etica di comportamento: la crisi climatica occasione per società più a misura d'uomo'', gli industriali tra Pnrr e transizione ecologica

Un'iniziativa inserita nel più ampio progetto lanciato da Confindustria, "Duemilatrentino - Futuro Presente", una piattaforma di analisi e proposizione strategica per il rafforzamento economico-produttivo del Trentino

di Redazione

TRENTO. "Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capace di futuro". A dirlo Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e presidente onorario di Legambiente, intervenuto nel webinar "Sostenibilità come nuova etica di comportamento nella società futura".

 

Un'iniziativa inserita nel più ampio progetto lanciato da Confindustria, "Duemilatrentino - Futuro Presente", una piattaforma di analisi e proposizione strategica per il rafforzamento economico-produttivo del Trentino (Qui articolo).

 

L'obiettivo degli industriali è quello di tendere alla società 5.0, una riflessione ad ampio raggio per trovare le chiavi per declinare, in pensieri e azioni concrete, il percorso verso un modello centrato sul benessere dell'essere umano in un'ottica di sviluppo integrato tra aziende e territorio per rendere il Trentino una Regione europea leader della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

 

L’Associazione ha lavorato nei mesi scorsi a una prima serie di proposte orientate a valorizzare la "Centralità dell’individuo e della qualità della vita": si tratta delle direttrici raccolte nel position paper distribuito in occasione dell’assemblea di ottobre (Qui articolo). Il prossimo punto d’approdo intermedio, che si prevede di rendicontare alla comunità prima dell’estate 2022, è stato identificato nell’obiettivo di una "Transizione Sostenibile". 

 

E proprio in questa direzione si stanno tracciando nuove linee programmatiche, tanto più di fronte alla possibilità, e al dovere, di sfruttare le ingenti risorse messe a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un momento di riflessione nel contesto di questo percorso è l’appuntamento promosso, giovedì 9 dicembre, nella rassegna "Una certa idea di futuro", il ciclo di incontri proposto da Confindustria in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento.

 

Tra gli interventi, moderati da Alessandro Garofalo, quelli di Flavio Deflorian, rettore dell’Università di Trento, di Gabriella Chiellino, presidente eAmbiente Group – Inspiringfifty e di Alex Terzariol, general manager Mm design Italy – Brasil. Poi spazi a Fausto Manzana, presidente di Confindustria, Marcello Lunelli, componente del consiglio di presidenza degli industriali con delega a Sistemi di formazione continua per le competenze e Roberto Busato, direttore generale dell’associazione di palazzo Stella.

 

Protagonista anche Realacci, da vent’anni promotore di iniziative che guardano proprio alla transizione sostenibile: tra i fondatori, nel 1999, del Kyoto Club, ha condotto molte battaglie e iniziative in difesa dell'ambiente e per un’idea di Italia intesa come intreccio inimitabile di storia, natura, cultura, creatività e innovazione. L’economia circolare, la sostenibilità, la bellezza, la green economy, la coesione sociale, il Made in Italy sono da sempre temi che hanno ispirato il suo impegno.  Un approccio che nell’affrontate il tema della transizione ecologica deve mettere al centro processi di innovazione e digitalizzazione, ma che non può tralasciare aspetti come la coesione sociale.

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