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| 26 mar 2021 | 15:58

Riforma pubblica amministrazione, i sindacati: ''Il resto d'Italia si muove, il Trentino è ancora fermo: pronti alla mobilitazione''

Il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e coesione sociale sottoscritto a Roma il 10 marzo scorso tra governo e sindacato confederale. Diaspro, Pallanch e Tomasi: "Va dato corso agli impegni assunti col Protocollo sottoscritto dal presidente della Provincia e Confederazioni Cgil, Cisl e Uil del 13 gennaio 2020 che anticipava alcuni punti del provvedimento nazionale"

di Redazione

TRENTO. "A livello nazionale cambia finalmente l’atteggiamento nei confronti dei lavoratori pubblici, ma in Trentino il presidente Fugatti e la sua Giunta continuano a lasciare per ultimi i loro stessi collaboratori". Questo il commento di Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl). "In Italia viene riconosciuto l’impegno nell'emergenza Covid e il fondamentale ruolo nel comparto nel realizzare il Next Generation Eu".

 

Il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e coesione sociale sottoscritto a Roma il 10 marzo scorso tra governo e sindacato confederale ha impresso un cambio di paradigma nella narrazione del lavoro pubblico e riconosce che il "Paese riparte dalle donne e dagli uomini della Pubblica amministrazione e dalla loro capacità di affrontare con le migliori competenze professionali e qualità umane tutte le sfide in momenti di emergenza, ricostruzione e rilancio".

 

In questo quadro emergenziale e in una fase determinante per l'accesso ai fondi europei, questo patto segna un'inversione di rotta sui dipendenti pubblici. "Riconosce il ruolo e il valore della pubblica amministrazione - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - indica le misure da adottare con urgenza: una orientata a innovazione tecnologica, digitalizzazione e semplificazione; valorizzazione delle competenze e delle professionalità, rinnovo dei contratti scaduti nel 2018, risorse per la riforma degli ordinamenti professionali, ripresa delle assunzioni dopo anni di blocco, contrattualizzazione del lavoro agile, diritto alla formazione continua, partecipazione sindacale. L’operazione è oltremodo fondata nella considerazione molto pragmatica che sarà il sistema pubblico a gestire messa a terra e verifiche delle progettazioni per il Next Generation Eu".

 

A livello nazionale sono partite le procedure per le direttive all’Aran per il rinnovo dei contratti. "Il presidente Fugatti - proseguono Cgil, Cisl e Uil - non dà alcun segnale di voler cambiare rotta e stanziare le risorse che, ricordiamo, sono ancora pari a zero: inaccettabile. Lo Stato ha assicurato al governo provinciale le risorse del mancato gettito per gli anni 2020 e 2021, ulteriori risorse sono pervenute per la Sanità e le Autonomie speciali anche con l’ultimo decreto sostegni, il Trentino si appresta a varare, giustamente, ulteriori misure a sostegno dei settori in crisi".

 

Le parti sociali chiedono un cambio di passo alla Provincia. "Non bastano le belle parole di circostanza, le giornate dedicate e i premi una tantum. Le sfide della riorganizzazione e del rafforzamento della sanità pubblica, dell’innovazione della pubblica amministrazione, della valorizzazione dei lavoratori sono obiettivi del solo governo nazionale o anche del Trentino? Fugatti convochi immediatamente i sindacati: il tempo perso va recuperato in fretta con risorse per i contratti, per l’ordinamento professionale, per la formazione, per assunzioni di nuove generazioni. Va dato corso agli impegni assunti col Protocollo sottoscritto dal presidente della Provincia e Confederazioni Cgil, Cisl e Uil del 13 gennaio 2020 che anticipava alcuni punti del Patto nazionale. Se non abbiamo riscontri, siamo pronti alla mobilitazione", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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