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Riforma turismo, Brentonico (con Rovereto) insiste sulle Agenzie del territorio: ''Dialoghiamo con il Garda per la montagna del lago''. E anche Folgaria non può essere contenta della collocazione

L'Altopiano di Brentonico conferma la convinta "adesione" all'Azienda del turismo che ruota intorno alla città delle Quercia, ma la direttrice si sposta verso il lago più grande d'Italia se si sale a livello delle Agenzie del territorio. Sono 4 tra "Dolomiti" e "Dolomiti di Brenta", "Garda Trentino" e "città, laghi e altipiani"

Di Luca Andreazza - 13 March 2021 - 12:43

TRENTO. "Il nostro intento non è certo quello di abbandonare l'Apt Rovereto e Vallagarina per approdare a quella del Garda". Così Nicola Zoller, assessore del Comune di Brentonico, che chiarisce ulteriormente la posizione all'ombra del Monte Baldo per quanto riguarda il disegno turistico provinciale (Qui articolo). 

 

L'Altopiano di Brentonico conferma la convinta "adesione" all'Azienda del turismo che ruota intorno alla città delle Quercia, c'è anche una votazione in consiglio comunale in questo senso, ma la direttrice si sposta verso il lago più grande d'Italia se si sale a livello delle Agenzie del territorio. Sono 4 tra "Dolomiti" e "Dolomiti di Brenta", "Garda Trentino" e "resto del mondo", cioè "città , laghi e altipiani" (Qui articolo).

 

Resta la parte più interessante, anche se sembrano esserci diverse criticità. La partita è ancora piuttosto nebulosa e diventa difficile ancora interpretarle. Nel momento più difficile del turismo, con le presenze che sono crollate ai livelli di 30 anni fa (Qui articolo), si inseriscono enti intermedi da oliare e confezionare. Esperienze già provate altrove in Italia ma che non hanno avuto grandissima fortuna. La base di partenza di queste Agenzie è il territorio e la contiguità delle zone, piuttosto che il prodotto, nonostante il ddl Dallapiccola e le richieste di Asat.

 

Resta da capire l'opportunità di cambiare in corsa in questo periodo con una riforma concepita prima dell'epidemia Covid e riproposta praticamente tale e quale in emergenza forse come nel caso del 49/51 tra risorse pubbliche/private si è preferito la strada più semplice e scolastica, invece di provare a cambiare qualche paradigma. C'è da dire che i territori, salvo eccezioni, sono sempre apparsi timidi e più interessati ai propri tornaconti (Qui articolo).

 

E in questo contesto nemmeno l'Alpe Cimbra-Folgaria, Lavarone, Luserna può essere particolarmente felice della collocazione, sembra uscire un po' penalizzata in virtù della posizione geografica che comporta l'inserimento con Trento e Rovereto; si trova a perdere un po' di vocazione perché le altre località sciistiche sono più lontane. A questo si potrebbe aggiungere che ci sono forti polarizzazioni: tre Ata molto forti con guida Fassa, Campiglio e Garda; un'altra con le due principali città del Trentino che è anche quella che forse potrebbe faticare un po' di più a trovare una direzione.

 

Emerge però un'altra possibile criticità: legata alla composizione delle Agenzie. Ok la numero 1 anche se Pinè/Cembra avrà parecchio da sgomitare per emergere accorpata a Fiemme e tra Fassa e San Martino; ok la numero 2 anche se val di Non (accorpata con la val di Sole qui anche se autonoma almeno fino al 2022, ma chi siede al tavolo?) e Rotaliana potrebbero essere un po' schiacciate. Molto vasta la numero 4 che compre per estensione e popolazione buona parte del Trentino e pernottamenti però più contenuti. La numero 3 comprende Garda, Ledro e Comano. I bilanci sono separati ma l'Apt diventa formalmente unica. Resta da capire le ragioni di opportunità che un unico ente, forte come quello gardesano, si trovi a gestire in solitaria o quasi tutte quelle risorse di provenienza pubblica.

 

A questo punto la possibilità di un piccolo equilibrio spostando Rovereto, la Vallagarina e l'Alto Garda potrebbe avere anche una ragion d'essere per avere un contraltare al tavolo e contemporaneamente sperimentare nuove strade per una proposta turistica più variegata e coerente anche con il progetto in dirittura di arrivo di una Cassa rurale di Rovereto e Alto Garda. 

 

Così Brentonico ritorna a spingere per andare verso il gardesano in ambito Ata. "Il nostro ruolo e la nostra posizione geografica fanno di noi la cerniera che mette in comunicazione la Vallagarina e il Garda. Noi siamo naturalmente collegati a Rovereto con la sua offerta culturale e, altrettanto, siamo affacciati sul Garda tanto che tra i nostri interlocutori primari c'è Malcesine da dove parte – o dove arriva, secondo i punti di vista – la funivia che unisce, appunto, Baldo e Garda. Un modo per valorizzare la montagna del lago. In tal senso ragioniamo da tempo all’interno del Tavolo del turismo dell’Altopiano, che unisce amministratori e operatori del settore e che si è riunito pochi giorni fa".

 

Nell'ultima riunione il Tavolo brentegano, coordinato dalla consigliera comunale Marina Togni, ha fatto il punto sulle prospettive: a breve termine si vuole puntare (Covid permettendo) su eventi e iniziative, nel medio termine vanno valorizzate le collaborazioni col Veneto e il Garda (Qui articolo). 

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