Cgil, Cisl e Uil: ''C'è un'emergenza abitativa ma la Pat è sorda. Si sposti questa competenza da Segnana a qualche altro assessore: servono sostegni urgenti''
I sindacati Cgil, Cisl e Uil: "Famiglie in difficoltà a trovare un appartamento a prezzo adeguato al reddito. E' dall'inizio del 2020 che con Sunia, Sicet e Uniat tentiamo invano di sollecitare la Giunta Fugatti a sostenere economicamente i trentini con redditi medio-bassi, messe in difficoltà, dalla pandemia"

TRENTO. "Le crescenti difficoltà di molte famiglie trentine a trovare un appartamento a prezzo adeguato al proprio reddito, testimoniano la correttezza delle nostre denunce con cui da due anni ormai cerchiamo di riportare all'attenzione della Provincia il tema delle politiche abitative". Questo il commento di Cgil, Cisl e Uil. "E' dall'inizio del 2020 che con Sunia, Sicet e Uniat (i sindacati degli inquilini) tentiamo invano di sollecitare la Giunta Fugatti a sostenere economicamente i trentini con redditi medio-bassi, messe in difficoltà, dalla pandemia".
Il mercato immobiliare è in crescita: ''La gente è tornata ad investire nel mattone'', ha spiegato a Il Dolomiti il presidente di Fimaa, Severino Rigotti (Qui articolo). Ma molte famiglie sono in difficoltà per la crisi causata dall'emergenza sanitaria e un potere d'acquisto eroso da limitazioni, restrizioni e un sistema produttivo per mesi in difficoltà. E la richiesta delle parti sociali alla Provincia è quella di aprire un confronto per trovare soluzioni in grado di tamponare le situazioni di fragilità.
"Si è tentato, sull'esempio di quanto messo in atto a Bolzano, ma anche in molte altre città d’Italia, di ottenere risorse sotto forma di sconti sull’affitto per i cittadini che avessero perso il lavoro o che avessero patito lunghi periodi di cassa integrazione a causa del Covid. Nonostante le molte sollecitazioni e le richieste di incontro (caduta nel vuoto anche quella inviata qualche giorno fa) - dicono Cgil, Cisl e Uil - la Giunta non ha mai accettato di sostenere i cittadini e le cittadine in difficoltà. Non ha nemmeno incontrato il sindacato, lasciando soli anche i Comuni più virtuosi che, con risorse proprie, hanno tentato di dare risposta a chi era in maggiore difficoltà creando però, purtroppo, un quadro non omogeneo sul territorio".
Oltre a Covid, ora c'è il caro bollette che incide tanto sulla filiera produttiva a tutti i livelli quanto sulle famiglie. "La situazione economica di famiglie, lavoratori e pensionati - aggiungono le parti sociali - rischia di diventare, se possibile, ancora più fosca a causa dell’aumento dell’inflazione e del caro energia, è oltremodo urgente che tutti i soggetti titolati a discutere di politiche abitative nel nostro territorio si siedano insieme per trovare soluzioni valide, condivise e in tempi brevi. In questo quadro non è accettabile che più di 1.200 famiglie, trentine e non, siano in attesa di un appartamento di edilizia pubblica mentre Itea ha a disposizione oltre 800 alloggi, vuoti soltanto perché non ristrutturati: si trovi il modo per rendere appetibili questi appalti, in modo che le imprese edili si facciano avanti e si aggiudichino i lavori".
L'affondo della parti sociali è verso l'assessora Stefania Segnana e c'è la richiesta di spostare la competenza a qualche altro rappresentante della Giunta per provare a sbloccare misure e provvedimento nell'ottica di dare risposte alla popolazione in difficoltà.
"Non è accettabile, poi, che non si sia ancora aperta una discussione formale e allargata su come sfruttare al meglio le risorse destinate dal Pnrr all'edilizia abitativa in Trentino in un'ottica di sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana. Riteniamo quindi inaccettabile che di fronte alla nostra ultima richiesta di un confronto su questo tema tanto delicato, l'assessora Segnana risponda di fatto con l'ennesimo niet rimandando tutto ad una futura conferenza provinciale sull'edilizia abitativa. Nell'attesa migliaia di famiglie sono costrette ad attendere un alloggio che c'è ma al quale non si può accedere. Forse sarebbe meglio che le competenze in tema di edilizia abitativa venissero trasferite a un altro assessorato per poter dare un minimo di tempestività alle misure di sostegno alle famiglie", concludono Cgil, Cisl e Uil.












