Guerra in Ucraina e prezzi energia, Manzana: ''Quadro allarmante. Dopo la pandemia difficile trovare ancora fiato''. Arcese: ''Rischio stop dell'autotrasporto''
Per il colosso trentino dei trasporti la "situazione è complicata, serve intervenire immediatamente sulle accise''. Molta preoccupazione nelle parole del presidente di Confindustria, Fausto Manzana: ''Non abbiamo ancora chiuso la pagina della pandemia e ci ritroviamo già a riaprirne un'altra con effetti economici importanti. Il tema delle sanzioni è ineludibile e inevitabile. Ma ci vede arrivare stanchi da due anni di pandemia"

TRENTO. Gli aumenti record di elettricità e gas costringono le aziende a spegnere le macchine a ridimensionare la propria catena di produzione. Chi non lo ha ancora fatto lo sta pensando perché ogni ora che passa è sempre più insostenibile portare avanti una situazione del genere che non sta vedendo spiragli positivi e muta di continuo.
“Non sono particolarmente ottimista anche se un imprenditore per definizione dovrebbe esserlo” dice a ilDolomiti.it il presidente di Confindustria Fausto Manzana. “Difficile – continua - trovare il fiato per far fronte ad una condizione come quella attuale, strana, particolare, inusuale. E' impensabile 15 giorni fa”.
Un'altra pagina drammatica che il tessuto economico deve affrontare quando non è stata ancora del tutto voltata quella della pandemia. Nelle scorse ore la Cartiera di Villa Lagarina ha fermato l'attività per l'aumento insostenibile del costo del gas (QUI L'ARTICOLO). Altre come quelle del settore del trasporto si trovano a fare i conti con il prezzo del carburante schizzato alle stelle. E in tutto questo trovare uno spiraglio in questa crisi Russia – Ucraina è diventato quasi un'utopia.
“Siamo davanti ad un quadro decisamente molto allarmante – ha affermato il presidente di Confindustria - sono decine le imprese che si sono viste triplicare la bolletta negli ultimi mesi. La diretta correlazione tra gas ed energia elettrica che forse in passato aveva una sua logica oggi non necessariamente deve averla perché soltanto una parte dell'energia viene prodotta dal gas. Siamo in una condizione di grande difficoltà e il perimetro non è chiaro e si sta evolvendo di ora in ora”.
Aziende che prima avevano una bolletta da 60 mila euro ora se la vedono arrivare da 200 mila euro. “E non stiamo parlando solo di attività energivore” continua Manzana che ripete “siamo in una situazione di emergenza ed è difficile che i mercati si tranquillizzino”. C'è poi un altro tema, quello di trovarsi con una inflazione alta e insieme crescita bassa o addirittura ferma. In gergo, 'stagflazione'.
In un contesto simile gli effetti delle sanzioni decise per la Russia sull'economia italiana sono dirompenti. “Non abbiamo ancora chiuso la pagina della pandemia e ci ritroviamo già a riaprirne un'altra con effetti economici importanti, importantissimi. A medio tempo – afferma ancora Fausto Manzana - probabilmente più importanti della questione pandemica che come aziende siamo riusciti a gestire. Il tema delle sanzioni è ineludibile e inevitabile. Ma ci vede arrivare stanchi da due anni di pandemia, con bilanci e indebitamento importante, con situazioni per le quali è difficile ipotizzare soluzioni immediate”.
Tutti i settori si trovano nella stessa situazione. Tra questi c'è quella dei trasporti travolta da un aumento di carburante che non accenna a diminuire. “Il rischio che l'autotrasporto si fermi con questi aumenti è un problema reale non da escludere” ci dice Matteo Arcese di Arcese trasporti.
Il colosso trentino dei trasporti sta proseguendo la propria attività ma la situazione non è semplice. “E' una situazione per tutti molto complicata – spiega Arcese - con aumenti per i quali noi stiamo a nostra volta cercando di recuperarli sulla nostra committenza perché non è possibile fare altrimenti con grandi difficoltà. Le aziende di trasporto non hanno i margini tali di permettersi di assorbire un aumento dei costi così importante e così straordinario”. Da parte di Arcese, davanti ad un aumento così straordinario di costi, arriva la richiesta al Governo di “Rivedere le accise. Servono interventi immediati”.
Gli autotrasportatori di Associazione Artigiani, Fai-Conftrasporto e Confindustria Trento attraverso un comunicato congiunto hanno espresso "grandissima preoccupazione per l’aumento del gasolio ormai insostenibile". In tutto, in provincia di Trento, stiamo parlando di circa 900 aziende che effettuano trasporto di merci e trasporto di persone con pullman e taxi.
“Alcune imprese hanno già iniziato a rinunciare ai viaggi perché è impossibile recuperare dal committente il costante aumento del costo del gasolio” ha affermato il presidente degli autotrasportatori della Fai-Conftrasporto Andrea Pellegrini, sottolineando anche la notizia che le stesse imprese produttive stanno sospendendo le lavorazioni a causa degli incrementi esponenziali dell'energia. Gli fa eco il presidente degli Autotrasportatori dell’Associazione Artigiani Roberto Bellini: “La situazione è davvero insostenibile. Tanto per rendere l’idea, una cisterna di gasolio da 8000 litri oggi costa 3.500 euro in più di 20 giorni fa. Inoltre, il prezzo dell’urea è triplicato e i costi di manutenzione sono raddoppiati, come pure le gomme, che sono diventate anche di difficile reperimento”.











