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Latte Trento rischio collasso: "Situazione insostenibile, 13 stalle su 200 hanno già chiuso. Abbiamo risorse per ancora 2 o 3 mesi". L'allarme dei produttori

I soci di Latte Trento si sono riuniti oggi in assemblea annuale: tema centrale i costi di energia e materie prime. Il grido d'allarme dei produttori: “In questo momento la produzione di latte è antieconomica. Senza un intervento della Provincia non si supera il prossimo autunno-inverno”

Di Filippo Schwachtje - 28 April 2022 - 17:18

TRENTO. “Il bilancio 2021 è di soddisfazione, presenta un saldo assolutamente necessario per dare ossigeno alle nostre aziende agricole che, come tutti sappiamo, sono nella morsa del rincaro dei prezzi che sono lievitati in maniera esponenziale, generando una spirale che non si vedeva dal secondo Dopoguerra”. Sono queste le parole del presidente di Latte Trento Renato Costa nel giorno in cui i soci si sono riuniti nell'annuale assemblea. Tema centrale i costi dell'energia e delle materie prime che, dicono i produttori, rendono l'attuale situazione insostenibile” visto che la produzione di latte è fresco e uht antieconomica”. Un contesto che ha portato già alla chiusura di 13 stalle su 200, mentre secondo il direttore di Latte Trento Sergio Paoli: “Ci sono risorse ancora per 2 o 3 mesi”.

 

Gli ultimi mesi per il settore sono stati  molto negativi, e le prospettive sono anche peggiori. L'aumento delle materie prime in stalla infatti, ha incrementato i costi dell'alimentazione mentre con l'arrivo dell'autunno è cominciata la crisi energetica: “Il latte alimentare – ha detto Costa – è un prodotto fortemente energivoro perché le macchine per scremarlo, bactofugarlo, omogeneizzarlo, pastorizzarlo, microfiltrarlo, sterilizzarlo e poi confezionarlo hanno bisogno di temperature e pressioni molto alte, consumando energia, che diventa un fattore di lievitazione del costo unitario per singolo litro. Paradossalmente, visti i costi, andrebbe chiuso subito il latte fresco e il latte uht perché antieconomico, ma così verrebbe meno un servizio essenziale”.

 

E' da questa situazione di profonda difficoltà che i soci di Latte Trento hanno lanciato un appello alla Provincia, ed in particolare al presidente Maurizio Fugatti e all'assessore alla cooperazione Mario Tonina, presenti oggi all'assemblea: “Abbiamo assoluto bisogno, entro poco tempo, di una manovra consistente per sostenere la latteria nel rispetto delle normative straordinarie previste da Bruxelles – ha aggiunto Costa – per entrare nel conto economico sia della cooperativa sia dei singoli soci, che senza questa operazione non sono in grado di superare il prossimo autunno-inverno. Il nostro appello forte e chiaro alle autorità di governo qui presenti perché ci diano rassicurazioni concrete sui tempi e modi di intervento che ci possa dare speranza per la prosecuzione dell'attività di allevatore in Trentino”.

 

Un appello al quale ha risposto Fugatti, sottolineando come la Provincia abbia già stanziato finora “circa 6 milioni di euro tra risorse messe a bilancio e che metterà a bilancio nel 2022”. Il messaggio della Pat, ha spiegato il presidente Fugatti: “E' di rassicurazione: la Provincia c'è e gli interventi che si dovranno fare sicuramente verranno messi in atto”. L'assessore Tonina ha poi aggiunto: “Posso garantirvi che la Giunta sarà al vostro fianco con aiuti garantiti per la stabilizzazione del reddito almeno per il 2022 e il 2023. Se il Trentino in passato è sempre stato innovatore, deve esserlo anche in questo momento, perché occorre pensare al futuro. Lo dobbiamo soprattutto ai tanti giovani che hanno deciso di intraprendere questo lavoro”.

 

La stato attuale del settore però, ha ribadito il direttore Sergio Paoli illustrando i dati di bilancio, è estremamente pesante: “La situazione così come è ora è insostenibile. Abbiamo risorse, secondo me, ancora per 2 o 3 mesi, è assolutamente necessario sostenere questo comparto. Negli ultimi 4 mesi 13 stalle su 200 hanno chiuso, altre 4 hanno segnalato una situazione di difficoltà e chiuderanno nei prossimi giorni”.

 

Per quanto riguarda il bilancio economico relativo al 2021, il rendimento medio del latte ha raggiunto il valore di 0,565 euro al litro, mentre i ricavi sono stati in crescita a 51 milioni rispetto ai 50 dell'anno precedente. Se poi si somma il totale al fatturato della partecipata Trevilatte, il valore aggregato sale a oltre 53 milioni di euro. A Trento, nel caseificio di Spini, sono stati lavorati complessivamente 9,8 milioni di litri (nel 2020 9,7) di latte in parte andati alla produzione di formaggi molli e nostrani (5,9 milioni) e in parte alla produzione di Trentingrana dop (3,9 milioni, pari a 7.910 forme). In totale la produzione di Trentingrana ammonta a quasi 16mila forme. A pieni giri anche la produzione di formaggi (Spressa dop, Trentingrama, nostrani) nel caseificio di Giustino che ha raggiunto le 7.615 forme di Trentingrana Dop, di cui 616 bio, e 3.411 forme di Spressa delle Giudicarie dop. Complessivamente sono stati lavorati 4.466.098 litri di latte.

 

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