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| 08 giu 2022 | 12:17

Mancano lavoratori nel turismo? Dieci rifugiate ucraine formate e assunte per la stagione estiva negli alberghi del Garda

L'importante iniziativa è nata dal confronto e dall'incontro tra l'associazione rifugiati Rasom, l'agenzia Randstad di Arco e la Komplett che fornisce servizi per le strutture ricettive del territorio. Carlo Benuzzi: ''Abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra esperienza e la nostra rete di contatti per coinvolgere le persone arrivate sul territorio in proposte di lavoro idonee, cercando contemporaneamente di rispondere alla scarcity di risorse attuale. Facendo incontrare domanda e offerta di lavoro''

ARCODieci rifugiate ucraine hanno trovato lavoro per la stagione estiva negli alberghi del Garda. La bella notizia è arrivata grazie all'impegno della filiale Randstad di Arco agenzia che opera nei servizi per le risorse umane, impegnata nella ricerca e selezione del personale per la stagione turistica, e di Komplett, società che fornisce servizi per le strutture ricettive del territorio, che era alla ricerca di camerieri ai piani per alberghi dell’Alto Garda, da inserire con contratto stagionale.

 

Come noto, infatti, in questa fase c'è moltissima domanda di personale ed è sempre più difficile trovare lavoratori. Ciò soprattutto in ambito turistico e in tutti quelle professioni legate al rapporto col pubblico e dall'alto impegno lavorativo come la ristorazione, i bar, l'accoglienza. Consci di queste problematiche è stato deciso di presentare le opportunità di lavoro anche ai rifugiati ucraini arrivati sul territorio in queste terribili settimane di guerra e accolti in Trentino grazie anche all'impegno dell'associazione Rasom. 

 

Proprio in collaborazione con Rasom e grazie anche al supporto di una mediatrice culturale è stato organizzato un incontro con la comunità, in cui è stata presentata l’offerta e sono state raccolte le manifestazioni di interesse. Dalle successive candidature, sono stati selezionati 10 profili da avviare a un corso di formazione preassuntivo. Alle rifugiate ucraine, grazie al progetto “Randstad Without Borders” è stato fornito gratuitamente un bilancio di competenze e un corso di italiano specifico per il ruolo, che permetterà alle lavoratrici di iniziare in breve tempo l’attività in sicurezza. In poco più di un mese, le 10 donne sono passate dalla struttura di accoglienza al corso di formazione per entrare in servizio in diverse strutture dell’Alto Garda, con contratto stagionale fino ad ottobre. Komplett mette a disposizione anche un servizio di trasporto per chi avesse necessità.

 

“Un aiuto concreto per i rifugiati ucraini può venire solo dall’ inclusione socio-lavorativa - afferma Carlo Benuzzi, Area Manager di Randstad Italia - abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra esperienza e la nostra rete di contatti per coinvolgere le persone arrivate sul territorio in proposte di lavoro idonee, cercando contemporaneamente di rispondere alla scarcity di risorse attuale. Facendo incontrare domanda e offerta di lavoro. Questa opportunità si è rivelata di grande interesse e spero possa essere di esempio per molte altre occasioni di inserimento nel prossimo futuro”.

 

“Da sempre l’attenzione di Komplett verso i propri lavoratori è altissima - dichiara Daniele Santorum, direttore di Komplett -. Ne sono esempi il centro estivo con apertura 7 giorni su 7 per i figli dei nostri dipendenti, la carta servizi che permette di usufruire di particolari scontistiche per molte attività del territorio, il vitto e l’alloggio gratuito e la continua formazione sul campo che ci consente di offrire un servizio di qualità. In un momento storico così particolare, grazie anche ad una struttura solida e organizzata, abbiamo voluto offrire un sostegno alle famiglie provenienti dall’Ucraina. Dopo un’adeguata formazione linguistica, grazie al progetto Randstad Without Borders, che ci permette di insegnare un metodo ed un lavoro in sicurezza, siamo molto felici di aver inserito nel nostro organico una decina di collaboratrici. Il nostro fare garantisce loro indipendenza economica e, fondamentale, la tranquillità nel poter affidare i propri figli in un luogo “sicuro” quale è il nostro centro estivo. Questa iniziativa ci ha permesso di fare del bene, in primis, e di inserire nuove risorse a sostegno delle nostre attuali collaboratrici''.

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