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| 02 giu 2022 | 14:15

Turismo trentino in allarme, mancano i lavoratori extra Ue. La burocrazia blocca le aziende, Fontanari: ''Molti stanno valutando di posticipare l’apertura stagionale''

“Il timore delle aziende è quello di non riuscire ad iniziare la stagione estiva con un organico adeguato” spiega  Marco Fontanari, presidente dell’Associazione ristoratori del Trentino e vicepresidente di Confcommercio Trentino.  Su 1.847 domande presentate in Trentino solo 765 sono concluse

TRENTO. Dalla burocrazia al calo negli arrivi. L’incrocio tra un sistema complesso che rischia di costare caro alle imprese turistiche trentine, in particolare della ristorazione ma in generale di tutto il settore.

 

A lanciare l'allarme sullo stesso tema nelle scorse ore era stato il mondo dell'agricoltura con Coldiretti (QUI L'ARTICOLO). Anche il mondo della ristorazione si trova, però, nella stessa situazione. Il consueto fabbisogno di lavoratori stagionali extra Ue (Albania e Bangladesh, soprattutto) è compromesso a causa dei ritardi nel rilascio dei nulla osta previsti dal cosiddetto Decreto Flussi, il provvedimento governativo con cui vengono disciplinati gli ingressi di lavoratori stranieri.

 

“C’è molta apprensione” ha spiegato Marco Fontanari, presidente dell’Associazione ristoratori del Trentino e vicepresidente di Confcommercio Trentino. “Il timore delle aziende – spiega - è quello di non riuscire ad iniziare la stagione estiva con un organico adeguato”.

 

Una procedura molto burocratica e complessa sommata ad alcuni disguidi ed allo stop della piattaforma ministeriale da fine aprile a metà maggio sta allungando di molto le procedure per il rilascio dei nulla osta. Su 1.847 domande presentate in Trentino solo 765 sono concluse.

 

Il rimanente è ancora in attesa di una soluzione. E se pensiamo che il nulla osta è solo una parte della trafila - poi ci sono gli incontri con le varie Ambasciate e l’organizzazione del viaggio - allora si comprende come il tema sia particolarmente sentito.

 

“Come associazione - ha proseguito Fontanari - ci siamo attivati sia a livello locale che nazionale, grazie all’azione di Fipe, e apprezziamo gli sforzi sia del Commissario del Governo, della Provincia e del Servizio Lavoro, ma ora c’è bisogno di un’accelerazione”. Il rischio è duplice: “Da una parte – conclude il vice presidente di Confcommercio - molte aziende stanno già valutando di posticipare l’apertura stagionale, con tutte le conseguenze anche per il turismo trentino, dall’altra c’è il pericolo che venga perso un capitale di competenze qualificato che, di fronte a lungaggini e ostacoli, potrebbe optare verso altri impieghi”.

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