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| 23 gen 2023 | 05:01

In Trentino le aziende faticano a trovare operai specializzati. L'Agenzia del Lavoro: "Forte criticità, serve formazione per evitare l'aumento del divario domanda/offerta''

Dal settore turistico a quello manifatturiero sono molte le aziende che ricercano personale. E' aumentata anche la domanda di alta professionalità e in Trentino non sempre è facile trovarla. La dirigente generale dell'Agenzia del lavoro della Pat, Stefania Terlizzi: "Dobbiamo lavorare con politiche attive. Servono politiche formative che consentono lo sviluppo di competenze"

TRENTO. Ingegneri ma non solo. Le aziende anche in Trentino stanno continuando a cercare lavoratori specializzati ma trovarli è diventato davvero faticoso. Paradossale per un territorio come il nostro con un polo universitario di eccellenza e con centri formativi di alta qualità. 

 

Negli ultimi anni accanto ad una domanda di lavoratori “base” se ne affianca un'altra che riguarda le alte professionalità che sempre più aziende cercano.  

 

A confermalo a il Dolomiti è l'Agenzia del lavoro che in questi mesi sta mettendo in campo diversi eventi di reclutamento personale per cercare di facilitare l'incontro tra domanda e offerta. A spiegarci la situazione è la dirigente generale dell'Agenzia del lavoro della Pat, Stefania Terlizzi.  

 

Dottoressa Terlizzi, le aziende continuano a chiedere personale. Come è la situazione in Trentino?

Il mismatch, cioè il disequilibrio tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, soprattutto per quanto riguarda personale che sia in grado di rappresentare il livello di qualificazione atteso dalle imprese, è generalizzato. Abbiamo il settore turistico in affanno, ma c'è anche quello dell'edilizia nella stessa situazione e quello dell'industria soprattutto con il manifatturiero. 

 

Quali sono le figure che vi vengono più richieste da parte delle aziende?

Come Agenzia del Lavoro noi non siamo intermediari di tutta l'offerta ma solamente di quella che arriva attraverso i centri di impiego presenti sul territorio o attraverso il portale.  Al momento abbiamo circa 1050 vacancy cioè opportunità di lavoro ed un flusso in continuo mutamento nel tempo ma abbastanza costante. 

Queste opportunità intercettano per un quarto le richieste nel mondo del turismo con personale da sala e da cucina, poi ci sono gli operai artigiani, elettricisti e idraulici e nel settore industriale  turnisti e manutentori. Poi c'è un forte gap nel settore informatico e di altre professionalità richieste.  

 

L'Agenzia del lavoro come sta intervenendo per cercare di aiutare le due parti, la domanda e l'offerta?
Per rispondere a questo noi ci siamo mossi prima di tutto attraverso dei protocolli di intesa con le singole associazioni. Cerchiamo di non lavorare prendendo in considerazione i singoli problemi ma aggredendoli dall'alto e cioè raccogliendo le esigenze che ci sono da parte delle aziende e creando poi le giornate di incontro. In queste occasioni ci muoviamo anche a livello nazionale attraverso delle campagne social. Nell'ultimo incontro fatto per la ricerca di personale per la stagione estiva avevamo la presenza di 40 lavoratori, un terzo dei quali provenienti da fuori regione. 

 

C'è però anche in Trentino il difficile problema di reperire alte professionalità. 
E' un fabbisogno più basso ma ancora più difficile del resto. Nel post pandemia abbiamo assistito ad un incremento di richieste da parte di diversi settori.  
La criticità più grande che io vedo, però,  è quella che non si crei un divario eccessivo tra le competenze espresse dalle persone e i fabbisogni delle aziende. Se questo divario cresce sarà sempre più difficile colmarlo.

 

E la soluzione dove bisogna cercarla? 
Dobbiamo lavorare con politiche attive. Servono politiche formative che consentono lo sviluppo di competenze attraverso anche la formazione continua del personale. 

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