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| 22 ott 2023 | 19:41

“L’obiettivo è far incontrare domanda e offerta di lavoro”. Inaugurata a Trento la sede Maw: “Non sono più le aziende a scegliere i lavoratori, ma il contrario”

Maw, una delle tante realtà di W Group, ha inaugurato ufficialmente la sua sede a Trento: l'intervista al Ceo e founder del gruppo Federico Vione. "Ci aspettiamo grandi cose dalla nostra presenza qui e puntiamo ad aprire prossimamente filiali anche a Riva del Garda e Rovereto, spostandoci anche in Alto Adige a Bolzano"

TRENTO. Dallo smart working all’inverno demografico (i cui effetti continueranno a farsi sentire a lungo, Qui Articolo) fino al ruolo sempre più importante dello sviluppo tecnologico (e dell’intelligenza artificiale): sono molti i fattori che negli ultimi anni hanno determinato importanti cambiamenti all’interno del mercato del lavoro in Italia, dove ad oggi una delle sfide principali è riuscire, tra aziende senza lavoratori e ampie fette di popolazione in cerca di un’occupazione, a far incontrare domanda e offerta di lavoro. Una sfida che nell’autunno del 2021 ha raccolto W Group, un innovativo operatore italiano focalizzato proprio in human capital solutions attraverso una galassia di brand specializzati sui vari profili, da quelli legati al middle management (WeHunt) e all’executive (WExecutive) fino all’ambito della produzione con Maw, la cui sede trentina è stata ufficialmente inaugurata negli scorsi giorni (18 ottobre).

 

“La nostra realtà – dice a il Dolomiti il Ceo e founder di W Group e Maw, Federico Vione – rappresenta un’inversione di rotta rispetto al trend seguito negli ultimi anni dagli operatori del mercato del lavoro, che hanno puntato su una sostanziale smaterializzazione dell’attività ricorrendo all’utilizzo sempre più massiccio di strumenti digitali. Per noi invece il mercato del lavoro si compone di rapporti di fiducia e puntiamo quindi ad essere vicini sul territorio ai lavoratori per capire i loro problemi e quelli delle aziende, per supportali e riuscire così ad entrare nel mondo del lavoro”. Un mondo che, come detto, è cambiato profondamente negli ultimi anni: “Oggi – dice Vione – non sono più le aziende a scegliere tra i candidati per un posto di lavoro, nella maggior parte dei casi sono i lavoratori stessi che si trovano nella condizione di scegliere, visto che sono moltissime le aziende con posizioni sempre aperte. Per questo, con un sostanziale ribaltamento rispetto al passato, ci impegniamo per dare magari due o tre opportunità lavorative a chi sta cercando un impiego”.

 

E proprio dalla volontà di avvicinarsi alle persone sul territorio nasce la necessità di aprire nuove filiali, come quella di Trento, inaugurata ufficialmente dopo alcuni mesi di attività: “E’ presto per tracciare un bilancio – dice Vione – ma il mercato trentino è molto florido e stiamo lavorando bene. Ci aspettiamo grandi cose dalla nostra presenza qui e puntiamo ad aprire prossimamente filiali anche a Riva del Garda e Rovereto, spostandoci anche in Alto Adige a Bolzano. L’obiettivo è di essere iper capillari: in appena 2 anni siamo passati da 300 a 950 dipendenti, puntando sempre ad una strategia che metta le persone al centro”. Un approccio che, nel concreto dell’attività, si traduce con un rapporto di fiducia da una parte con chi cerca un lavoro, con futuri investimenti anche nella formazione e un’attività di coaching a sostegno di chi ha più difficoltà a trovare la sua strada nel mondo del lavoro, e dall’altra con chi lo offre, con un feedback continuo con aziende e imprenditori per aumentare l’attrattività sul mercato.

 

“Da questo punto di vista in particolare – aggiunge Vione – negli ultimi mesi abbiamo lanciato una survey proprio per capire cosa cerchino oggi i lavoratori, e per certi versi i risultati sono sorprendenti. Se infatti al primo posto la richiesta è, ovviamente, quella di una retribuzione equa, al secondo e al terzo posto si cerca rispettivamente un contesto di lavoro positivo (nel quale sentirsi apprezzati per il proprio lavoro) ed un buon rapporto con colleghi e datori di lavoro (basato principalmente su tre aspetti: fiducia, ascolto e riconoscimento). Oggi poniamo queste domande proprio per permettere alle attività di aumentare la loro attrattività sul mercato e riuscire a trovare così le figure richieste”. Il tema, insomma, è lo stesso affrontato in precedenza: sono sempre più i lavoratori oggi a scegliere le aziende e non il contrario, come in passato. Ma come si è arrivati a questo punto?

 

“A livello generale – spiega Vione – si tratta di un trend che si è innescato e che s'intensificherà sempre di più nei prossimi anni. Le conseguenze della pandemia sono state innanzitutto una sorta di ‘doping’ per quanto riguarda il mercato, con una crescita simultanea di tutti i settori nella ripartenza.  Va poi considerato che l’andamento demografico è invece in discesa, il numero delle nascite cala ogni anno e quindi registriamo un’eccedenza di persone in uscita dal mondo del lavoro rispetto a quelle in ingresso. Il contesto italiano nel frattempo è rimasto indietro per quanto riguarda il livello di retribuzione rispetto alla media europea, il costo della vita è aumentato e l’introduzione di sussidi ha spinto una fetta di popolazione al di fuori del mercato del lavoro. Ci sono infine nuove tendenze che stanno emergendo proprio in questi anni e che vedono in molti casi un progressivo esaurimento del flusso di giovani in arrivo dalle regioni del Sud Italia al Nord in cerca di opportunità lavorative: al contrario, stiamo osservando come l’aumento del costo della vita stia spingendo cittadini che da anni si sono trasferiti, per esempio, in Lombardia, a tornare nei territori d’origine, accettando magari uno stipendio inferiore accompagnato, però, da una qualità della vita percepita come più alta”.

 

W Group è poi impegnato anche nelle attività della sua fondazione, che ha già finanziato per il prossimo anno un’iniziativa legata al tema migranti e sta portando avanti una serie di attività in ben 140 scuole in tutta Italia per avvicinare le giovani studentesse alle discipline Stem: “Interveniamo nelle scuole medie – conclude Vione – ed offriamo gratuitamente corsi pomeridiani dedicati alle studentesse, per sperimentare con la programmazione, con il project management, cerchiamo di dare loro una scelta consapevole al di là degli stereotipi. Lo scorso anno abbiamo incluso 8.500 giovani, quest’anno puntiamo a raddoppiare il totale”.

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