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Trento
19 gennaio | 19:22

Pubblico impiego, Pallanch e Bolognani: "Bene lo stanziamento. Ma è solo un anticipo e il lavoro non è concluso"

"Vigileremo con attenzione perché le tempistiche sono fondamentali. Dobbiamo poi andare in Apran per affrontare lo spacchettamento tra i comparti dei 15 milioni per le nuove progressioni, le indennità e il nuovo ordinamento professionale" spiegano Giuseppe Pallanch, segretario generale Cisl Fp, e Monica Bolognani, segretaria di Cisl Scuola

di Redazione

TRENTO. "Bene il rispetto del protocollo firmato a luglio e perfezionato a ottobre". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario generale Cisl Fp, e Monica Bolognani, segretaria di Cisl Scuola. "Siamo soddisfatti che finalmente, dopo le reiterate richieste, ci siano le risorse nella variazione di bilancio. Ma è solo un anticipo e il lavoro non è concluso. È il momento di accelerare per dare risposte ai lavoratori ".

 

L’Amministrazione provinciale ha annunciato lo stanziamento annuale di 119 milioni di euro, a partire dal 2024, per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego del triennio 2022/2024. 

 

"Se si può parlare di aumenti è merito dei sindacati che fin da subito hanno creduto nel protocollo, come la Cisl che ha condotto la difficile e talvolta dura trattativa con serietà e senso di responsabilità. Ora bisogna fare in fretta perché le famiglie soffrono la più odiosa delle tasse, quella dell‘inflazione, senza dimenticare il caro vita e l'aumento delle bollette".

 

La destinazione di queste risorse, che si aggiungono ai 5 milioni di euro annui per il comparto sanità a valere dal 2024, già stanziati con l’assestamento 2023, è inserita nel disegno di legge di variazione di bilancio approvato dalla Giunta provinciale.

Ci sono poi altri 117 milioni per gli arretrati degli anni 2022 e 2023 che verranno inseriti nell'assestamento. "E' urgente - dicono Pallanch e Bolognani - portare gli aumenti a regime e mettere i soldi degli arretrati nelle tasche dei lavoratori. Bisogna accelerare perché le famiglie trentine sono in difficoltà e questi soldi valorizzano gli sforzi profusi in questi anni così complessi durante i quali le lavoratrici e i lavoratori hanno permesso al sistema di reggere l'urto delle emergenze e delle crisi".

 

Il lavoro, sostiene la Cisl, non è ancora concluso. "Vigileremo con attenzione perché le tempistiche sono fondamentali. Dobbiamo poi andare in Apran per affrontare lo spacchettamento tra i comparti dei 15 milioni per le nuove progressioni, le indennità e il nuovo ordinamento professionale", concludono Pallanch e Bolognani.

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