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Belluno
15 dicembre | 19:59

Il Natale della Camera di commercio: crisi produttiva, export in difficoltà, ma entusiasmo per futuro e Olimpiadi: "Battere i pugni per non perdere le nostre aziende"

Si è svolta anche quest’anno la festa degli auguri della Camera di commercio Treviso-Belluno Dolomiti alla presenza di autorità locali e categorie economiche. Manifatturiero in difficoltà, spopolamento e fuga dei giovani: una situazione certo non positiva, ma a farla da padrone per Belluno sono ormai quasi solo le Olimpiadi

BELLUNO. Si è svolta anche quest’anno la festa degli auguri della Camera di commercio Treviso-Belluno Dolomiti alla presenza di autorità locali e categorie economiche. Manifatturiero in difficoltà, spopolamento e fuga dei giovani: una situazione certo non positiva, ma a farla da padrone per Belluno sono ormai quasi solo le Olimpiadi.

 

Il pomeriggio si apre con i dati: stanziati nel 2025 6 milioni di euro totali per lo sviluppo economico e le attività promozionali a beneficio delle imprese (tra Belluno e Treviso), di cui 1 milione per il restauro della sede dell’ente a Belluno. Inaugurate infatti con l’occasione due nuove aule multimediali per gli studenti dell’Its Dolomiti Tourism, uno spazio per gli utenti e il rifacimento della sala convegni, che potrà essere affittata da chi vuole usufruirne.

 

Ma veniamo all’analisi della situazione e gli auspici per il 2026. “È un momento difficile per il sistema economico del Paese - esordisce Mario Pozza, presidente della Camera di commercio - e a Belluno in particolare per l’occhialeria. Purtroppo le tensioni internazionali pesano, ma manteniamo comunque realtà importanti e il made in Italy funziona. Sono stati strategici gli sforzi verso l’internazionalizzazione, ad esempio con missioni a New York e Singapore, che continueranno anche dopo le Olimpiadi incontrando gli operatori arrivati qui e facendo un simposio con il Sud-est asiatico. Tutto ciò dà alle nostre aziende prospettive alternative al solo mercato statunitense: l’obiettivo del ministro Tajani è arrivare a 700 miliardi di export e, con i circa 630 di oggi, speriamo di farcela in questa legislatura".

 

“Per Belluno invece - prosegue - le Olimpiadi sono un appuntamento unico. Mi auguro si continui a lavorare come adesso e che la provincia continui a essere importante nel turismo come nel manifatturiero. Inoltre, lavoriamo per dare alla Fiera di Longarone una prospettiva: dopo la pausa olimpica, si partirà per avviare sinergie con altre fiere”.

Gli auguri del prefetto Antonello Roccoberton e del presidente della Provincia Roberto Padrin, invece, insistono quasi solo sull’evento olimpico, non senza un pizzico di disappunto per chi - tra i grossi problemi del territorio - non dimostra il dovuto entusiasmo.

 

“Ci auguriamo - afferma Roccoberton - che il 2026 sia denso di risultati e, nonostante ancora qualche criticità, voglio sottolineare il lavoro di squadra che stiamo facendo per fare in modo che tutto si svolga in sicurezza. Il mio augurio è che sia un anno di pace: le Olimpiadi creano sì qualche disagio, ma rappresentano i valori dello sport che tornano nel Bellunese e speriamo che l’auspicata tregua olimpica prosegua e doni a tutti un mondo di pace”.

 

“Parto - aggiunge Padrin - dalla preoccupazione per Hydro e Ceramica Dolomite, e dal campanello d’allarme sui dati dell'export (qui): il settore produttivo è in difficoltà ed è il momento, oltre alla solidarietà, di battere i pugni per non perdere aziende costruite con il sacrificio di tante persone”. Tuttavia, non manca di ricordare i dati positivi dell’edilizia (qui Cassa edile) e del turismo, il cui merito va alle Olimpiadi. “Mi aspetterei più entusiasmo - prosegue - perché dimostriamo troppa freddezza senza renderci conto del potenziale. Sicuramente dimostreremo le nostre capacità organizzative, faremo vedere bellissimi ambienti, sperando in un po’ di neve, però la differenza la faranno le persone: perciò ci vuole unità di intenti, soprattutto dopo, per trasformarle in qualcosa di unico che Belluno merita”. Nel mezzo, Padrin ricorda l’appuntamento con gli Stati generali (23 e 24 gennaio), pensati per analizzare la situazione e trovare strumenti per un futuro “che sono convinto sia meraviglioso - puntualizza - e non così negativo come qualcuno vuole farci credere”.

 

Un po’ più realista, forse, il vice sindaco di Belluno Paolo Gamba. “Ci troviamo - conclude - in una delle poche situazioni in cui questa provincia riesce a fare sintesi ed essere compatta. Non so se per la vicinanza alle Olimpiadi o perché siamo più buoni, ma c’è voglia di essere partecipi di quello che accadrà. Tuttavia, non nascondo che sono preoccupato per Hydro: siamo sempre stati bravi imprenditori, ma a un certo punto iniziamo a perdere pezzi per strada e arrivano multinazionali estere che, dopo un po’ di tempo, ci lasciano. Questo non va bene, perché abbiamo una provincia molto industrializzata nella quale abbiamo oggi più che mai la necessità di trattenere i giovani e preservare il tessuto sociale”.

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