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Trento
25 agosto | 13:31

Oltre 10 mila hotel contro Booking, la class action viene prorogata per rispondere alle richieste di adesione: "Uniti siamo più forti per recuperare le perdite"

Migliaia di albergatori europei contro Booking dopo la sentenza che condanna il colosso sulla libera concorrenza, si punta a recuperare il 30% delle commissioni totale pagato negli ultimi 20 anni. Un giro d'affari miliardario. Il direttore di Asat-Federalberghi in Trentino Alto Adige, Davide Cardella: "C'è stato un danno finanziario significativo, gli alberghi non rischiano nulla e l'invito è di partecipare alla class action"

TRENTO. Migliaia gli albergatori europei che si sono uniti contro Booking, una vertenza che riguarda la clausola sulla possibilità di offrire una tariffa più bassa rispetto alla piattaforma. Una class action che prende forma e la scadenza è stata prorogata fino alla fine di agosto.

 

Una causa che si stima miliardaria e si punta a recuperare fino al 30% delle commissioni totali pagate al colosso nel periodo tra il 2004 e il 2024. Un'azione legale collettiva avviata da Hotrec (associazione europea dell'ospitalità), appoggiata in Italia da Federalberghi e rilanciata dalle associazioni nazionali di categoria in 25 Paesi europei. Dall'Austria al Belgio, dalla Croazia a Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svizzera (Qui articolo).

 

In Trentino questa causa viene sostenuta da Asat, rappresentante di Federalberghi sul territorio, e l'obiettivo è quello di aumentare ancora di più le adesioni. "Il contenzioso è completamente finanziato e gli hotel non sostengono costi o rischi legali", dice il direttore Davide Cardella. "L'invito è di partecipare per avere una forza maggiore". La richiesta alle strutture è di raccogliere e di fornire la documentazione. "C'è un grande interesse e la partecipazione molto elevata, per questo c'è stata una proroga nelle scadenze".

 

Inizialmente la raccolta si sarebbe dovuta concludere a fine luglio ma a fronte delle numerose richieste, la scelta è stata quella di allungare i tempi fino a venerdì 29 agosto. A oggi sono oltre 10 mila gli albergatori che hanno aderito a livello europeo. Un'iniziativa che prende le mosse a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea del 19 settembre 2024, che ha stabilito che le clausole di parità tariffaria imposte dalla piattaforma (cosiddetta parity rate) violavano il diritto europeo della concorrenza. L'accusa, infatti, è di aver monopolizzato il mercato contro il principio di libera concorrenza dell'Unione europea. 

 

"Le strutture pagano a Booking.com una commissione che varia dal 15% al 20% del prezzo totale della camera, cioè sul lordo compreso di Iva e non sul netto che l’albergo incassa". La class action è aperta a tutti gli hotel che hanno utilizzato la piattaforma tra il 2004 e il 2024indipendentemente dalle dimensioni. "Le clausole hanno messo gli hotel in una posizione di svantaggio competitivo e avrebbe impedito la concorrenza sui prezzi. Per questa azione inoltre ci affidiamo a un soggetto di livello e non si sostengono spese perché si tiene eventualmente una percentuale solo in caso di successo".

 

Le clausole hanno impedito agli hotel di offrire prezzi o disponibilità migliori sui propri siti web. "Questa impostazione ha limitato le vendite dirette e l'autonomia", prosegue Cardella. "In altri termini: l'uso da parte di Booking.com di clausole anticoncorrenziali ha causato un danno finanziario significativo per le imprese turistico ricettive italiane".

 

Le associazioni di categoria credono molto in questa class action. "C'è un'ottima risposta anche in Trentino Alto Adige anche se non c'è un dato ancora definitivo. Questa è un'opportunità per gli albergatori italiani per difendere i propri diritti, recuperare le perdite e sostenere un mercato online più equo", conclude Cardella.

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