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Belluno
08 agosto | 20:36

Produzione manifatturiera, cala soprattutto il fatturato estero. "Ora aumentare i salari e supportare la competitività"

Produzione manifatturiera stazionaria per Belluno nel secondo trimestre dell’anno, con un +0,1% rispetto a inizio anno. Il dato più evidente riguarda però il fatturato estero: -10,1% sul trimestre precedente, nonostante i nuovi ordini siano in lieve aumento, e -12,3% rispetto all'anno scorso

BELLUNO. Produzione manifatturiera stazionaria per Belluno nel secondo trimestre dell’anno, mentre per Treviso i dati attestano un lieve aumento su base congiunturale. Se quest’ultima registra infatti un +1,0%, nella provincia bellunese la situazione è stabile con +0,1%.

Una situazione comunque positiva rispetto ai primi tre mesi del 2025, quando invece il calo la faceva da padrone su entrambi i territori e anche a livello regionale (Qui articolo con i dati). Ora invece anche in Veneto la produzione cresce (+2,4%). Su questi risultati incidono sia l’anticipo di domanda verso il mercato statunitense, in previsione dei successivi dazi, sia segnali di tenuta o ripartenza di alcune filiere territoriali: recuperano alcuni settori come moda e legno arredo. Ne è conferma il grado di utilizzo degli impianti: è in lieve risalita rispetto al trimestre precedente e si attesta attorno al 70%, sia per Treviso che per il Veneto, mentre per Belluno anche qui c’è stabilità, attorno al 67%.

Per quanto riguarda l’occhialeria, invece, c’è una flessione per tutti gli indicatori monitorati, ad eccezione di una crescita nella raccolta ordinativi esteri. Per questo comparto anche il grado di utilizzo degli impianti manifesta una significativa discontinuità rispetto al passato.

 

Il dato più evidente per Belluno riguarda però il fatturato estero della manifattura: -10,1% sul trimestre precedente, nonostante i nuovi ordini siano in lieve aumento (+1,3%), e -12,3% rispetto all’anno scorso. Guardando al futuro, invece, le previsioni per il terzo trimestre 2025 raccolte dal medesimo campione di imprese bellunesi indicano un saldo positivo tra chi prevede un aumento e chi invece una diminuzione. Tuttavia, tra la maggioranza relativa degli imprenditori continua a prevalere la cautela, con previsioni di stazionarietà per produzione e raccolta ordini soprattutto interni (40% dei giudizi, che sale al 45% per la domanda estera).

 

"Riscontriamo una conferma di questi risultati - afferma Mario Pozza, presidente della Camera di commercio Treviso - Belluno Dolomiti - nei dati sull’occupazione di Veneto Lavoro, che rilevano per la metalmeccanica regionale nei primi sei mesi del 2025 saldi positivi e più elevati del primo semestre 2024: segnali, forse, di una possibile e auspicabile ripartenza del manifatturiero. Ora però vanno sostenuti, e soprattutto va sostenuta la produttività delle nostre imprese, stimolando la domanda anche con aumenti salariali e supportando la competitività all’estero. In questo è fondamentale accompagnare le imprese nel processo di diversificazione dei mercati, necessaria per gestire l’incertezza legata agli scenari internazionali mutevoli".

 

Il pensiero va in particolare agli Stati Uniti, poiché se nel breve periodo il timore dei dazi ha favorito l’intensificarsi degli scambi commerciali, nel medio-lungo scenario la tenuta dell’export verso gli Usa - fa sapere l’associazione - dipenderà dall’effetto dazi sui prezzi finali, dalla possibilità di innestare degli effetti sostituzione per i prodotti a basso valore aggiunto, più esposti a essere rimpiazzati con tipologie analoghe ma più convenienti, e da eventuali scelte di rilocalizzazione industriale sul suolo americano da parte di produttori europei e italiani.

Raccomandazioni in linea con quelle recentemente rilasciate da Appia Cna Belluno, il cui presidente Andrea Cerentin ha rivolto un appello al governo affinché fornisca strumenti per far fronte alla contrazione del mercato soprattutto per le piccole imprese.

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