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Belluno
24 marzo | 12:16

Guerra in Iran, “carburante, energia e gas in aumento e export frena". L’allarme di Confartigianato: “Preoccupazione imprese, devono adattarsi e c'è il rischio speculazione"

La presidente di Confartigianato Imprese Belluno Claudia Scarzanella: "Bene i 100 milioni per il credito d'imposta per l'autotrasporto, taglio delle accise solo misura tampone. A preoccupare gli imprenditori sono soprattutto i costi energetici, già in partenza molto alti e superiori alla media europea. Agli artigiani che cercano di capire di quanto aumenteranno, non possiamo dare certezze ma l'invito è a non prendere decisioni impulsive"

BELLUNO. “Il protrarsi del conflitto nel Golfo, in aggiunta a quello che perdura da oltre quattro anni in Ucraina, potrebbe avere ripercussioni importanti sui costi delle forniture di carburante, di energia elettrica e del gas".

 

Questo l'allarme lanciato da Confartigianato Imprese Belluno, attraverso le parole della presidente Claudia Scarzanella, che alla luce della complicata situazione internazionale, e del conflitto in Iran, sottolinea le conseguenze questi eventi potrebbero avere sia sotto il profilo dell'export che degli aumenti dei costi.

 

"Si tratta di una situazione che preoccupa le nostre imprese – sottolinea Scarzanella – chiamate ogni giorno ad adattarsi a cambiamenti improvvisi con conseguenze sui costi da sostenere. In questi casi infatti emergono sempre forme di speculazione con ripercussioni sia per le famiglie che per le imprese”.

 

LA FRENATA DELL’EXPORT VERSO IL MEDIO ORIENTE

 

Ad essere sottolineato è come l’export delle imprese manifatturiere bellunesi verso gli Emirati Arabi, che rappresentano il principale mercato tra i Paesi dell’area coinvolta nel conflitto, prima della guerra stesse andando molto bene: nel 2025 superava infatti il valore di 95 milioni di euro, con un aumento del 14% rispetto al 2023 e addirittura del 31% rispetto al 2022.

 

Allargando il campo all’intero Medio Oriente, spiega Confartigianato Imprese, nel 2025 l’export del manifatturiero bellunese è valso oltre 210 milioni di euro, con un aumento del 12,5% sul 2023 e del 9,2% sul 2024. Il problema? Presto detto: la guerra ha interrotto questo trend positivo.

 

IL TAGLIO DELLE ACCISE E I 100 MILIONI PER L’AUTOTRASPORTO

 

Ad essere analizzate sono poi le questioni del taglio delle accise e dello stanziamento del fondo da 100 milioni di euro per l'autotrasporto. “La decisione del Governo di stanziare un fondo di 100 milioni di euro per introdurre il credito d’imposta per l’autotrasporto, attraverso il cosiddetto Decreto carburanti – aggiunge Claudia Scarzanella - ci sembra molto importante, considerato quanto quel settore sia strategico per tutta l’economia regionale, che basa la sua operatività anche sul trasporto delle merci".

 

L'auspicio? "Che ora – spiega – il credito d’imposta sia facilmente accessibile e immediatamente operativo, evitando ritardi o complessità burocratiche che ne riducano l’efficacia, e soprattutto che si attui lo speciale regime di controllo, previsto dal decreto stesso, sui fenomeni distorsivi nel mercato dei carburanti.

 

La decisione del Governo viene poi definita "un segnale importante che tiene conto, almeno in parte, delle richieste delle categorie del trasporto merci: queste, infatti, hanno ribadito come il carburante pesi per il 30-35% dei costi e come gli aumenti dovuti alle conseguenze della guerra nel Golfo possano azzerare margini già inferiori al 3%".

 

Venendo al taglio delle accise di 20 centesimi questo viene definito, nella gravità della situazione che stanno attraversano le imprese artigiane, "solo una misura tampone".

 

"Il Governo ha fatto capire che il termine dei 20 giorni per la durata del provvedimento è provvisorio – prosegue la presidente – ma noi ovviamente speriamo che in tale lasso di tempo la situazione di normalità possa tornare, e comunque in un contesto in cui il prezzo del petrolio è stabilmente sopra i 100 dollari al barile, e chissà fino a quanto potrà ancora salire, le aziende hanno bisogno di interventi strutturali e non solo di provvedimenti emergenziali”.

 

L’AUMENTO DEI COSTI DI ENERGIA E GAS

 

C'è poi il tema dei costi energetici su quali non ci sono molte certezze e che impattano sulle imprese. “A preoccupare tantissimo gli imprenditori – spiega Scarzanella – sono soprattutto i costi energetici, già in partenza molto alti e superiori alla media europea. Agli artigiani che cercano di capire di quanto aumenteranno, non possiamo dare certezze, considerando che i primi riscontri saranno visibili solo nelle fatture di aprile riferite alle forniture di competenza del mese di marzo, che ancora non è terminato".

 

Lo sguardo viene poi posato sulle stime del Consorzio Acquisti Energia e Multiutility promosso da Confartigianato per l’acquisto sul libero mercato di energia elettrica e gas per conto delle imprese, che permette di assicurare un prezzo medio: questo ha analizzato l’andamento del mercato elettrico per capire quale potrebbe essere lo scenario nel breve periodo.

 

Cosa ne emerge? Le stime, viene spiegato, fanno ipotizzare per l’energia elettrica un aumento del costo della materia prima che varia, a seconda della tipologia delle aziende, dal 7% al 9% rispetto a gennaio, e del 21-24% rispetto a febbraio. In fattura, tenendo conto di tutte le voci si stima per le aziende più strutturate un aumento finale dal 2% al 3% di marzo su gennaio e dal 7% all’11% di marzo su di febbraio. Per quanto riguarda invece il gas, si stima un aumento del costo dell’intera fattura di marzo, al netto dell’iva, che potrebbe variare dal 12% al 16% in più rispetto a gennaio e dal 18% al 20% su febbraio.

 

“Si tratta di previsioni che si basano su stime – sottolinea Scarzanella – e che quindi potrebbero modificarsi anche di molto: dipende all’andamento e dalla durata del conflitto. E se ci si chiedono previsioni a medio termine, sono oggettivamente impossibili".

 

L'INVITO AGLI ARTIGIANI A NON ESSERE IMPULSIVI

 

La presidente di Confartigianato Imprese Belluno Claudia Scarzanella lancia poi un invito agli artigiani ad attendere le evoluzioni della situazione, prima di prendere qualsiasi decisione impulsiva.

 

“L’invito che rivolgiamo – spiega – è a non prendere decisioni impulsive, a consultare il nostro Sportello energia, e ad attendere l’evolversi della situazione nelle prossime settimane, ma anche a mantenere alta l’attenzione nei confronti di eventuali broker che si avvicinino promettendo soluzioni che nessuno può offrire se non loro: la loro linea è quella di spaventare a priori le persone su scenari possibili che invero nessuno può sapere".

 

Ad essere infine sottolineato è come sia "evidente" che in situazioni come questa le aziende dipendano da eventi esterni. "Per questo diventa sempre più importante soprattutto per il lungo periodo – conclude – puntare sull’autoproduzione e autoconsumo di energia con installazione di impianti fotovoltaici. Un percorso che Confartigianato sostiene con consulenze dedicate e con la possibilità di aderire ad A-Certa, la comunità energetica rinnovabile promossa dalla nostra Associazione”.

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