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Una “Z” sul ponte costruito dagli Alpini in Russia: “Combattono con i nazisti ucraini”. Frizzi: “Follia collettiva, negli anni si era costruito un grande rapporto d'amicizia”

Una 'Z' bianca sul Ponte dell'Amicizia, costruito dai volontari dell'Associazione nazionale degli Alpini a Nikolajewka, e la richiesta di rimuovere il monumento in ricordo di tutti i caduti in Russia nella Seconda Guerra Mondiale, il presidente della sezione di Trento dell'Ana Paolo Frizzi: "Negli ultimi decenni si era costruito un grande rapporto di amicizia, anche grazie al lavoro del reduce roveretano Guido Vettorazzo nel Don. Voglio credere che non tutta la popolazione ragioni così"

Di Filippo Schwachtje - 06 aprile 2022 - 12:46

TRENTO. “Diciamo che un fatto del genere purtroppo non stupisce: la follia collettiva sta evidentemente dilagando. Spiace moltissimo perché soprattutto con la popolazione di Nikolajewka fin dagli anni '70 si era costruito un ottimo rapporto di amicizia e collaborazione”. Sono queste le parole con cui il presidente della sezione trentina dell'Associazione nazionale degli Alpini Paolo Frizzi esprime la propria amarezza per quanto successo negli scorsi giorni in Russia, dove a Nikolajewka sul Ponte dell'Amicizia (costruito dall'Ana nel 2018) è apparsa una 'Z' mentre a Rossosch è stata criticata la presenza di un monumento che ricorda tutti i caduti in Russia nella Seconda Guerra Mondiale.

 

Secondo quanto riportato dall'Ana, in alcune pagine web russe sarebbero infatti apparse in questi giorni polemiche e prese di posizione, che criticano la presenza dei due simboli, associandoli alla guerra in atto nella vicinissima Ucraina. “Il sito in questione – scrive l'Ana – accusa le autorità locali di non prendere provvedimenti contro quelli che definisce simboli degli alpini 'fascisti', affermando che alcuni di questi starebbero combattendo a fianco dei 'nazisti ucraini' e chiede che il monumento di Rossosch venga rimosso”. In realtà, come spiega l'Associazione, sul piccolo monumento sono stilizzati “sia il cappello alpino sia la stella russa simbolo dell'Armata Rossa” e la targa presente al di sotto ricorda: “Da un tragico passato un presente di amicizia per un futuro di fraterna collaborazione”.

 

A Nikolajewka invece, sul Ponte dell'Amicizia è apparsa la ormai tristemente celebreZbianca, il cui scopo secondo l'Ana sarebbe di “denazificare la struttura”, sulla quale sono comparsi anche dei pezzi di cartone nero per coprire i cappelli e le penne delle figure presenti. “Il delirio collettivo porta anche a situazioni di questo tipo – continua Frizzi – voglio però credere che non tutti i cittadini di quella zona la pensino in questo modo, che chi ha avuto modo di vedere il lavoro degli Alpini in quell'area negli ultimi decenni ricordi la grande collaborazione, l'amicizia”. A Rossosch per esempio, scrive l'Ana: "Il cippo che ricorda i caduti della Guerra, sorge in un giardino di fronte all'Asilo Sorriso, una scuola materna per 180 bambini che proprio dai volontari dell'Ana è stata costruita nel 1992 e donata alla città, così come il ponte di Nikolajewka, in segno di fratellanza e riconciliazione con la popolazione di quelle terre". 

 

Un processo che, racconta Frizzi, nel corso degli anni ha visto come grande protagonista proprio un trentino, il reduce roveretano Guido Vettorazzo: “Aveva combattuto proprio nel Don e si è sempre dedicato con impegno, costanza e dedizione al recupero dei rapporti di collaborazione e amicizia con la popolazione. E' scomparso qualche anno fa, nel giugno del 2019: nel vedere atti del genere tutti sentiamo un grande dispiacere, ma per lui in particolare l'amarezza sarebbe stata enorme. Come detto, voglio credere che nemmeno una guerra possa fare del tutto strame di decenni di amicizia, ma probabilmente in questo contesto è visto più favorevolmente chi pratica attività divisive rispetto a chi lavora per la riconciliazione”.

 

“L'Associazione nazionale degli Alpini – si legge in una nota dell'Ana - per voce del suo presidente Sebastiano Favero respinge con fermezza la definizione di fascisti che in quelle pagine è indirizzata alle penne nere e smentisce inoltre qualunque coinvolgimento in operazioni belliche, altro sospetto adombrato sul web e ricorda la sempre dimostrata volontà di pace e di solidarietà, che anche in queste settimane sta esercitando a favore delle popolazioni colpite dalla guerra”.

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