Trump minaccia nuovi dazi nella "guerra dell'acqua" con il Messico (dove la siccità, però, continua a colpire duramente): "Lottiamo per gli agricoltori del Texas"
Parla di nuove tariffe o di sanzioni il presidente americano, Donald Trump, per spingere il Messico a "dare al Texas l'acqua che gli deve" secondo un trattato del 1944: da parte loro, le autorità messicane continuano a fare riferimento a una storica siccità acuita dalla crisi climatica per giustificare la difficoltà nel mantenere gli impegni. Di "guerra dell'acqua", però, non si parla solo tra Stati Uniti e Messico (e anche il Trentino ne sa qualcosa)

WASHINGTON. Nella continua guerra commerciale che la nuova amministrazione Trump ha innescato nelle ultime settimane, il tycoon si dice pronto ad aprire un nuovo fronte con il Messico, uno dei maggiori partner degli Stati Uniti dal punto di vista economico, per una disputa sulle riserve idriche al confine tra i due Paesi. L'annuncio di Trump è arrivato sui social e fa riferimento a una problematica da tempo al centro di discussioni tra Stati Uniti e Messico, coinvolgendo direttamente tra l'altro una fetta d'elettorato cara al presidente americano come gli agricoltori texani. Ma procediamo con ordine.
Il motivo della disputa è da ricercare in un trattato (risalente al 1944) che regola la distribuzione delle acque di tre fiumi che scorrono al confine tra Stati Uniti e Messico: il Rio Grande, il Colorado e il Tijuana. Secondo l'accordo, riporta Reuters, ogni cinque anni il Messico è tenuto a inviare agli Stati Uniti 1.75 milioni di piedi-acri d'acqua (si parla di quasi 2.16 miliardi di metri cubi) dal Rio Grande, attraverso una rete interconnessa di dighe e serbatoi idrici. A loro volta gli Stati Uniti devono inviare ogni anno al Messico 1.5 milioni di piedi-acri dal fiume Colorado.
Se però l'accordo, sul fronte americano, viene rispettato, a pochi mesi dalla chiusura del ciclo quinquennale (che scadrà in ottobre), il Messico ha inviato meno del 30% dell'acqua richiesta: “Il Messico – ha scritto Trump su TruthSocial – deve al Texas 1,3 milioni di piedi-acri di acqua secondo il trattato del 1944, purtroppo il Messico sta violando l'obbligo”. Una situazione, dice Trump, che sta danneggiando gli agricoltori del Texas meridionale: “Mi assicurerò – ha scritto – che il Messico non violi i nostri trattati e non danneggi i nostri agricoltori texani. Il mio segretario all'agricoltura, Brooke Rollins, sta lottando per gli agricoltori del Texas e l'escalation sul fronte delle conseguenze continuerà, inclusi dazi e forse addirittura sanzioni finché il Messico non onorerà il trattato e darà al Texas l'acqua che gli deve”.
Nel suo post il presidente americano ha fatto riferimento anche alla decisione, adottata lo scorso mese, di rifiutare (per la prima volta) la richiesta di acqua, non legata al trattato, da parte del Messico per la città di Tijuana. Da parte sua la presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha replicato sottolineando come nella giornata di ieri sia stata inviata al sottosegretario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti una “proposta complessiva” per affrontare la questione dell'invio dell'acqua in Texas nell'ambito del trattato del 1944, che include azioni a breve termine. Sono stati tre anni di siccità e, nella misura della disponibilità di acqua, il Messico ha continuato a rispettare gli impegni. Sono sicura – ha concluso – che, come in altri casi, si arriverà a un accordo”.
La questione si trascina però da diversi anni: come riporta il New York Times, nel 2020 contadini e agricoltori messicani si erano addirittura organizzati, armati di mazze, rocce e scudi fatti in casa di assaltare la diga di La Boquilla (il cui bacino rappresenta una delle risorse d'acqua più importanti dello stato di Chihuahua), bloccando il trasferimento di acqua verso il Texas per circa un mese. Tra gli elementi che rendono difficile per il Messico rispettare i dettami del trattato ci sono sicuramente una scarsità di infrastrutture e l'aumento della richiesta di risorse idriche da parte della popolazione (secondo Trading Economics, giusto per fornire un dato, la popolazione messicana è passata da 38,7 milioni di persone nel 1960 a 128,5 milioni nel 2023), ma ad esacerbare il tutto è proprio la situazione di siccità, alimentata dagli effetti della crisi climatica, denunciata dalla presidente Sheinbaum.
E proprio guardando al progressivo aumento delle temperature e al perdurare dei periodi siccitosi, la 'guerra dell'acqua' tra Stati Uniti e Messico non sembra destinata a risolversi rapidamente. D'altronde, in epoca di crisi climatica le riserve idriche stanno diventando via via più strategiche in ogni parte del mondo: è delle scorse settimane, per esempio, la notizia delle accese discussioni tra Cina e India innescate dalla proposta cinese di costruire un'enorme diga (sarebbe, riportano diverse fonti, la più grande del mondo) nel Tibet, lungo il corso del fiume Yarlung Tsangpo, che poi scorre a Sud lungo le pianure indiane. Tornando indietro di qualche anno, la diga costruita in Etiopia sul Nilo Azzurro aveva provocato forti reazioni da parte dell'Egitto e del Sudan, che avevano denunciato rischi per le loro risorse idriche.
Venendo al locale, una 'guerra dell'acqua' (di dimensioni, ovviamente, ben più contenute) ha visto opporsi nel 2022 Veneto e Trentino Alto Adige: per salvaguardare l'agricoltura veneta, in fortissima sofferenza per la perdurante siccità che ha interessato buona parte del Paese, da Venezia era arrivata infatti la richiesta di aprire gli invasi montani per garantire un maggior afflusso di acqua, a discapito però della capacità di produzione di energia idroelettrica garantita dai bacini stessi (Qui Articolo).












