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| 18 ago 2021 | 21:12

I rifugisti: ''Estate ok, ma si lavora in perdita. Green pass? Nessun problema. Se turista ne è sprovvisto e in difficoltà però troppa responsabilità nel chiudere la porta''

Ezio Alimonta, presidente dell'associazione Rifugi del Trentino: "Cerchiamo di far applicare le regole e le seguiamo come tutti. In questi giorni non ci sono state grosse difficoltà per controllare il Green pass, però non ci sono arrivate risposte da Roma per quanto riguarda le situazioni di emergenza e urgenza"

TRENTO. "C'è movimento, anche se si lavora comunque un po' in perdita per la capienza ridotta dei posti letto". Queste le parole di Ezio Alimonta, presidente dell'associazione Rifugi del Trentino. "Cerchiamo di far applicare le regole e le seguiamo come tutti. In questi giorni non ci sono state grosse difficoltà per controllare il Green pass, però non ci sono arrivate risposte per quanto riguarda le situazioni di emergenza e urgenza".

 

Attualmente il pernottamento nelle camere è consentito a tutti gli ospiti in possesso di Green pass, il rifugio può arrivare al massimo di 2/3 dei posti letto occupati e la distanza di due metri tra le persone. Se invece non tutti hanno la certificazione verde la stessa distanza si calcola tra i letti.

 

Una criticità è legata all'escursionista senza Green pass o un risultato negativo al tampone che dovesse essere sorpreso da un temporale o si dovesse infortunare proprio in prossimità di un rifugio. Già il presidente del Cai Veneto e il numero uno dei rifugisti trentini avevano evidenziato a Il Dolomiti questa criticità: "La certificazione verde è utile ma servono delle deroghe per i turisti in difficoltà" (Qui articolo - qui articolo)

 

"Si devono valutare le circostanze e se un escursionista si presenta la sera e in difficoltà - ribadisce Alimonta - noi non possiamo mandare via nessuno. La responsabilità sarebbe troppo alta nel chiudere la porta in faccia a qualcuno. Un gestore non può lasciare fuori dal rifugio una persona dolorante o infreddolita solo perché senza certificazione. Abbiamo chiesto delle deroghe ma non sono ancora arrivate risposte da Roma".

 

Il bilancio dell'estate 2020 non è stato così drammatico come ci si sarebbe potuti aspettare. Nonostante un calo dei turisti stranieri superiore all'80% e le difficoltà generate dalle misure di sicurezza per contrastare Covid, i rifugisti avevano retto il colpo, un comparto sostenuto dall'aumento della clientela italiana. Un problema è stata la perdita dei mesi di attività, del calo di pernottamenti e la necessità di ridurre il numero dei dipendenti.

 

E questa stagione sembra confermare, se non migliorare, il trend di 12 mesi fa. L'andamento appare, infatti, migliore in questo 2021 anche se partito in modo rallentato anche a causa del meteo. In particolare in questo periodo di Ferragosto le montagne trentine sono state prese d'assalt.

 

E se la ripresa del turismo rappresenta un buon segnale per il territorio, questo afflusso e la facilità di arrivare in quota con gli impianti comporta anche la presenza di un maggior numero di escursionisti spesso impreparati, come segnalato anche dal soccorso alpino che da giugno ha già portato a termine oltre 450 interventi. I soccorritori hanno lanciato l'appello: "Seguire le regole base prima di intraprendere un'escursione: prepararsi bene sul percorso e cercare di rispettare i tempi, informarsi sulle difficoltà e indossare un abbigliamento adatto. Non dimenticare mai di controllare scrupolosamente le previsioni meteo perché in montagna il tempo cambia molto velocemente" (Qui articolo).

 

Ma naturalmente qualche imprevisto può capitare, anche nelle ore serali. "I rifugi rappresentano un presidio del territorio, svolgiamo la manutenzione degli spazi di competenza, compreso alcune parti dei sentieri. Siamo tra i primi a intervenire in caso di necessità. E non possiamo naturalmente aspettare di verificare la presenza del Green pass in urgenza", conclude Alimonta. 

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