Bocciata la candidatura Unesco del Santuario di San Romedio: ''Il percorso prosegue con nuova proposta di levatura storica e artistica di livello mondiale''
Il progetto di candidatura del Santuario di San Romedio per l’iscrizione nel Patrimonio mondiale Unesco si è fermato. Il vice presidente della Pat, Mario Tonina: "Non pensiamo solo al Monte Baldo. Il percorso di riconoscimento è complesso ma ripresenteremo una proposta migliorativa: non demordiamo"

TRENTO. La candidatura per iscrivere il Santuario di San Romedio nel Patrimonio mondiale Unesco ha subito una battuta d'arresto ma la Provincia è intenzionata a proseguire con il progetto.
"E' un percorso impegnativo, complesso e non scontato", commenta l'assessore Mario Tonina. "Ma l'amministrazione provinciale segue con uguale attenzione tutte le istanze promosse dal territorio: il Trentino è un unicum di bellezza e l'impegno profuso è identico per ogni singolo ambito". E il vice presidente della Pat non vuole sentire parlare che piazza Dante sia esclusivamente concentrata in questa fase alla candidatura del Monte Baldo.
Il semaforo rosso ricevuto dall'ufficio Unesco del ministero della cultura è stato comunicato ai sindaci di Predaia, Romeno e Sanzeno, oltre che al priore del Santuario di San Romedio, padre Giorgio Silvestri. "A Roma - aggiunge Tonina - è stato evidenziato come ogni Stato membro possa presentare una sola candidatura all'anno, di tipo culturale o naturale; la conseguenza è la necessità di una valutazione sempre più stringente e severa che richiede di unire l'eccezionale valore universale al carattere di novità, cioè di tassello mancante nella Lista del Patrimonio mondiale, come richiesto dalle Linee guida".
La candidatura si è così fermata. "Ma questo non esclude di proseguire nel percorso. Spetta, infatti, alla Provincia riformulare la proposta, che non può essere limitata al complesso religioso, in quanto tipologia già rappresentata nella Lista del Patrimonio mondiale, ma dovrà essere ampliata al contesto di riferimento e al paesaggio culturale, un percorso che l'amministrazione provinciale intende affrontare coinvolgendo tutti i soggetti di riferimento del territorio".
La proposta di candidatura del Santuario di San Romedio per l’iscrizione nel Patrimonio mondiale Unesco, avviata sulla base di una mozione a prima firma Paola Demagri (Patt) del Consiglio provinciale del novembre 2020, ha seguito gli approfondimenti finalizzati alla richiesta di iscrizione nella Lista propositiva dello Stato italiano.
La richiesta di inserimento del Santuario, secondo una proposta che comprende il complesso religioso e la relativa forra, è stata presentata all’inizio di quest’anno alla Commissione Nazionale italiana per l’Unesco, evidenziando come questa soddisfi diversi criteri (“Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana”; “Essere un eccezionale esempio di insediamento umano tradizionale, uso del suolo che è rappresentativo di una cultura, o interazione umana con l’ambiente soprattutto da quando è diventato vulnerabile sotto l’impatto di cambiamenti irreversibili”; “Essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale eccezionale").
Per ora, però, tutto si è fermato. "Il requisito di una sola candidatura - evidenzia Tonina - riduce il margine di possibilità che le proposte possano realmente rappresentare aspetti ancora mancanti rispetto a quanto contenuto nell'elenco del Patrimonio mondiale per illustrare la storia della umanità. Nel merito della proposta di candidatura del santuario di San Romedio, stante il fatto che il fenomeno dell’architettura religiosa isolata anche in ambiente montano sembra già fortemente rappresentato nella Lista, una nuova proposta dovrà assicurare una levatura storica e artistica a livello mondiale, ponendosi come elemento irrinunciabile per la comprensione della storia dell’Umanità".
L'intenzione di piazza Dante è quella comunque di proseguire nel tentativo. "La Provincia sta acquisendo tutti gli elementi, anche mediante il confronto con le amministrazioni territoriali, per una riformulazione della proposta e provvederà a relazionare alla competente Commissione. C'è stato un lavoro importante, questo percorso non semplice ma non demordiamo: vogliamo competere con umiltà, tenacia e perseveranza", conclude Tonina.

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