I Libri di Vetta tornano su 20 cime delle Pale di San Martino e del Lagorai: una tradizione forte e consolidata avviata nel 1878
L'inaugurazione simbolica del progetto si è tenuta sabato 23 luglio su Cima Corona. Questi manufatti sono particolarmente legati alle Pale, visto che il primo libro di vetta di tutte le Dolomiti venne posto proprio sulla Pala di San Martino nel lontano 1878, agli albori dell’epoca d’oro dell’alpinismo dolomitico

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. Il progetto Libri in vetta riposiziona le pubblicazione su 20 delle principali cime del territorio (18 sul gruppo delle Pale di San Martino e 2 sulla catena del Lagorai). Un'iniziativa elaborata dalla sezione Sat di Primiero in collaborazione con Apt e con il gruppo Aquile - Guide Alpine di San Martino di Castrozza e Primiero.
L'inaugurazione simbolica del progetto si è tenuta sabato 23 luglio su Cima Corona. Questi manufatti sono particolarmente legati alle Pale, visto che il primo libro di vetta di tutte le Dolomiti venne posto proprio sulla Pala di San Martino nel lontano 1878, agli albori dell’epoca d’oro dell’alpinismo dolomitico. Una tradizione quella dei libri di vetta diventata col tempo molto forte e consolidata, ma che nell’ultimo decennio ha patito lo sviluppo tecnologico e la diffusione di smartphone e macchine fotografiche, che hanno progressivamente sostituito con selfie e scatti fotografici le testimonianze scritte presenti sui libri di vetta.
"Riconosce il grande valore simbolico - spiega il presidente Antonio Stompanato, presidente dell'Azienda per il turismo San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi - che questi libri hanno avuto e hanno per il nostro territorio nello sviluppo dell’alpinismo anche declinato in chiave turistica”, l'Apt si è occupata della realizzazione dei contenitori metallici dei libri, mentre alle Guide Alpine Aquile di San Martino toccherà il compito più faticoso, ma anche più bello e appagante di tutti, quello di posizionare questi libri e i loro involucri metallici sulle venti cime individuate. Sulla base di questa unione di intenti è stato trovato l’accordo con la Sat centrale di Trento che ha fornito i nuovi libri di vetta e in futuro si occuperà dell’archiviazione e catalogazione di quelli esauriti.
E proprio per non perdere questa secolare tradizione, tesoro di esperienze e riflessioni intime ma anche di piccole o grandi soddisfazioni condivise, che la locale sezione Sat di Primiero ha elaborato un progetto per riposizionare su 20 delle principali cime del territorio (18 sul gruppo delle Pale di San Martino e 2 sulla catena del Lagorai) dei nuovi libri di vetta. Un’iniziativa che è stata condivisa e subito sposata con entusiasmo anche da Apt San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi, e le Guide Alpine Aquile di San Martino di Castrozza e Primiero, soggetti importanti per la realizzazione fattiva del progetto.
"I libri di vetta accompagnano e testimoniamo la storia del tempo che scorre. Probabilmente - così Anna Facchini, presidente Sat - nati per l’esigenza o il desiderio di lasciare traccia scritta del proprio passaggio, rivendicare il raggiungimento di una cima, sono diventati una consuetudine. Il bello, per noi che rileggiamo, è scoprire persone, commenti, disegni, magari anche emozioni. Riprendere, oggi, questa iniziativa è un modo per tracciare il nostro cammino e il nostro arrivo, significa fare un passaggio di consegne a chi verrà dopo di noi e ripeterà la stessa vetta, ripercorrerà gli stessi sentieri. Trovare un libro di vetta, che ha un suo raccoglitore, testimonia l’impegno e la cura, e predispone anche a chi lo prende in mano all’attenzione. La Sat da sempre parla di montagna a passo lento, di turismo a passo lento, di frequentazione a passo lento. Il libro di vetta può essere un aiuto a fermarsi un attimo di più e anche solo scrivere con la matita, perché la penna dura quel che dura mentre la matita scrive per sempre, dà un peso tutto particolare al raggiungimento della cima".
Per suggellare questa bella sinergia sabato 23 luglio si è tenuta una simbolica inaugurazione su Cima Corona (2768 mt), nel gruppo delle Pale di San Martino. Alla giornata, oltre ai rappresentanti della Sat centrale, con la presidente Anna Facchini, del presidente della sezione Sat di Primiero Silvano Doff Sotta, del presidente di Apt e delle Guide Alpine Aquile di San Martino con il presidente Mariano Lott, ha preso parte anche il Coro Sass Maor, storico coro di voci di montagna della valle di Primiero. Un gruppo di oltre 40 persone che in mattinata è salito fin sull’Altopiano delle Pale con gli impianti Colverde-Rosetta e da qui si è spostato compatto verso Cima Corona, arrivando in cima dopo un’oretta di camminata. Sul posto, in uno scenario da cui si dominava l’intera catena delle Pale e in modo particolare la Pala di San Martino, sono stati posizionati il libro di vetta e la sua custodia metallica, mentre il Coro Sass Maor rendeva indimenticabile il momento con alcuni dei suoi canti più celebri. La giornata è poi proseguita con un piacevole rinfresco al Rifugio Rosetta, dove i protagonisti hanno parlato in questi termini dell’iniziativa.
A ripercorrere la genesi dell’iniziativa Silvano Doff Sotta, presidente Sat sezione Primiero: “Sulle cime i libri di vetta nel tempo sono venuti a mancare, soprattutto a causa delle intemperie. C’era quindi la necessità di rimetterli pensando anche a un contenitore che li proteggesse dal maltempo e dall’usura. Da qui è nato questo progetto che abbiamo fortemente voluto insieme alle Guide Alpine. Grazie al contributo dell’Apt San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi, all’entusiasmo e al lavoro di tutti è stata creata ad hoc questa scatola in acciaio. All’inizio avevamo pensato a una protezione di plastica, poi abbiamo optato per questa soluzione. Le scatole, contenenti il libro di vetta, saranno posizionate sulle principali cime del territorio, non vicino alle croci per evitare che vengano colpite dai fulmini, ma neanche sotto a un mucchio di sassi per facilitare il loro ritrovamento e saranno a disposizione di tutti”.
Dello stesso avviso anche il presidente delle Aquile di San Martino Mariano Lott: “I libri di vetta sono una tradizione che ormai da tempo fanno parte della cultura della montagna e delle Dolomiti in particolare. Come presidente delle Aquile di San Martino sono davvero felice che si sia portata avanti questa iniziativa che permetterà di installare su venti delle nostre cime più rappresentative i libri di vetta e gli appositi contenitori metallici, delle vere e proprie opere d’arte in acciaio, rinforzate e costruite in maniera da durare a lungo e proteggere al meglio i libri lì conservati. Credo che in una fase storica caratterizzata dalla velocità e fugacità dei social tornare a trascrivere i propri pensieri più intimi perché possano essere letti e condivisi da altre persone rappresenta un modo romantico di tornare all’essenza della montagna”.
A chiusura del cerchio di una giornata molto significativa è intervenuto anche Riccardo Nami, presidente del Coro Sass Maor: “Come Coro Sass Maor abbiamo partecipato con grande gioia a questa giornata di celebrazioni. L’iniziativa dei libri di vetta ha grandi affinità con il nostro progetto “Musica e Montagna” per l’attenzione che viene data alla montagna e alle sue tradizioni. Credo che l’emozione suscitata da un nostro canto possa essere la stessa, anche se manifestata in maniera diversa, di quella trascritta con un pensiero intimo su un libro di vetta”.












