Il rifugio proietta la sagoma dello squalo che è suo sponsor sulle Cinque Torri (VIDEO) ed è polemica, il gestore: "Commenti inutili di leoni da tastiera"
L'immagine di uno squalo proiettato sulle Cinque Torri ha fatto discutere molto negli ultimi giorni. A dire la propria è ora Guido Lorenzi, gestore del rifugio Scoiattoli, struttura sponsorizzata dal marchio Paul&Shark: "Abbiamo avviato vari progetti insieme, alcuni dei quali non andati a buon fine, come nel caso dello squalo, proiettato per soli 5 minuti creando tuttavia una polemica assurda e inutile"

CORTINA D'AMPEZZO. L'immagine di uno squalo proiettato sulle Cinque Torri ha fatto discutere molto negli ultimi giorni. A dire la propria è ora Guido Lorenzi, gestore del rifugio Scoiattoli, struttura sponsorizzata dal marchio Paul&Shark: "Abbiamo avviato vari progetti insieme – fa sapere, intervistato da Il Dolomiti -. Molte le cose belle realizzate ma non è mancata anche qualche iniziativa che, come nel caso del (discussissimo) squalo, non è andata a buon fine".
Terrazza spettacolare sulle Dolomiti, il rifugio Scoiattoli venne costruito dalla guida alpina Lorenzo Lorenzi nel 1969, e da allora è gestito dalla stessa famiglia. Da anni nelle mani di Guido Lorenzi, la struttura a 2.255 metri di quota organizza ogni anno una festa durante la quale viene proiettata una luce bianca e colorata sulle pareti delle 5 Torri per offrire un'esperienza "diversa e scenografica". Iniziativa che richiede qualche passaggio burocratico al Comune.
Il 7 dicembre scorso, una luce 'diversa' è improvvisamente apparsa sulla Torre Grande, la più alta delle 5, stupendo molti (e facendo nascere nel giro di breve una grandissima polemica): "Si tratta di un'idea parte di un progetto con il brand che da quest'anno sponsorizza la nostra struttura: Paul&Shark. Abbiamo pensato insieme di proiettare l'immagine di uno squalo, cosa che abbiamo fatto come prova negli scorsi giorni e per soli 5 minuti". Una prova che non ha convinto Lorenzi e nemmeno i referenti del brand ben noto a Cortina, che ha condotto alla scelta di accantonare l'iniziativa.
"Capita a tutti di provare, no? - fa notare il rifugista, che aggiunge -. Se avessimo voluto proiettare la sagoma dello squalo per un tempo più lungo avremmo dovuto chiedere i permessi, cosa che non abbiamo fatto perché, torno a ripetere, si è trattato di un tentativo che non ha convinto nessuno di noi". Cinque in totale i minuti durante i quali il discussissimo squalo è rimasto visibile, tempo che è bastato per incendiare gli animi "di diversi leoni da tastiera - conclude Lorenzi dispiaciuto -. L'unica cosa che posso dire è che, per me, si è trattato di una polemica inutile e assurda".











