"Usano i tavoli del rifugio per mangiare panini portati da casa", il gestore del Garibaldi: "Per noi l'ospitalità è anche questo"
Il gestore del Garibaldi all'Adamello: "Abbiamo una dozzina di tavoli esterni a disposizione di tutti, anche per consumare viveri propri: per noi il rifugio è anche questo"

BRESCIA. C'è un luogo in val Camonica, sul gruppo dell'Adamello, dove il cellulare non prende e non resta quindi che affidarsi a un telefono fisso dai connotati indubbiamente vintage, ma ancora perfettamente funzionante (QUI ARTICOLO). Là, in testa a tutte, vige una 'regola': quella dell'accoglienza, mettendo ad esempio a disposizione i tavoli del rifugio anche per chi il panino se lo porta da casa: "Non voglio generalizzare troppo - anticipa Odoardo Ravizza, gestore del Garibaldi all'Adamello da ben 22 anni -. Noi lo spazio ce lo abbiamo. Vedere le panche occupate dagli alpinisti fa sempre piacere".
Qualche giorno fa, alcuni escursionisti approdati in zona hanno mangiato il proprio pranzo al sacco seduti sulle rocce che cingono la struttura che sorge a quota 2.250 metri, per poi scoprire che si sarebbero potuti sedere comodamente anche sulle panche del rifugio: "Abbiamo una dozzina di tavoli esterni a disposizione di tutti, anche per consumare viveri propri - spiega infatti il gestore -. In caso di maltempo, mettiamo a disposizione anche quelli all'interno. Abbiamo posto e lo possiamo fare ma fa anche un po' parte della nostra filosofia: sono cose come questa a rendere tali i rifugi".
"Ogni rifugio è a sé, con spazi e possibilità differenti - ribadisce Ravizza - Qui ci si arriva dopo 3 ore di cammino e questo significa che c'è una 'selezione' di partenza. Il nostro problema più importante sta nel fatto che la maggior parte delle persone non prenota e quindi non sappiamo mai quanto cibo preparare o quanti tavoli serviranno ma dall'altra questo significa anche che chi arriva da noi è disposto ad aspettare".
Ciò che conta davvero, vogliano gli escursionisti pranzare in rifugio o meno, "è accogliere tutti: oltre alla bellezza del vedere persone fuori e dentro la struttura c'è anche da tenere conto del fatto che, magari, chi si mangia il panino da casa sul tavolo della struttura poi magari chiede il caffè - conclude il rifugista -. L'appello a escursionisti e alpinisti da parte nostra è solo uno: utilizzare panche e tavoli con buon senso, che significa non scambiarli per sdraio per prendere il sole".


















