"Mi sono tolto 80 zecche di dosso mentre il mio cane ne aveva oltre 50", il racconto di un escursionista: "Chi va nei boschi pensi alla prevenzione"
"Mi sono tolto 80 zecche di dosso mentre il mio cane ne aveva oltre 50". È il racconto di un escursionista che, di casa nei boschi del Bellunese, racconta la propria esperienza: "La nostra è una zona infestata. Chi va a camminare, soprattutto nelle zone più 'selvagge' e meno battute, pensi a prevenire: non solo indossando indumenti lunghi e chiari ma anche vaccinandosi"

BELLUNO. "Ritrovarsi i vestiti coperti di zecche è diventata la normalità: la nostra è una zona infestata". Non usa mezzi termini nel descrivere la situazione nel Bellunese un escursionista che, di recente, durante due passeggiate nel verde si è ritrovato addosso prima 80 e poi ancora 40 zecche, "delle quali fortunatamente soltanto un paio attaccate al corpo".
"Abito a ridosso del bosco e vado a camminare con il cane tutti i giorni - spiega, intervistato da Il Dolomiti -. La zona 'bassa' del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, fino a quota 1.500 (e più precisamente nelle zone più 'selvagge' e meno battute), è piena di zecche: ormai le si trova non soltanto con l'arrivo del caldo ma anche in inverno, visto che le temperature non scendono più in maniera esagerata". Così questi (fastidiosi) artropodi rimangono attivi per (quasi) tutto l'anno.
"Per prevenire pericolose malattie mi sono vaccinato già da qualche tempo ed è ciò che invito tutti a fare - tiene a sottolineare -. Pensare di andare nei boschi e di tornare a casa senza nemmeno una zecca addosso, almeno per quanto riguarda il Bellunese, è davvero ingenuo".
Come riferisce l'uomo, "quando torno a casa a volte passo giorni a togliere zecche da scarpe e vestiti, cosa che faccio già durante l'escursione - prosegue nel racconto -. Indosso sempre vestiti e pantaloni chiari per vederle al meglio, anche se qualcuna scappa sempre: il record l'ho registrato negli scorsi mesi, quando ho contato su di me un'80ina di zecche, mentre sul mio cane, dopo la 50esima, ho smesso di contare".
Situazione analoga è capitata anche negli scorsi giorni, "quando ho fatto una passeggiata sui Monti del Sole, desideroso di vedere una casera che non raggiungevo da tempo: mi sono tolto 40 artropodi di dosso fra andata e ritorno e un paio dal corpo: appoggiando le mani sull'erba per aggrapparmi nei punti più ripidi del sentiero, un paio di zecche mi sono rimaste attaccate sulla pelle".
Vista la situazione, risulta quindi fondamentale prevenire, vaccinandosi contro la Tbe (encefalite virale da zecca): "Se attaccate, è necessario rimuoverle meccanicamente entro 12 ore per ridurre il rischio di trasmissione di malattie molto gravi. E' bene inoltre non usare liquidi o sostanze oleose per staccarle perché le zecche potrebbero rigurgitare il contenuto e trasmettere patogeni", ci spiegava qualche giorno fa un'esperta (QUI I DETTAGLI).
"È necessario controllare nei giorni successivi l'eventuale comparsa di eritemi rossi con centro chiaro o sintomi febbrili che potrebbero indicare la malattia di Lyme (patologia molto pericolosa per l'essere umano): in tal caso, bisogna tempestivamente rivolgersi al medico".
Allo stesso modo, è bene proteggere i propri amici a 4 zampe: per farlo, esistono diversi antiparassitari reperibili nei negozi specializzati. I cani, in particolare, vanno regolarmente ispezionati, soprattutto dopo essere stati in ambienti a rischio: se si trova una zecca è necessario rimuoverla (con cura) con una pinzetta.














