Contenuto sponsorizzato
Belluno
24 dicembre | 15:27

Col Visentin, una raccolta firme per sistemare il sacrario e il faro. “Un sito molto frequentato. Se vogliamo riqualificare il Nevegal, bisogna ripartire dal territorio”

L’associazione Nevegallika lancia una raccolta firme per la messa in sicurezza e la sistemazione del sacrario e del faro in cima al Col Visentin. Il Dolomiti ha intervistato il presidente Paolo Garaboni, che spiega perché il recupero del sito è importante per il rilancio del Nevegal

BELLUNO. "La montagna deve essere conosciuta camminando e percorsa nella sua storia, e noi qui di storia ne abbiamo. Purtroppo sembra che il bellunese non creda più nel Nevegal: noi invece siamo qui per cercare di fare quello che gli altri non fanno". Così Paolo Garaboni annuncia la raccolta firme per salvare il sacrario e il faro che sorgono in cima al Col Visentin.

 

La petizione è promossa da Nevegallika, associazione presieduta da Garaboni e nata con lo scopo di prendersi cura del territorio e promuovere la cultura della montagna. Dal 2023 gestisce e organizza incontri presso Filò, un luogo dove ritrovare il senso di comunità e mantenere viva la memoria del territorio.

"La storia dice che bisogna sempre partire dall’alto - dichiara Garaboni a Il Dolomiti - e il nostro alto è il Visentin, sulla cui cima c’è il rifugio. Accanto ad esso si trovano una cripta, una sorta di cappella dove sono raffigurati i simboli
della chiesa, e un sacrario alla memoria dei Caduti del 5° Reggimento Artiglieria Alpina. Inoltre c’è una torre che regge il faro, funzionante fino a 30 anni fa come segno di un gemellaggio tra gli artiglieri di Belluno e la marina militare".

Oggi però la struttura è inaccessibile e pericolante, nonostante si inserisca in percorsi come l'Alta Via Trevigiana e La Via delle Prealpi. "Il sito ha bisogno di manutenzione e cura. Noi - prosegue Garaboni - abbiamo sistemato il faro quando ci è stato permesso di entrare, ma ora non possiamo più farlo perché l’accesso è vietato per questioni di sicurezza. Grazie a noi è tutto sommato funzionante e l’illuminazione si potrebbe gestire da remoto, ma non possiamo neanche più cambiare la lampadina".

 

Garaboni racconta che l’associazione si batte da quattro anni perché il sito sia sistemato e il faro torni a funzionare, anche come segnale che il territorio vive ancora.

 

"Siamo andati a Bolzano, Padova, abbiamo rincorso tutti gli uffici dove ci hanno indirizzato - aggiunge - ma sembra che nessuno voglia prendersi delle responsabilità. Sono anche venuti in ricognizione tre volte su nostro sollecito, ma al massimo davano indicazioni al gestore del rifugio, che però giustamente deve occuparsi della parte ristorazione. Pare che la proprietà sia demaniale, ma non è chiaro chi gestisce. Parliamo però di qualcosa che appartiene al territorio e alle persone che lo frequentano, ma costrette a restare all’esterno. Non è perciò possibile lasciare una struttura con un tale valore storico abbandonata a se stessa e in pieno degrado ambientale. Se appartenesse a un privato, sono sicuro che lo avrebbero già costretto a intervenire".

 

Obiettivo primario è quindi la messa in sicurezza e l’auspicio è un’apertura al pubblico come luogo di attrattività turistica, vista anche l'enfasi costantemente messa sul rilancio del Nevegal. "Si tratta di piccoli problemi, certo, ma significativi per il territorio. Per questo - afferma Garaboni - voglio portare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica, perché vi transitano molti escursionisti e non si può lasciare che caschi tutto".

 

La raccolta firme partirà dunque a breve, anche con stand fisici in piazza per spiegare la storia del sito e l’importanza del progetto. "Se vogliamo riqualificare il Nevegal - conclude - bisogna ripartire dalle origini. Come associazione ci occupiamo della parte storica e culturale, mentre i giovani faranno qualcosa di diverso, ma tutti lo dobbiamo fare sul territorio. Oggi ci impongono invece di andare a sciare a ogni costo, anche sulla plastica, ma di neve ce n’è sempre meno, perciò bisogna iniziare a capire che si deve puntare su altro".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 27 maggio | 19:10
E' successo lungo la tangenziale sud a Brunico all'altezza della galleria di San Lorenzo. Sulle cause dell'incidente sono in corso le indagini [...]
Cronaca
| 27 maggio | 17:32
L'uomo si trovava con un amico e assieme si stavano lanciato dal Monte Tallone, a 2.669 metri di altitudine in Val Ridanna
Cronaca
| 27 maggio | 16:05
Giovane cervo ucciso con una fucilata a Berbenno, vicino a Sondrio. Spaventato, l’animale si era rifugiato in una piccola corte affacciata [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato