Eva Klotz di nuovo a processo per il manifesto che 'spazzava' via il tricolore
Dopo la condanna di primo grado e l'assoluzione di secondo grado, la Cassazione annulla la sentenza e chiede un nuovo processo. I fatti risalgono al 2010

BOLZANO. Ci vorrà un decennio per stabilire se la scopa che spazza via il tricolore lasciando soltanto il bianco e il rosso della bandiera tirolese è vilipendio oppure legittima libertà di espressione. Eva Klotz e i suoi compagni di partito, denunciati nel 2010, dovranno affrontare un nuovo processo.
Quei manifesti affissi dai Süd-Tiroler Freiheit in tutto il Südtirol. Alla conferenza stampa la pasionaria della secessione si presentò con una scopa di saggina in una mano, nell'altra il cartello con su scritto: "Auf Italien kann Süd-Tirol verzichten".
Quei manifesti, ovviamente, furono portati in tribunale e il primo giudice condannò tutti a un'ammenda da 3 mila euro a testa. Poi venne la sentenza di secondo grado e in appello la sentenza fu annullata: "Libertà di espressione".
Questa pronuncia fece arrabbiare il procuratore capo Guido Rispoli che si disse "sconcertato". La Procura Generale si appellò alla Cassazione che nei giorni scorsi si è espressa annullando la sentenza di assoluzione. Il processo di appello, dunque, è da rifare: "Sono sconcertata", si limita a commentare Eva Klotz.













