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Forza Nuova, anarchici, Centro sociale. Tra solidarietà e condanne si esprime anche la politica

Il consigliere  Borga chiede alla Provincia di risolvere il contratto di uso dello stabile del Centro sociale. Polemica il consigliere Maschio (5 Stelle) e la consigliera di sinistra Romano: "Giustifica la violenza", "No, ma sono contro la concessione di spazi ai fascisti"

Pubblicato il - 24 ottobre 2017 - 12:57

TRENTO. Forse la reazione che ha fatto arrabbiare di più il Centro sociale, dopo i fatti di sabato scorso, è stata quella dell'Anpi, che per bocca del suo presidente Mario Cossali ha sostenuto che “lo scontro fisico non è mai ammissibile”, che “anche alle posizioni provocatrici bisogna rispondere con l'intelletto e non con il corpo”.

 

La risposta, in un comunicato che segue l'udienza di ieri, è al veleno: “Ogni 25 aprile assistiamo alla solita sfilata di chi con arroganza si fa portavoce di un antifascismo di facciata, trattando la questione come mera ricorrenza senza ponte alcuno con la realtà odierna, relegando la Resistenza a un ricordo lontano che non si rivela necessaria nella nostra società”.
 

I militanti del Centro sociale Bruno lo hanno ribadito anche ieri davanti al tribunale: “L'azione contro il gazebo di Forza Nuova è un'azione antifascista”. E lo ribadiscono nel loro comunicato: “Ogni qualvolta che qualsiasi pulsione fascista tenti di guadagnarsi spazio e agibilità nelle nostre città, ci sarà sempre una risposta”.

 

Di fronte alle prese di posizione di chi, anche a sinistra, ha mosso critiche o addirittura condannato il gesto, gli esponenti del Centro sociale sono risoluti: “E' inaccettabile la posizione di chi naviga nel proprio mare di ipocrisia, di chi si riempie le proprie bocche omertose di parole come non violenza e libertà di pensiero, difendendo l'indifendibile, in seguito all'azione di sabato”.

 

“Condannare il lancio di un secchio di vernice quando si è sempre stati silenti di fronte ad aggressioni a studenti, accoltellamenti nel cuore della notte, attacchi incendiari a strutture adibite all'accoglienza, rischiando una vera e propria strage – continua il comunicato – è inammissibile tanto quanto rimanere lassisti nel concedere spazio a chi protetto dallo scudo della libertà di parola lavora ogni giorno per limitare sempre di più la libertà di tutti”.

 

Le condanne, dicevamo, sono arrivate da più parti. Dal sindaco Alessandro Andreatta a Ugo Rossi, che addirittura ha espresso attraverso un tweet il suo pensiero: “Sempre intollerabile la violenza – ha scritto il governatore – anche quando si autodefinisce antifascista”. Condanna e solidarietà alle Forze dell'ordine anche da parte della destra, da Maurizio Fugatti della Lega a Marika Poletti di Fratelli d'Italia.

 

“Anche noi in passato abbiamo subito questo tipo di aggressioni – osserva il segretario della Lega – per questo esprimo la mia solidarietà a Forza Nuova”. Il consigliere stigmatizza anche “il buonismo delle amministrazioni nei confronti di Centri sociali e anarchici”.

 

"Questo genere di azioni dimostrano, laddove ve ne fosse ancora bisogno, l'indole violenta di coloro che vivono il cosiddetto antifascismo come alibi per diffondere odio sociale - ha scritto invece la presidente di FdI -  ovviamente alle spalle degli onesti cittadini e contribuenti"

 

Questa è una città strana – sostiene Claudio Cia di Agire - nella quale pochi soggetti riconducibili a centri sociali e area anarchica, nel nome dell'antifascismo e della libertà (evidentemente la loro) si sentono autorizzati a utilizzare metodi squadristi in nome della propria ideologia, evidentemente così abituati anche da una certa politica che negli anni gli ha assecondati”.

 

Rodolfo Borga di Civica Trentina non si limita alla condanna e alla solidarietà nei confronti del partito di estrema destra e delle Forze dell'ordine: chiede alla Giunta provinciale, attraverso un'interrogazione, di rescindere il contratto di affitto dello stabile in uso al Centro sociale Bruno.

 

Il consigliere chiede “se la Giunta intenda dare disposizioni a Patrimonio del Trentino spa affinché risolva il contratto stipulato con l’Associazione Commons o comunque receda dallo stesso” e se intenda “manifestare al Rettore l’opportunità che l’Università si attivi al fine sgomberare l’aula della Facoltà di Sociologia illegalmente occupata dagli anarchici”. (Anche se non risultano aule occupate dagli anarchici, ma un'aula autogestita che gli studenti utilizzano per le loro riunioni).

 

Ma i fatti di sabato, e i successivi arresti, hanno aperto anche una piccola polemica tra il consigliere Andrea Maschio dei 5 Stelle e la consigliera de L'Altra Trento a Sinistra Antonia Romano. Quest'ultima, sulla sua bacheca di Facebook ha scritto un post solidale con la causa antifascista del Centro sociale.

 

Il fascismo non è un'opinione – ha scritto la consigliera tra le altre cose - è il cancro della nostra società. Piena solidarietà ai compagni che saranno processati per direttissima. Non è questa la giustizia di cui abbiamo bisogno”.

Frase che ha fatto infuriare il consigliere pentastellato che ha diffuso l'immagine del post (che riportiamo sopra) accompagnata da queste parole: “Vergognoso intervento della consigliera che giustifica la violenza per degli ideali”.

 

Ma la consigliera non si scompone: “Io condanno ogni forma di violenza ma allo stesso tempo esprimo il mio sdegno per la concessione di spazi pubblici a movimenti di stampo dichiaratamente fascista come Forza Nuova”.
 

“All'origine degli scontri c'è il pericolo per la coesione sociale determinato dalla concessione di spazi pubblici a questi gruppi di estrema destra. Io sono solidale con il Centro sociale Bruno, e specifico con il Centro sociale Bruno – sottolinea la consigliera – i cui militanti sono stati processati per direttissima come se fossero delinquenti e criminali”.
 

Una solidarietà che si aggiunge al documento sottoscritto da alcuni artisti del panorama locale: "Il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno ai giovani antifascisti arrestati, con la speranza che vi sia la volontà anche giudiziaria di riconoscerne il coraggio e la generosità in luogo della loro presunta pericolosità.".

 

Tra i firmatari i registi Manuel Coser e Soheila Mohebi, Massimo Fontanari dei Rebel Rootz, il cantautore Luciano Forlese, l'artista poliedrico Felix Lalù,  l'attrice Maria Vittoria Barrella, l'artista Emanuele Benedetti e altri ancora. Qui il documento e tutte le sottoscrizioni

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