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Funicolare o minimetrò? Per gli studenti meglio autobus e treni. "Basterebbe spostare di 5 minuti un regionale e invertire le linee 6 e 13"

Alle università di Mesiano e Povo gli studenti hanno fatto un sondaggio interno che ha coinvolto il 21% del totale degli iscritti. Le risposte e le proposte sono molto interessanti e verranno presentate il 15 dicembre al vicesindaco Biasioli. Ecco come affronterebbero loro i problemi di mobilità tra Povo e Piazza Venezia

Di Luca Pianesi - 11 dicembre 2017 - 06:47

TRENTO. Le soluzioni in parte già esistono: percorriamo strade possibili e quindi si guardi ai bus e ai treni. Questa l'opinione degli studenti universitari rispetto alla tematica funicolare sì, minimetrò no e viceversa. Qualche giorno fa abbiamo pubblicato lo studio completo della Provincia fatto per analizzare costi e benefici dai due diversi sistemi di collegamento meccanico in sede propria che dovrebbero avvicinare Povo e Mesiano alla città (la partenza sarebbe fissata in Piazza Venezia). E dallo studio si mette in evidenza come i due strumenti costerebbero 31 milioni (il minimetrò) e 27,5 milioni (la funicolare) ci impiegherebbero 5,21 minuti per salire da Piazza Venezia a Povo (il minimetrò) e 4,59 minuti (la funicolare) sfrutterebbero una tecnologia che segue un moto circolare (il minimetrò) e un moto va e vieni (la funicolare).

 

"In entrambi i casi - commenta Alberto Venuto, rappresentante degli studenti del Dicam (dipartimento di ingegneria civile ambientale e meccanica) e delegato alla mobilità per tutti gli studenti Unitn - la portata massima, all'ora, sarebbe di 1.300 studenti. Troppo poco se si considera che dai nostri studi solo tra le 7.59 e le 8.29 sono 1.400 gli studenti che salgono tra Mesiano e Povo. In mezzora, quindi, sono di più di quelli che a regime riuscirebbero a trasportare i due sistemi di collegamento, in un'ora. Secondo noi studenti entrambe le idee sono costose e poco pratiche".

 

E, probabilmente, hanno ragione perché il costo di una mega opera come questa si giustificherebbe solo se il luogo di arrivo fosse talmente cruciale da necessitare di un continuo vai e vieni di carrozze. Si pensi a Perugia. Il minimetrò parte dal basso (dove, tra l'altro, si trovano i parcheggi di attestamento: qui dove li costruiremmo?Sotto Piazza Venezia?) per salire verso l'alto dove si trova il centro storico della città (e mentre sale tocca alcune delle zone più abitate del capoluogo umbro). L'obiettivo, quindi, lì, è servire il luogo più importante della città (e nonostante tutto l'opera è molto discussa e da sempre vissuta come uno spreco).

 

A Trento il meccanismo sarebbe l'opposto: si partirebbe dal basso, dove si trova la città per salire verso una zona frequentata solo dai residenti e dagli universitari e dai ricercatori che, però, si muovono in fasce orarie comuni. "Si verificano dei picchi che minimetrò e funicolare non riuscirebbero a supportare - prosegue Alberto Venuto -. Noi abbiamo fatto un sondaggio interno tra gli studenti ottenendo la risposta di 1011 di loro. Che tradotto rappresenta il 21% degli studenti iscritti a Povo e Mesiano. E da questo studio emerge la netta contrarietà a queste due grandi opere. Stiamo invece elaborando una serie di proposte alternative che il 15 dicembre porteremo all'assessore competente del Comune di Trento, Biasioli".

 

Tra queste le più interessanti sono quelle che vanno a servirsi direttamente di quanto è già esistente: il treno e gli autobus in primis.

 

IL TRENO

 

"Per quanto ci riguarda il treno sarebbe la prima soluzione utile - racconta ancora il delegato alla mobilità degli studenti di Unitn -. Il treno di Trentino Trasporti Esercizio (regionale 5509) non è adeguatamente sfruttato, in quanto non usufruibile da coloro che arrivano in stazione da nord per recarsi nelle sedi di Mesiano e Povo. Questo è dovuto ad una mancata coordinazione con le coincidenze: in particolare il regionale veloce 2253 proveniente dal Brennero arriva a Trento alle 8.08, mentre il regionale 5509, che ferma nella stazione di Povo-Mesiano, parte da Trento alle ore 8.05. Questo impedisce a tutti gli studenti provenienti dalle zone a nord di Trento, per soli 3 minuti, di poter raggiungere i propri dipartimenti in treno. Un problema analogo  riguarda i pendolari provenienti da sud col regionale 20908, con arrivo a Trento previsto alle 8.03. La maggior patte delle volte questo treno è in ritardo impedendo quindi l'utilizzo del regionale 5509".

 

L'ipotesi uno, quindi, sarebbe riuscire a spostare di alcuni minuti la partenza del treno di Trentino trasporti (sembra facile ma in realtà bisogna ragionare a molti livelli).

 

L'AUTOBUS

 

Mentre gli studenti avevano proposto di allungare il percorso della linea 6 inserendo la fermata Povo-Facoltà di Scienze, Trentino trasporti avrebbe pensato ad altro: "C'è stata proposta l'idea di un'inversione tra le linee 6 e 13, quindi far fare al bus 6 il percorso del 13 e viceversa. Il vantaggio di questa soluzione sarebbe che il bus 6 effettua più corse del 13 e questo permetterebbe a tutti gli utenti dei quartieri che sono già serviti da questo bus di poter raggiungere il polo di Povo senza sovraccaricare ulteriormente la linea 5. Comunque come studenti chiediamo anche di anticipare la corsa della linea 13 con partenza da Piazza Dante dalle 8.26 alle 8.06, in attesa che si attui l'inversione delle linee. Ultima ipotesi: per i pendolari prolungare la corsa extraurbana 205 con partenza da Riva del Garda delle ore 6:50 con fermate aggiuntive a Mesiano e Povo".

 

Invertire gli autobus e cambiare gli orari, quindi. Ma non è tutto: si chiede anche di sfruttare meglio la linea 9 e le corriere che puntano verso la Valsugana. "Ciò si potrebbe realizzare creando uno slargo davanti alla Facoltà di Mesiano che permetta all'autobus di girarsi e tornare indietro", conclude Venuto. Proposte interessanti e forse più attuabili dei mega progetti d'altri tempi.

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