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| 17 ott 2017 | 06:55

Il consigliere 5 Stelle su Facebook: "Sono indagato". Renzo Colpo raggiunto da avviso di garanzia

Un esposto metteva in relazione l'assunzione di sua figlia come infermiera in Casa di Riposo con presunte motivazioni di tipo politico-elettorale. La Procura generale della Repubblica di Trento ha avocato a sé il fascicolo e ha emesso i decreti di chiusura indagine preliminare

Renzo Colpo con il deputato 5 Stelle Di Battista
di db

MORI. Il consigliere comunale Renzo Colpo risulterebbe indagato in un procedimento avviato dalla Procura Generale della Repubblica di Trento. A comunicarlo è lo stesso esponente del Movimento 5 Stelle di Mori: "Sto facendo carriera, sembra che io sia indagato", scrive in un comunicato e su Facebook.

 

La prende con ironia, ma la questione è seria. La decisione di comunicare a tutti questa notizia l'ha presa "per non mettere nelle condizioni gli altri attivisti di leggere sui giornali un fatto di cui sono a conoscenza".

 

A conoscenza fino a meta, però. "E’ con un senso tra il perplesso stupore e la divertita curiosità che mi accingo a scrivere questo comunicato stampa.  Perplesso stupore in quanto mi tocca render conto di cose che sembrano riguardarmi ma che posso riferire solo per sentito dire, non avendo ricevuto alcun documento ufficiale".

 

"Cionondimeno - continua -  essendo il dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini elettori un credo mio personale e un impegno imprescindibile per i portavoce del Movimento 5 Stelle devo rendere noto che sono stato contattato da un avvocato di Trento che mi comunicava di essere stato nominato mio difensore d’ufficio in un procedimento della Procura Generale della Repubblica di Trento che mi vedrebbe indagato".

 

"Non si sa bene a quale titolo e per quale reato", spiega Colpo (anche se forse bastava chiedere all'avvocato per quale reato fosse iscritto nel registro degli indagati, ndr), ma pare in relazione all’assunzione di mia figlia presso l’Apsp di Mori, avvenuta due anni e mezzo fa, in coincidenza con le elezioni comunali nelle quali io ero candidato a sindaco di Mori per il  Movimento 5 Stelle".

 

Da quel che sembra, si tratterebbe di una comunicazione di chiusura indagini preliminari in seguito all'indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica dopo gli esposti firmati da Paola Depretto e Cristiano Moiola, al tempo entrambi esponenti del Patt cittadino, sull'assunzione della figlia e sulle presunte irregolarità nella sua assunzione come infermiera presso la Casa di riposo di Mori

 

Per il fatto che risulti indagato l'esponente politico - e non o non solo la figlia - sembra che la questione abbia assunto profili che avrebbero portato il sostituto procuratore Giuseppe di Benedetto a ipotizzare il reato di abuso di ufficio, condividendo forse, ma il dubbio è doveroso, le accuse delle Stelle Alpine che legavano l'assunzione a uno scambio di tipo elettorale

 

In qualche modo, indirettamente, è lo stesso Colpo che mette le mani avanti: "Per dare una qualche ulteriore appetibilità alla notizia, non avendo niente altro di concreto, posso solo farvi partecipi di quanto mi suggeriscono le mie personali, epidermiche sensazioni. A naso - afferma - sento puzzo di politica, a occhio vedo ombre di vallo-tomo, a orecchio sento rumore di elezioni. Ma ripeto - conclude - queste sono solo mie, personali, epidermiche sensazioni".

 

Oltre a Renzo Colpo risultano indagati anche il direttore della Casa di riposo di Mori e la coordinatrice che ha effettuato i colloqui per le assunzioni a chiamata. L'amministrazione dell'Apsp non rilascia dichiarazioni anche se sembra sia pronta a dimostrare in ogni sede la correttezza del proprio operato. 

 

Un fatto strano, che succede poche volte, è l'avocazione del fascicolo che la Procura generale della Repubblica ha deciso di porre in essere. La procura competente per territorialità è quella di Rovereto ma sembra sia intervenuta quella superiore, quella presso la Corte d'Appello di Trento. Sembra che questo tipo di azione sia la prima, a protocollo, di tutto il 2017. 

 

Ricordiamo che l'avviso di garanzia è a garanzia proprio della persona sottoposta ad indagini, che da questo momento potrà difendersi e dimostrare tutta la sua innocenza. Entro trenta giorni gli indagati potranno chiedere di essere interrogato o presentare una memoria. Successivamente il sostituto procuratore potrà chiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio

 

 

 

 

 

 

 

 

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