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La Provincia approva la mozione per rivedere la gestione del 'Piano lupo', ora la questione si sposta a Roma

La mozione proposta da Nerio Giovanazzi, consigliere di Amministrare il Trentino, è stata approvata all'unanimità. Minoranze critiche sull'operato della Provincia. Duro Kaswalder: "Dallapiccola si faccia da parte"

Di Luca Andreazza - 07 novembre 2017 - 20:08

TRENTO. Approvata all'unanimità la mozione proposta da Nerio Giovanazzi, consigliere provinciale targato Amministrare il Trentino. La richiesta è semplice e cioè quella di impegnare la Giunta ad occuparsi seriamente della questione lupi. L'obiettivo è quello di intervenire a Roma e modificare il 'Piano di conservazione e gestione del lupo'.

 

La mozione vuole evitare che il Trentino, già scosso dalla presenza problematica dell’orso, non venga colto di sorpresa dallo sviluppo della popolazione di lupi, che rappresenta per Giovanazzi una crescente preoccupazione per i trentini e che potrebbe portare la gente a disamorarsi del proprio territorio e delle attività lavorative svolte, elementi notoriamente indispensabili per la sopravvivenza della montagna.

 

Negli ultimi anni, infatti, le predazioni di bestiame riconducibili al lupo, ritornato sul territorio provinciale dopo circa 150 anni dalla sua scomparsa, sono sempre più frequenti e colpiscono zone sempre più ampie, mettendo a rischio l'agricoltura, la zootecnia e il turismo.

 

L’assessore Michele Dallapiccola ha osservato come molti aspetti della proposta sono condivisibili: "Il lupo - dice - si è installato da solo e dobbiamo abituarci a gestirlo".

 

L’assessore ha quindi proposto a Giovanazzi un emendamento, che includa nel dispositivo anche la sintesi del lavoro già svolto dalla Giunta: "Si prevede dunque - aggiunge Dallapiccola - l’attivazione a Roma per l’approvazione di una versione del Piano che preveda la possibilità del controllo in deroga della presenza del lupo, nel rispetto delle esigenze di salvaguardia delle attività dell’uomo e riconoscendo alla Provincia maggiore autonomia gestionale nel rispetto delle norme comunitarie".

 

Critico, ma via libera alla mozione da parte di Rodolfo Borga: "Non esistono norme che vietano la caccia al lupo - afferma il consigliere provinciale di Civica Trentina - così come la fanno in Svizzera, anche in via preventiva, dove ci sia la possibilità che il lupo metta in pericolo le persone e le attività di montagna. Questa è dunque una scelta di chi governa la provincia di Trento e non credo che questa mozione cambierà le cose nella gestione del lupo, né l’orientamento nella gestione dell’orso".

 

Positivo il parere del Degodenz, il quale ritiene che l’assessore fa bene a chiedere un’autonomia di gestione diversa: "Io ho più paura del lupo che dell’orso - dice - e sono convinto che in quest’aula la pensiamo tutti i maniera molto simile: tutti vogliamo tutelare i nostri contadini e siamo convinti che l’unico sistema è un prelievo che va però autorizzato e dobbiamo farci autorizzare".

 

"Solo da qualche mese a questa parte - commenta Maurizio Fugatti (Lega Nord) - sta difendendo questa posizione, quando fino a qualche anno fa l’orientamento era diverso. E’ una barzelletta che il lupo sia arrivato spontaneamente e casualmente nella primavera del 2013 perché c’è sempre stata la volontà di credere in questo progetto. I danni causati dal lupo, che fa branco, sono più importanti di quelli prodotti dall'orso. Si cerca di metterci una pezza dopo tanto .

 

Il consigliere Giacomo Bezzi (Forza Italia) ha ribadito la propria proposta di realizzare per gli orsi un parco, sul modello della Germania dove è stata portata Daniza. Quanto al lupo, ha detto di non credere alla storiella dell’insediamento casuale e il problema è sfuggito di mano, così come per l’orso.

 

Walter Kaswalder (Misto) ha osservato che l’assessore Dallapiccola sta cercando di tamponare una situazione di scontento della gente su questo e altri problemi: "Se non è in grado di gestire una criticità enorme come questa - sottolinea - si faccia da parte e passi la mano a qualcun’altro". 

 

"I dati scientifici e campioni genetici - conclude Dallapiccola - hanno stabilito la data di insediamento e la provenienza del lupo dalla Slovenia. Rivendichiamo l’impegno, nei limiti consentiti dalla legge, a mantenere una presenza di equilibrio della specie".

 

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