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Renzi, il tour de force: saluta l'immigrato e l'operaio, loda l'innovazione trentina alla Meccatronica e al Bicigrill fa un giro con la bici elettrica

Bagno di folla all'arrivo a Rovereto dove alcuni contestatori hanno inscenato una piccola protesta. Alla Meccatronica: "Voi siete il futuro dell'economia di questo Paese". A Faedo ha incontrato un'associazione che promuove la bici per disabili 

Di Donatello Baldo - 14 novembre 2017 - 19:50

ROVERETO. Alla fine ad aspettarlo alla stazione c'erano tutti, anche i contestatori che su uno striscione hanno scritto "E' arrivato il circo, alcuni buffoni e il re dei pagliacci". Hanno aspettato pazientemente il segretario del Pd, l'ex premier Matteo Renzi che con il treno sta attraversando l'Italia per 'ascoltare' le voci dei territori.

 

Meno pazientemente lo aspettava Italo Gilmozzi, che ha consumato le suole delle scarpe sulla banchina della stazione di Rovereto. Guardava l'ora, annunciava il ritardo (60 minuti) e si preoccupava che il servizio d'ordine facesse passare i suoi. Perché è successo che Donata Borgonovo Re sia rimasta fuori: "Da qui non si passa", "Ma sono la consigliera...", "No"

Si preoccupava anche che i contestatori di cui sopra, pochi ma convinti, non rovinassero la festa. Ai militanti dem che con loro avevano iniziato un confronto acceso sulle virtù del Jobs-act, con scambi di opinioni da una parte e dall'altra dell'inferriata che li teneva fuori dalla stazione, ha chiesto di smetterla: "Non siamo qui per litigare".

 

Ad aspettare Renzi c'era il nuovo segretario cittadino Carlo Fait, alcuni iscritti e militanti ma nessun consigliere comunale "per impegni di lavoro". Ma c'era il sindaco di Mori Stefano Barozzi con Lanfranco Cis, i consiglieri comunali di Trento Roberta Calza, Emanuele Lombardo e l'assessore Andrea Robol. Il deputato Michele Nicoletti e Elisa Filippi erano a bordo del convoglio con l'ex premier.

 

Altri iscritti, altri militanti, alcuni ragazzi arrivati da Trento a Rovereto per curiosità. "Il mio primo voto è stato per il referendum - dichiara uno di loro - abbiamo passato un anno scolastico a parlare di Costituzione".

"Io sono qui per poter dire che io c'ero", dice simpaticamente un ragazzo siciliano in Trentino per cercare un impiego. Mentre un altro si dice appassionato di politica: "Sarei stato qui anche per Salvini, per vedere se questi esistono veramente o se sono soltanto ologrammi televisivi". 

 

Insomma i curiosi erano abbastanza, un nutrito gruppo che sommato al circo mediatico e ai simpatizzanti del Pd può far dire al cronista che a Rovereto, alla stazione, per Matteo Renzi il bagno di folla c'è stato. Un bagnetto forse, ma le strette di mano, i selfie e il rito del vip circondato dalla ressa hanno creato il quadro simbolico dell'immersione tra la 'gente'.

 

Un'immersione che ha travolto i più. Spazzato via Gilmozzi, sindaci e consiglieri, Renzi appena sceso dal treno salutava chiunque gli si avvicinasse, cercando nel contempo di guadagnare l'uscita per raggiungere la macchina che lo aspettava. 

 

Niente dichiarazioni sulla politica e le questioni romane che i giornalisti volevano sentire. Niente nemmeno sulle questioni locali che chissà che ne sa lui. Si è però fermato a salutare gli operai del cantiere aperto dentro la stazione. 

 

Li ha passati in rassegna tutti, a tutti ha voluto dare la mano. Qualcuno si è levato i guanti da lavoro, qualcuno nemmeno ci è riuscito e a Renzi ha dato il cinque così com'è venuto. "Grazie ragazzi - ha detto loro - grazie mille". 

Poi appena fuori, prima di entrare in macchina gli si è fatto avanti un immigrato: "Ciao amico mio", e Renzi ha ricambiato con un altro cinque: "Ciao caro". Una volta in macchina si è diretto alla Meccatronica dove ad attenderlo c'erano gli assessori Olivi, che ha fatto gli onori di casa, Zeni e Ferrari, i consiglieri Manica e Maestri

Poche chiacchiere, voleva che a parlare fossero quelli che ci lavorano. E così sono intervenute le start-up, i giovani che hanno investito nell'innovazione: "Questa è l'Italia, quella che guarda al futuro. Questo è il capitale umano, voi cambierete la storia dell'economia di questo Paese". 

 

E poi di nuovo in macchina, e poi di nuovo in treno verso la tappa successiva: il Bicigrill di Faedo. Qui ha provato la bici elettrica, ha incontrato un'associazione che promuove l'Handbike per le persone con disabilità e i ricercatori di ingegneria che hanno inventato l'asfalto luminescente.

Ad aspettarlo Luca Zeni, che in questa tappa ha fatto lui gli onori, ma anche Mattia Civico. Del Pd c'erano tutti, non s'è visto solo Dorigatti tra gli eletti e Violetta Plotegher. Ma oltre il Pd c'erano anche altri esponenti della maggioranza: a Rovereto l'assessore Tiziano Mellarini, a Faedo l'assessore Mauro Gilmozzi, Lorenzo Ossanna del Patt e Mario Tonina dell'Upt.

 

Poche chiacchiere anche nell'ultimo appuntamento trentino: ai giornalisti che chiedevano dichiarazioni sui nomi per le prossime elezioni, sul futuro politico della coalizione locale e nazionale ha risposto che questo viaggio lo fa per incontrare le persone, le realtà migliori del Paese e i luoghi che producono futuro

 

 

 

 

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