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Torna in Aula la doppia preferenza, un colpo di scena firmato Bottamedi e Maestri. Beffato l'ostruzionismo

Un'astuzia permetterà alla proposta di essere votata in tempi certi. La discussione nella sessione del Consiglio provinciale che inizia mercoledì. Adesso tutto dipende dalla coalizione di Rossi che deve garantire la maggioranza dei voti alla proposta

Di Donatello Baldo - 27 novembre 2017 - 18:59

TRENTO. Ecco che torna la doppia preferenza di genere nell'agenda della politica trentina. Piomba sui lavori del Consiglio provinciale con un gioco d'astuzia che due donne, indipendentemente l'una dall'altra, hanno messo in atto all'insaputa dei tanti colleghi maschi che solo pochi mesi fa hanno fatto di tutto per bloccarla.

 

Le protagoniste del 'tranello' sono Manuela Bottamedi e Lucia Maestri. Due donne sedute l'una tra i banchi dell'opposizione e l'altra tra quelli della maggioranza che hanno però da sempre sostenuto il principio della parità di accesso alla politica.

 

Lucia Maestri era la firmataria della legge sulla doppia preferenza poi bloccata dalla montagna di emendamenti che una parte della minoranza aveva depositato, minoranza della minoranza che era comunque riuscita nell'intento di far ritirare il testo perché l'approvazione era del tutto impraticabile

 

Manuela Bottamedi è invece la promotrice di una legge sul ritorno al proporzionale che tra pochi giorni sarà discussa dal Consiglio provinciale. Legge che contiene, tra i vari articoli, anche due importanti riferimenti alla doppia preferenza e alla composizione 50/50 uomini/donne delle liste elettorali.

 

Tutte e due hanno visto uno spiraglio, la possibilità di tornare su quell'argomento che sembrava ormai morto e sepolto. Una possibilità reale, che è diventata ancora più reale in queste ultimi giorni quando l'ostacolo più grande è stato superato.

 

Se i consiglieri che tanto si sono opposti alla doppia preferenza si fossero applicati un po' di più avrebbero potuto mandare all'aria tutto nuovamente. Bastava che chiedessero al presidente Bruno Dorigatti i tempi non contingentati della discussione, facendo precipitare nuovamente ogni speranza nel buco nero dell'ostruzionismo.

 

E invece non si sono accorti che il testo della legge Bottamedi conteneva una sorpresa. Avranno pensato che chisseneimporta, tanto la legge sul proporzionale sarà respinta. Vero, la legge in sé non ha i voti, ma dentro quella legge c'è una parte su cui potranno convergere i voti della maggioranza.

 

Una maggioranza che almeno formalmente ha deciso di sostenere la strategia: Lucia Maestri ha infatti depositato emendamenti al testo, al fine di enucleare la parte della doppia preferenza, facendoli firmare da tutti i capigruppo della coalizione.

 

Ma anche Manuela Bottamedi ha presentato emendamenti, quelli necessari ad agevolare tecnicamente il voto sulla doppia preferenza e sulla composizione delle liste, che permettono di rinunciare all'impianto della sua legge (che non avrebbe la maggioranza) lasciando però in piedi i soli articoli che servono per portare a casa la doppia preferenza.

 

Per ora sembra che la mossa sia blindata: se anche fossero presentanti emendamenti e sub-emendamenti, il Consiglio prevede che per la discussione ci siano solo cinque ore, non un minuto in più. Niente ostruzionismo, dunque. 

 

Scaduto il tempo il presidente deve mettere in votazione tutto quanto, emendamento per emendamento, articolo per articolo, fino a che non rimane in piedi la legge che prevede che le preferenze siano alternate per genere e che liste siano formate metà da uomini e metà da donne.

 

Un escamotage in piena regola, un'astuzia che nessuno si aspettava, che avrà certo mandato sulle furie Rodolfo Borga e buona parte dell'opposizione, soprattutto quella che ha fatto di tutto, ma proprio di tutto tutto, per bloccare quella legge.

 

Adesso la partita è tutta in mano alla politica. Si è sempre detto che la maggioranza sulla doppia preferenza era traballante, che in molti anche di Patt e di Upt erano contenti dell'ostruzionismo. Perché la politica la fanno gli uomini, e lasciare il posto ad una donna chi glielo fa fare?

 

Vedremo se il principio varrà di più dell'interesse personale, se i consiglieri della coalizione decideranno di rispettare il programma di governo della giunta Rossi che prevede la doppia preferenza e la parità di genere.

 

Vedremo se la maggioranza rimarrà salda anche nel caso si proceda con il voto segreto, se Rossi saprà farsi valere e imporre ai suoi il voto favorevole. L'opportunità di portare a casa la doppia preferenza è stata servita su un piatto d'argento, se non passa sarà per colpa di chi non l'ha voluta: i 'colpevoli' dovranno essere cercati all'interno della maggioranza.

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