Contenuto sponsorizzato

Andrea Maschio: ''Campagna elettorale sbagliata e i big a livello nazionale non escono dall'ombra di Salvini''

Il Movimento 5 stelle è cresciuto, ma pochissimo. E' passato dal 5,85% del 2013 al 7,10% del 2018. Un consenso ben lontano dall'obiettivo minimo del 10% e tre consiglieri provinciali in Aula. Maschio: "Aspettative disattese. Siamo partiti tardi e soffriamo le promesse nazionali non ancora realizzate"

Di Luca Andreazza - 28 ottobre 2018 - 05:01

TRENTO. "Se si vuole guardare il lato positivo si può dire che siamo cresciuti in termini percentuali, ma la sconfitta è evidente e non possiamo nasconderlo", queste le parole di Andrea Maschio, consigliere comunale in forza del Movimento 5 stelle, a commentare la performance poco brillante dei pentastellati all'ultima tornata elettorale per le provinciali.

 

Vero, il Movimento 5 stelle è cresciuto, ma pochissimo. E' passato dal 5,85% del 2013 al 7,10% del 2018. Un consenso ben lontano dall'obiettivo minimo del 10% e tre consiglieri provinciali in Aula. "Le aspettative - aggiunge il consigliere comunale - sono state disattese. Non dobbiamo pensare che sia andata benino, altrimenti non abbiamo capito niente e non abbiamo futuro".

 

Tra le criticità la piattaforma Rousseau, la campagna elettorale, l'assenza dei big sui palcoscenici trentini, ma anche la fatica a livello nazionale nel governo gialloverde.

 

Il risultato delle urne è una doccia fredda. Il Movimento è una forza di governo, Fraccaro è ministro, ma nonostante questo il risultato è estremamente deludente. Quali le cause?

Sicuramente abbiamo pagato l'effetto Salvini. Il governo sembra formato solo dal ministro dell'interno. Siamo all'angolo e non riusciamo a dire nulla rispetto al lavoro che viene portato avanti, i nostri esponenti spiegano e comunicano poco, mentre il leader della Lega imperversa tra social e commenti, anche tramite invasioni di campo su materie che non gli dovrebbero competere. Siamo nell'ombra.

 

A questo aggiungo che l'asticella delle promesse è stata posizionata troppo in alto: abbiamo promesso di eliminare i vaccini, ma poi non si è ancora fatto nulla. Personalmente sono favorevole alle vaccinazioni, ma se il programma prevede determinate decisioni, poi devono essere portare avanti, altrimenti si tradisce l'elettorato. Diventa difficile dopo spiegare ai cittadini la promessa disattesa, ci siamo sbilanciati troppo. Invece bisogna seguire una linea retta, senza paura, senza timore di ricorsi, come nel caso delle sale da gioco e slot: le decisioni, magari coraggiose, possono fare giurisprudenza. 

 

Il centrodestra è stato molto attivo in campagna elettorale, Salvini e Berlusconi sono arrivati in Trentino, il centrosinistra ha invece schierato Minniti e Gentiloni. Voi nessun big, nessun Di Maio o Di Battista.

Il leader di turno è fondamentale, anche per intercettare la curiosità dell'elettorato. Siamo un po' stati abbandonati. Sono arrivati Vannia Gava e Maria Edera Spadoni, rispettivamente sottosegretaria all'ambiente e vice-presidente alla Camera, ma chiaro che l'appeal non è paragonabile. Tra i temi forti di questa campagna, che abbiamo sbagliato, c'era la Valdastico e le infrastrutture, avremmo dovuto spendere Toninelli, ma siamo stati cauti, forse un profilo troppo basso.

 

In cosa avete sbagliato la campagna elettorale?

Abbiamo personalizzato troppo la figura di Filippo Degasperi nel senso che tutti i candidati avevano la necessità della sua presenza, ma non poteva essere onnipresente. Ho il massimo rispetto per il nostro candidato presidente, un esempio per impegno, studio delle tematiche e competenze, ma spesso gli altri candidati non hanno trovato la forza di uscire dal suo scudo e magari alcuni incontri poi sono saltati. Tutti dobbiamo prenderci maggiori responsabilità. Spesso poi la discussione si è spostata sul nazionale e non siamo riusciti a girare il discorso per approfondire le tematiche trentine, quelle a cuore degli elettori.

 

Un altro aspetto: siamo partiti tardi. E' necessario cambiare il sistema. Non si può arrivare così tardi a scegliere candidato presidente e possibili consiglieri solo un mese prima delle elezioni. La squadra deve avere l'opportunità di conoscersi, condividere e discutere le idee. Si deve arrivare già in grado di presentare soluzioni. Invece non eravamo preparatissimi, il risultato delle urne è evidente.

 

Non hai mai nascosto che ti sarebbe piaciuto candidarti per le provinciali, ma le vostre regole non consentono di correre se non è finita l'esperienza nella quale si è eletti, senza dimenticare il limite dei due mandati.

Una regola che deve essere elasticizzata. Il limite dei due mandati dovrebbe essere allargato alla categoria, due in circoscrizione, due in Comune, due in Provincia e avanti così per un percorso in crescita. Il primo mandato è spesso di apprendistato, ci si impiega anche tre anni a capire il funzionamento della macchina e già si ritorna a votare. Chiaro, anche quello di dover star fermo nel 2020 per aspettare le elezioni provinciali del 2023 non è più attuale, un eletto deve avere l'opportunità di spendere e portare avanti l'esperienza, ma si può aggiungere un margine di rischio: se vengo eletto in Comune e mi candido alle provinciali posso, ma se non entro in Consiglio perdo tutto e resto a casa, ci sarebbe comunque un po' di rischio.

 

Forte del successo Lega e centrodestra non hanno perso tempo e chiedono al sindaco Andreatta di compiere un passo indietro (Qui articolo). Il Movimento 5 stelle in Comune però questa volta non si è espresso

Il primo cittadino ora è alle prese con il rimpasto di Giunta. Personalmente sono favorevole ai nomi che circolano per riempire le caselle vuote: finalmente dei competenti ai posti giusti, politici che stimo. Se non altro il sindaco ha capito prima degli altri di dover puntare su Futura, si è calato nella necessità di mettere in discussione le forze. Detto questo Andreatta dovrebbe dimettersi per questa consiliatura immobile e senza prendere decisioni per il bene della città, ma non ci sarà nessun passo indietro perché è troppo orgoglioso. A questo punto credo che si arrivi alla scadenza naturale del 2020. 

 

Per quanto riguarda il Movimento 5 stelle dobbiamo cambiare metodo e sistema: dobbiamo già creare il comitato e la squadra per le elezioni amministrative. Già entro fine anno, altrimenti non è possibile crescere e resteremo sempre indietro, sempre a spendersi e battersi all'ultimo secondo. La Lega e tutte le altre forze politiche ragionano in questa ottica. Dobbiamo compiere questo salto di qualità. E' necessario un nuovo approccio, dobbiamo essere costruttivi: Trento è al top, ma si può e si deve migliorare. Non servono rivoluzioni, ma impegno e serietà per progredire sempre.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 maggio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 maggio - 06:01

Dopo la decisa presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil ma anche quella dell'Upt, duri i consiglieri provinciali dopo che l'assessora Stefania Segnana è intervenuta per scaricare (ancora una volta) le responsabilità sui medici e ha attaccato il presidente Marco Ioppi

25 maggio - 20:41

L'intervento della Pat si articola in due fasi. Critiche anche Uil e Nursing up: "Ci chiediamo dove siano finiti i finanziamenti economici aggiuntivi che la Provincia ha ricevuto in marzo e maggio dal governo di Roma per sanità e contrattazione, per non parlare poi dei 20 milioni già stanziati nelle finanziarie provinciali per il nuovo contratto del pubblico impiego 2019/2021 e poi soppressi"

25 maggio - 19:16

Ci sono 5.400 casi e 462 decessi in Trentino per l'emergenza coronavirus. I tamponi analizzati sono stati 675 (315 letti da Apss e 360 da Fondazione Mach) per un rapporto contagi/tampone a 0,15%

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato