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Bufera nei 5 Stelle, i consiglieri comunali si auto-sospendono per protestare contro le candidature imposte a Rovereto

In una lettera parlano di 'profili imbarazzanti', paragonando quello della sociologa Boniatti a quello della 'traditrice' Manuela Bottamedi. Critiche anche al candidato Matteo Perini: "Non si è mai visto". Vergnano di Rovereto, Prada di Riva e Rullo di Arco: "Non possiamo chiedere agli elettori del M5S di votarli"

Di Donatello Baldo - 31 gennaio 2018 - 18:13

ROVERETO. "Siamo in estremo imbarazzo". Scrivono così Paolo Vergnano, Flavio Prada e Giovanni Rullo, rispettivamente consiglieri 5 Stelle di Rovereto, Riva del Garda e Arco. E l'imbarazzo è per le candidature su Camera e Senato nel collegio roveretano di Matteo Perini e Cinzia Boniatti

 

I tre consiglieri arrivano a mettere in atto un gesto eclatante, quello della sospensione del movimento di Beppe Grillo. "Ci auto-sospendiamo dal Movimento fino alla decisione definitiva -scrivono - in quanto non crediamo più di poter essere utili".

 

"Quando ci siamo candidati abbiamo fatto due promesse - spiegano i consiglieri - una al Movimento e una ai Meetup che ci hanno indicati come candidati sindaco Chiederemo loro di decidere se la nostra autosospensione dal M5S, qualora diventasse espulsione, debba essere seguita anche dalle dimissioni da consigliere comunale".

 

E in caso di risposta affermativa saranno disposti anche a rassegnare le dimissioni dagli incarichi istituzionali. Insomma, una vera e propria bufera a poco più di un mese dalle elezioni, all'inizio di una campagna elettorale determinante per il Movimento 5 Stelle.

 

Mandano a tutti una lettera: "Chi ci conosce veramente sa che questa lettera è per noi una enorme sconfitta. Chi ci conosce, anche solo poco, sa che da oltre 5 anni non ci risparmiamo per far decollare una idea di nuova politica locale e nazionale".

 

"Oggi scopriamo che per il Movimento sono altri i soggetti della società civile. Scopriamo di essere diventati, per logica, professionisti della politica". E muovono critiche puntuali ai candidati 'prescelti', anche a Cinzia Boniatti scelta e indicata direttamente da Di Maio.

 

"Per il collegio di Rovereto al Senato è stata nominata una persona con sani e notevoli trascorsi politici fin almeno dal 2000. Cosa non rara e per nulla deprecabile. Ma soffriamo ancora dell’esperienza delle provinciali 2013 dove, pur avendo conosciuto per più di un anno la persona, fummo traditi politicamente in modo fragoroso da un profilo che ci pare paragonabile".

 

Il paragone è con quella che i 5 Stelle reputano una 'traditrice', Manuela Bottamedi. "Visto che questa volta non abbiamo partecipato alla selezione - scrivono -  non possiamo, in coscienza, chiedere agli elettori del M5S di votare per un profilo che ci pone enormi dubbi".

 

Una stoccata arriva anche al candidato alla Camera, Matteo Perini. "E' persona di cui non possiamo dire nulla - dicono - nulla perché non lo conosciamo. Nulla perché non l’abbiamo mai incontrato a nessun gruppo. Nulla perché non si è neppure presentato. Ma quel che è peggio è che chi ha fatto le selezioni non ha ritenuto di dover spiegare o condividere la decisione". 

 

"Avendo letto il profilo di uno e non sapendo chi sia l'altro nostro candidato siamo costretti a sfilarci - scrivono i consiglieri - non possiamo dire nulla nei loro confronti personalmente. Notiamo solamente una leggera arroganza quando leggiamo che 'finalmente il M5S si è aperto alla società civile e alla competenza', come se fino ad oggi i candidati fossero tutti professionisti e incompetenti".

 

Un duro colpo per il Movimento 5 Stelle, soprattutto perché arriva dai consiglieri del collegio dov'è candidata la 'punta', la docente Cinzia Boniatti che Luigi Di Maio ha voluto accanto a sé alla presentazione a Roma delle liste.

 

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