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Candidature, Dellai ha detto sì ma nel Pd è ancora psicodramma. Nel centrodestra mancano gli ultimi tasselli

La candidatura 'ballerina' di Alessandro Olivi manda in fibrillazione il centrosinistra. A destra quasi sicura Donatella Conzatti e spunta il giovane leghista Mirko Bisesti

Di Donatello Baldo - 26 gennaio 2018 - 19:37

TRENTO. La notizia del giorno è che Lorenzo Dellai ha detto sì. Ha sciolto la riserva e, "se me lo chiede la coalizione", sarà disponibile alla candidatura del collegio per la Camera in Valsugana. Ma per quel che riguarda il Pd la definizione delle candidature è ancora tutta in alto mare. 

 

Nel centrodestra sembra invece che il quadro si vada via via delineando, con una formazione che schiera tre candidati per la Lega Nord, due per Forza Italia e uno per Fratelli d'Italia. Rimane l'incertezza su qualche singolo collegio ma i giochi sembrano ormai fatti (anche se non del tutto dichiarati).

 

Ma andiamo con ordine e iniziamo partendo da destra. La candidatura certa è quella di Fratelli d'Italia. Se ad un certo punto sembrava in forse poi è stata la prima ad essere confermata. Correrà sul collegio del Senato di Trento Andrea de Bertoldi.

 

La Lega si tiene il Senato a Rovereto e i collegi della Camera a Trento e in Valsugana. A Rovereto correrà Diego Binelli, amico personale di Matteo Salvini, assessore a Pinzolo. Su Trento, dopo le ipotesi al femminile che comprendevano anche Martina Loss, sembra che si innalzino le quotazioni di Mirko Bisesti.

 

Si tratta di un volto nuovo, di un giovane funzionario del gruppo leghista a Bruxelles, figlio d'arte: sua madre è Bruna Giuliani, consigliera del Carroccio nel Comune di Trento. Il suo nome ha preso forza nelle ultime ore, ma è suscettibile di ripensamenti.

 

La sfida più attesa, ora che correrà Dellai, è quella nel collegio alla Camera della Valsugana. Lì la Lega Nord schiera la sua punta, il consigliere provinciale e segretario Maurizio Fugatti. Un collegio dato quasi sicuro per il centrodestra, che il Carroccio ha voluto per sé fin dall'inizio della discussione sulle candidature. 

 

Per completare il quadro del centrodestra manca Forza Italia. Da segnalare il ritiro delle disponibilità di Claudio Cia e di Manuela Bottamedi. La situazione, per ora, sembra questa: su Rovereto, alla Camera, la new entry Donatella Conzatti, che dall'Upt, da cui si è dimessa, è transitata - parrebbe - in Forza Italia. 

 

Sul Senato per il collegio della Valsugana sembra confermata la candidatura di Elena Testor, la procuradora del Comun General de Fascia che Michaela Biancofiore è riuscita a 'strappare' all'orbita di Civica Trentina per 'assicurarla' in quella azzurra. 

 

Ora passiamo al centrosinistra autonomista e vediamo che succede. Partiamo da una certezza ormai inamovibile: Franco Panizza a rappresentare il Patt sul collegio senatoriale di Trento. Acquista maggior sicurezza, dopo il rientro di Lorenzo Dellai, anche del segretario Tiziano Mellarini

 

Nei giorni scorsi i dubbi interni all'Upt facevano riemergere di tanto i tanto la candidatura di Vittorio Fravezzi che Dellai a tutti i costi voleva 'salvare'. Senza Dellai, Fravezzi sarebbe andato su Rovereto e Mellarini (con l'elevato rischio di rimanere a casa) in Valsugana.

 

Ma Dellai è sceso in campo e di conseguenza Fravezzi rimane a casa e Mellarini si tiene stretto il suo seggio sicuro sul Senato a Rovereto. Dellai correrà alla Camera in Valsugana contro il leghista Maurizio Fugatti.

 

E il Pd? Michele Nicoletti, grazie alla 'benedizione' europea della presidenza al Consiglio d'Europa, ha il suo posto assicurato, il resto è uno psicodramma. Italo Gilmozzi è andato a Roma per la Direzione nazionale del partito con una rosa di quattro nomi per i collegi e per il posto nel listino proporzionale: Elisa Filippi (data semmai sul listino proporzionale), Mariachiara Franzoia, Lucia Maestri ed Eleonora Stenico.

 

Non c'è Olivi. Dopo un tira e molla durato per settimane intere si è arrabbiato e ha detto no, che non si vuole candidare più. "Sono sereno", ha scritto in una e-mail al segretario. Ma poi, a tarda notte, ieri, sembra abbia cambiato idea e che adesso aspetti che la sua candidatura sia chiesta direttamente dal partito nazionale.

 

Il problema è che Gilmozzi ha questi quattro nomi, il coordinamento ha dato queste indicazioni anche perché Olivi aveva detto che faceva un passo indietro. Chissà cosa succederà. Noi proviamo a fare qualche ipotesi.

 

Se Olivi rimane fuori il suo posto sulla Camera di Rovereto se lo prende senza batter ciglio Michele Nicoletti. Un posto sicuro, un posto ambito. Sulla Camera nel capoluogo sembra ormai certa Mariachiara Franzoia, per Lucia Maestri le quotazioni sono date basse basse.

 

Rimane la Valsugana, e siccome tutti la schifano perché c'è il dubbio che si perda, i big non ci vanno di sicuro. In pole position c'è Eleonora Stenico, Consigliera di parità. Ma qualcuno parla di un ritorno di Giorgio Tonini con una deroga ai tre mandati e l'obiettivo di vincere il collegio che vinse cinque anni fa.

 

Chissà. Ma se tornasse in campo Olivi? In quel caso andrebbe lui su Rovereto e Nicoletti, a perdere, in Valsugana? O si farebbe viceversa e la Valsugana sarebbe data a Olivi? Per ora è un mistero che forse questa notte si risolverà nella riunione della Direzione nazionale

 

 

 

 

 

 

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