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Candidature, nel centrosinistra di sicuro c'è solo Panizza. L'Upt 'prenota' due seggi e nel Pd qualcuno rischia di saltare

La questione della rappresentanza femminile rischia di far saltare la candidatura di Michele Nicoletti. Del Rio candidato sul proporzionale garantirebbe il posto alla seconda in lista Elisa Filippi. Tramonta la candidatura di Maestri e si fa avanti quella di Franzoia

Di Donatello Baldo - 06 gennaio 2018 - 23:15

TRENTO. Chi scende e chi sale nel borsino delle candidature? Ad oggi il punto fermo è solo uno, quello di Franco Panizza che tiene ben stretta la posizione sul collegio del Senato del capoluogo. Donata Borgonovo Re ha cercato di mettere in dubbio questo 'dogma', ma nemmeno si discute: "Panizza resta lì". 

 

L'Upt ha chiesto agli alleati la Camera sulla Valsugana e il Senato su Rovereto. A gareggiare su quest'ultimo collegio sembra sia quasi certamente Tiziano Mellarini, mentre su Pergine il posto dovrebbe essere dato a Lorenzo Dellai, che si giova il collegio visto che sul proporzionale ci sono molti dubbi sulla possibilità di una vittoria. 

 

Il Pd si gioca Rovereto, la Camera. Qui ci dovrebbe andare Alessandro Olivi, è la sua zona, anche se vorrebbe Trento. Ma lì sono in molti che ci vedono una donna, anche per controbilanciare la presenza sul Senato di Panizza (che molti dem vorreebbero malvolentieri).

 

Tra le donne, la candidatura di Lucia Maestri è tramontata, si pensa a Mariachiara Franzioia, sponsorizzata dall'assessore Luca Zeni. I maligni dicono che Italo Gilmozzi sia contento, così non sarà in competizione per la corsa a primo cittadino. 

 

Ma sembra vada bene anche a Lucia Maestri. Un nome in meno, e una donna in meno, candidata alle prossime elezioni provinciali. Su trento, due figure così importanti, si sarebbero potute 'rubare' le preferenze, cosa che compromette l'elezione. 

 

Tra i tre collegi, una donna sulla Camera ci sarebbe. Bene. Ma c'è da capire come garantire la presenza femminile anche al Senato. Di posto ce n'è ancora uno e  Michele Nicoletti dove lo mettiamo? 

 

Se lui si prende la Valsugana, anche se non vorrebbe perché è data difficile da conquistare, l'impegno dell'equilibrio di genere va a farsi benedire. Tecnicamente la candidatura femminile potrebbe essere recuperata in Sudtirolo, ma politicamente sarebbe una sconfitta.

 

L'alternativa è lasciare a casa il professore, dopo solo una legislatura e in procinto di assurgere alla presidenza del Consiglio d'Europa. Quindi: o si mantiene l'impegno di una donna alla Camera e una al Senato, o si decide che Nicoletti si candida in Valsugana. 

 

Di donne candidate ce ne saranno altre due, ma sulla quota proporzionale. Una del Patt, seconda in lista dopo il capolista Svp, e l'altra è del Pd, seconda al capolista che sembra essere Graziano Del Rio. Questa sarà Elisa Filippi che il nazionale vuole in Parlamento perché fidata renziana della prima ora.

 

Entrambe sembra sicuro che verranno elette, l'una per l'accordo del Patt con l'Svp e l'altra perché Del Rio, candidato anche in Emilia Romagna, alla fine opterà, in caso di elezione, per la sua Regione, lasciando il posto a chi lo segue in lista.

 

 

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