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Centrodestra, prove di unità. Dentro Kaswalder ma Gios e Borga ci pensano ancora qualche giorno

Ieri la riunione allargata ai potenziali alleati della coalizione di centrodestra. Nessuna discussione sul leader, prima si devono definire i contorni della squadra

Di Donatello Baldo - 29 giugno 2018 - 06:01

TRENTO. Si sono incontrati alle 18, senza comunicare dove: la stampa avrebbe disturbato la riunione. Forse perché una "photo opportunity" tra il centrodestra e il gruppo di KaswalderGios e Borga non è ancora il caso di scattarla. Prima si deve avere la certezza che questi ultimi entrino nella coalizione.

 

L'incontro è servito proprio a questo, ad incontrare questi ultimi che ormai chiamano "Kgb", dalle iniziali dei cognomi, e capire cosa vogliano fare: se stare con il centrodestra o andare per i fatti loro. Perché soltanto dopo si potrà affrontare la questione del candidato presidente. 

 

I 'territoriali' - Autonomia popolare, Rivoluzione Felice e Civica Trentina - hanno proposto nei giorni scorsi di scegliere Gios come candidato presidente. Per cortesia e diplomazia, il segretario del partito di maggioranza relativa del centrodestra, Mirko Bisesti della Lega, ha riportato al tavolo la proposta. Ma ieri la questione non è stata nemmeno valutata.

 

Prima il programma, prima i contenuti. E solo dopo si parla di chi guiderà l'arrembaggio del governo provinciale: anche se già si sa che in pole position c'è Fugatti, sostenuto strenuamente dal Carroccio ma anche da Claudio Cia

 

Ma la discussione ci sarà soltanto tra quelli che, indipendentemente dal candidato presidente, vorranno condividere i valori della coalizione e accetteranno di far parte della squadra. Una strategia che inchioda il Kgb a una decisione

 

Le forze in campo già ci sono: Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Agire per il Trentino, Associazione Fassa e Progetto Trentino, e poi l'Udc e il centro popolare di Renzo Gubert. Chi si aggiunga lo deve dire subito: e cosa hanno detto allora gli 'ospiti' del centrodestra?

 

Walter Kaswalder, l'ex delle Stelle Alpine che ora ha formato un nuovo partito, Autonomia popolare, ha detto subito che lui ci sta, a fianco al gruppo storico del centrodestra.

 

Ma Gios e Borga hanno preso tempo. "Dobbiamo incontrarci con la nostra base tra qualche giorno - hanno detto - e decideremo lì". Una mossa prevedibile, ma alla fine dovranno scegliere, senza un nome, perché quello verrà dopo.

 

Il dubbio è che questi ultimi stiano giocando su più tavoli e che stiano per sonadare anche la possibilità di convergere sull'area del sindaco Valduga. Si tratta di aspettare, ma nel frattemo - assicurano nel centrodestra - si continua a definire il programma: se cistanno bene, altrimenti pace.

 

Bisogna stare assieme, lo sanno tutti, perché si vince con un voto in più, ma dovrà essere chiaro chi comanda, e seppur Bisesti mostri il volto buono, è la Lega che intende assumere la leadership. "Pari dignità fra tutti", hanno chiesto i 'territoriali', e va bene hanno risposto gli altri.

 

Ma il peso politico-elettorale conta un sacco e la Lega - se questo è il metro di misura - detta legge. Accetteranno Borga e Gios questa situazione? Alla riunione hanno detto più volte di non essere di centrodestra ma, nel caso, di allearsi mantenendo la loro identità. Ma alla fine dovranno dirlo chiaro: ci stanno oppure no?

 

 

 

 

 

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